Ultimo aggiornamento 23.11.2017 - 17:07

Audizione ANCI sui tributi locali. Castelli: “Serve profonda riforma della riscossione locale”.

  • 13 Lug, 2017
Pubblicato in: Ifel Informa
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A seguito dell’audizione dell’ANCI presso la Commissione parlamentare per l’attuazione del Federalismo fiscale, tenutasi oggi 13 luglio, pubblichiamo, di seguito, il comunicato ANCI sull'argomento (disponibile al seguente link http://www.anci.it/index.cfm?layout=dettaglio&IdSez=821212&IdDett=61383) e i documenti ANCI presentati in audizione (Nota e appendice normativa):

“C’è una assoluta esigenza di procedere ad una riforma profonda della riscossione locale anche perché il nuovo sistema di contabilità comunale impone che i Comuni siano messi nelle condizioni di poter confidare effettivamente su ciò che è oggetto delle loro pretese fiscali.  L’obbligo di accantonare in un apposito fondo i crediti di dubbia esigibilità fa si che questo aspetto assuma una rilevanza anche maggiore”. Così il presidente della fondazione Ifel e sindaco di Ascoli Piceno Guido Castelli intervenuto in audizione alla Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale sul “Sistema della riscossione dei tributi negli enti locali”.

La riscossione – si specifica nella nota Anci consegnata alla Commissione – è, infatti, centrale per la tenuta dei bilanci locali, oltre che per l’equità fiscale e per queste ragioni le amministrazioni locali devono essere poste in condizione di operare in un contesto di regole chiare e certe, che restituiscano al sistema della riscossione i necessari requisiti di organicità e razionalità, tenendo conto delle peculiarità della riscossione locale, caratterizzata da elevata frammentazione e da importanti quote di crediti di modesta entità. 

Lo stato di incertezza normativa che ha invece caratterizzato le vicende della riscossione locale negli ultimi anni – si legge in un passaggio del documento - non ha favorito l’evoluzione del settore verso la funzionalità e la trasparenza.

Un quadro normativo, caotico e contradditorio, nel quale però la realtà organizzativa locale ha mostrato diffusi segni di iniziativa e capacità di reazione, tant’è che sono centinaia gli affidamenti attivati negli ultimi anni mediante gara dai Comuni italiani, così come numerosissimi sono i casi di riorganizzazione finalizzata all’efficientamento dei processi di riscossione autogestiti sulla base dell’impiego di un mix di fattori interni e di acquisizione di servizi specialistici su specifici segmenti del ciclo di riscossione. 

Una ricchezza di scelte che secondo Anci è da vagliare e assimilare nell’ambito di revisioni normative capaci di cogliere gli elementi essenziali da promuovere, di abbattere i rischi di frammentazione ed opacità, lasciando però all’autonomia organizzativa dei Comuni la responsabilità delle scelte operative.  

Inoltre – si sottolinea nel documento - la trasformazione di Equitalia rappresenta un’innovazione importante che può certamente concorrere a restituire efficacia all’attività di esazione delle imposte comunali, a condizione che sia affiancata da soluzioni in grado di porre fine ad alcune criticità storiche della riscossione locale, nonché da una profonda riflessione circa la necessità di adottare modalità operative in grado di innescare un ciclo industriale tarato sulle effettive esigenze dei Comuni e sulle caratteristiche peculiari dei crediti comunali. 

“La caratteristica della riscossione locale – precisa Castelli - è quella di dover organizzare l’esazione di piccole somme, quindi non parliamo mai di interventi massivi sui patrimoni delle persone ma della assoluta necessità di poter confidare su un sistema di regole certe che possa essere attivato solo nel caso in cui la compliance fiscale non produca gli effetti del caso”. 

“Quando noi chiediamo regole certe e sicure – rimarca il presidente Ifel – lo facciamo convinti che la migliore tassa è quella che non diventa oggetto di un intervento esecutivo ma che viene recuperata nell’ambito della cosiddetta riscossione volontaria”. 

In tal senso, il sindaco Castelli sottolinea come gli ultimi anni siano stati “molto complessi e molti Comuni hanno scelto di uscire dal sistema della riscossione nazionale scegliendo di sviluppare la loro azione esecutiva sulla base di una norma che risale addirittura al 1910. Per questo ci vuole una profonda riforma delle norme che ad oggi consentono la riscossione con particolare riferimento proprio alla esigenza di migliorare la compliance fiscale”.

L’Anci ritiene quindi necessario ed essenziale che la Nuova Agenzia delle entrate-Riscossione segni una netta discontinuità nel modo di operare del riscossore nazionale sulle entrate locali, rendendo evidente l’adozione di prassi e modalità operative espressamente orientate al miglioramento dell’efficacia della relativa riscossione. E, in questo percorso, l’Associazione dei Comuni individua alcune priorità da considerare: riaffermazione della centralità del governo pubblico di una funzione strumentale all’esercizio del governo locale; revisione della disciplina dell’ingiunzione fiscale snellendone la gestione e chiarendo l'applicabilità delle norme relative al ruolo, prevista in modo incerto dall'attuale normativa; assicurare l’accesso gratuito alle banche dati tenute da altri soggetti pubblici, superando le attuali disparità di trattamento e risolvendo le problematiche connesse con la normativa sulla riservatezza dei dati personali; potenziare la strumentazione utile ai recuperi pre-coattivi, in un quadro di maggior attenzione al complessivo ciclo della riscossione.

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