Ultimo aggiornamento 14.12.2017 - 15:28

Legge di bilancio 2018. Audizione ANCI

  • 08 Nov, 2017

A seguito dell’audizione dell’ANCI presso le Commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato, tenutasi ieri 7 novembre, pubblichiamo il documento presentato in audizione, gli  emendamenti proposti dall'ANCI e, di seguito, il comunicato ANCI (disponibile anche al seguente link: http://www.anci.it/index.cfm?layout=dettaglio&IdSez=821212&IdDett=62327):

“Nel disegno di legge di bilancio c'è uno sforzo, che riconosciamo, sugli investimenti: crescono gli spazi finanziari, ci sono risorse per le città medie e per il bando periferie e per i Piccoli Comuni. Ma chiediamo attenzione sulla spesa corrente. I Comuni, dal 2011 al 2015, hanno subìto tagli per nove miliardi di euro, il contribuito più alto al risanamento dei conti pubblici. Ora che la stagione dei tagli è terminata, il rischio è di ritrovarsi in una tempesta perfetta”. Lo ha detto il presidente dell'Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, audito dalle commissioni bilancio riunite di Camera e Senato che hanno ascoltato con lui anche i sindaci di Milano, Giuseppe Sala, Catania, Enzo Bianco, Napoli, Luigi de Magistris, in merito alla legge di bilancio.

“L'adeguamento dei contratti del pubblico impiego, più che giusto, vale circa 650 milioni di euro: il rischio è che questa spesa, se sostenuta dai Comuni, assorba completamente gli effetti dello sblocco del turn over che ci è stato concesso”.

Decaro ha poi ricordato la questione del Fondo sui crediti di dubbia esigibilità “che ci costringe ad accantonare risorse e quindi, indirettamente, provoca una contrazione della spesa corrente da cui dipendono i servizi ai cittadini". Anche l’armonizzazione dei bilanci, misura ritenuta da Decaro “sacrosanta, produce contrazione di spesa". Il taglio indiretto che si rischia è di un miliardo di euro.

Dei correttivi si impongono e sono, per il presidente dell'Anci, a portata di mano. "L'accantonamento al Fcde può arrivare al 100 per cento più gradualmente, nel 2021. La perequazione, senza risorse statali e con la leva fiscale bloccata, rischia di essere incostituzionale: per ora deve essere bloccata e i criteri vanno rivisti. Per i 270 Comuni su ottomila in dissesto e predissesto, situazioni che gestiscono i sindaci in carica ma che dipendono da gestioni anche molto lontane nel tempo, ci si dia la possibilità di attuare i piani di riequilibrio"

Capitolo Città metropolitane e Province. “Indubbiamente - ha detto ancora Decaro - il prelievo su questi enti è stato eccessivo. Nel 2017 sono arrivate due tranche di risorse, da 12 milioni più 28, per compensare i tagli degli anni passati. E sono arrivati anche fondi nell’ultima legge di bilancio che ci hanno permesso di chiudere i bilanci. Ora sono previsti altri 82 milioni. Bene, ma occorre arrivare a 200, il minimo per gestire funzioni fondamentali come la manutenzione di strade e scuole”. 

Se le maggiori criticità sono quelle relative alla spesa corrente, con la legge di bilancio arrivano segnali positivi sugli investimenti. Si deve continuare a sostenere la crescita, anche alla luce del fatto che gli investimenti nel 2016 non sono calati, come affermano i numeri ‘freddi’: la diminuzione rispetto all’anno precedente è dovuta al fatto che il 2015 è stato l’anno di chiusura del ciclo di finanziamento europeo, con conseguente picco degli investimenti soprattutto al Sud. “La ripresa degli investimenti locali è evidente”, ha ricordato Decaro. “Abbiamo maggiori spazi finanziari per 200 milioni, con un passaggio da 700 a 900 milioni. Ci sono inoltre 150 milioni in più di fondi per le città medie nel 2018, che diventano 300 nel 2019 e 400 nel 2020, mentre raddoppia da 10 a 20 milioni la pur esigua dotazione della legge sui piccoli Comuni per il 2018. Il bando periferie viene finanziato con 60, 100 e 150 milioni tra il 2018 ed il 2020. Infine, non è in legge di bilancio ma va riconosciuto che i fondi del bando aree degradate passano da 60 a 200 milioni, consentendo di riaprire e far scalare la graduatoria. Insomma la spinta per la ripresa, in parte, viene sostenuta. Rimane necessario – conclude Decaro - consolidare questa ripresa, liberando risorse da immettere nel ciclo economico. Per questo chiediamo di aumentare ulteriormente gli spazi finanziari messi a disposizione dallo Stato, da 900 a 1200 milioni”.

“Indipendentemente dal colore politico, la dimensione e provenienza dei Comuni – ha quindi concluso Decaro -, l’Anci oggi parla con una sola voce. Dateci una mano a governare e valorizzare i nostri territori”. Leggi le dichiarazioni del sindaco di Catania e presidente del Consiglio nazionale Anci, Enzo Bianco, del vicepresidente vicario Anci, Roberto Pella e del coordinatore piccoli Comuni Anci Massimo Castelli e del sindaco di Milano Giuseppe Sala

Dopo l'audizione, Decaro, con il vicepresidente dell'Anci, Roberto Pella, e il delegato ai Piccoli Comuni, Massimo Castelli, ha incontrato i capigruppo in Senato del Pd, Luigi Zanda, di Forza Italia, Paolo Romani, e della Federazione della Libertà, Gaetano Quagliariello.

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