Gli uffici IFEL resteranno chiusi per la pausa estiva. Le attività riprenderanno regolarmente lunedì 24 agosto.
Eurostat rivede al ribasso per il terzo mese consecutivo le stime preliminari dell’inflazione nell’area Euro. Secondo l’istituto di statistica europeo, infatti, si passa dal 1,3% registrato a gennaio al 1,2% del mese di febbraio. Il tasso più alto sarà raggiunto dal settore dell’energia (2,1% contro il 2,2, di gennaio), seguito da quelli da quello dei servizi (1,3% contro 1,2 di gennaio) e, infine, da cibo e alcol (1,1% contro 1,9% di gennaio).
Dopo uno stallo nel mese di dicembre, secondo Istat, torna a crescere il dato degli occupati nel mese di gennaio 2018. Una leggera crescita dello 0,1%, pari a 25 mila occupati in più, ed ecco che il tasso occupazionale sale al 58,1%. L’aumento è frutto della spinta occupazionale delle donne, in particolare di quelle comprese in età tra i 15 e i 24 anni. Vi è invece un dato negativo per gli uomini tra i 25 e i 49 anni. Calano i contratti a tempo indeterminato e salgono, altresì, quelli a tempo determinato. Nelle analisi trimestrali emerge una sostanziale stabilità tra l’ultimo (novembre/gennaio) e il precedente (agosto/ottobre).
Cresce a gennaio la stima delle persone in cerca di lavoro, un più 2,3% che corrisponde a 64 mila persone in cerca di lavoro. Erano diversi mesi che non accadeva. Il tasso di disoccupazione si attesta all’11,1%, mentre quello giovanile è in decrescita al 31,5%. La disoccupazione cala invece su base trimestrale con un meno 1,1%. Andando ad analizzare il dato annuale vi è un aumento degli occupati che registrano un più 0,7% che corrisponde a 156 mila posti di lavoro. Infine, da notare l’incidenza degli occupati sulla popolazione che cresce su base annua tra i 15-34enni e i 50-64enni, mentre è in calo tra i 35-49enni.
In allegato il documento completo Istat
Istat ha presentato i dati sul Pil 2017. Un aumento significativo del 2,1% rispetto al 2016. Un aumento in termini di volumi che è stato del 1,5%. Aumentano gli investimenti fissi lordi e aumentano le esportazioni all’estero di beni e servizi.
A livello settoriale, è aumentata l’industria (+2%), i servizi e le costruzioni (1,5%), mentre è calato il settore dell’agricoltura.
Per ciò che concerne l’indebitamento delle amministrazioni pubbliche in rapporto al pil, questo è stato registrato con un meno 1,9%, quando nel 2016 fu registrato a meno 2,5%.
In valore assoluto l’indebitamento è di -33.184 milioni di euro, in diminuzione di circa 8,5 miliardi rispetto a quello del 2016. Il saldo primario è in positivo a 32.150 milioni di euro, con un’incidenza sul Pil dell’1,9%, mentre quello corrente è stato positivo e pari a 22.187 milioni di euro, a fronte dei 9.076 milioni del 2016.
Nel 2017 le entrate totali delle Amministrazioni pubbliche sono aumentate dell’1,6% rispetto all’anno precedente. L’incidenza sul Pil è pari al 46,6%, mentre le uscite totali delle Amministrazioni pubbliche sono aumentate dello 0,5% rispetto al 2016. In rapporto al Pil sono risultate pari al 48,6%. Infine diminuisce anche la voce degli interessi passivi delle amministrazioni pubbliche che sono scesi del 1,7% dopo che già nell’anno precedente vi era stata una diminuzione del 2,3%. In allegato il documento Istat