Nell’Appennino centrale vive una grande comunità, unita da legami millenari che vanno oltre i confini amministrativi. Un territorio vasto e complesso che, dopo il sisma del 2016, sta attraversando una fase di rinascita e può guardare al futuro con maggiore fiducia grazie a una strategia di rilancio fondata sulla ricostruzione e sulla riparazione economica e sociale delle comunità.
Di questi temi si parlerà mercoledì 28 gennaio 2026, a Roma, presso il Palazzo dell’Informazione – Adnkronos, in occasione della presentazione del Rapporto Censis “Il cammino in divenire della Civitas appenninica”. Il Rapporto propone un’analisi approfondita delle trasformazioni in atto e delle opportunità culturali di rigenerazione dei territori appenninici, anche in relazione ai percorsi avviati nell’ambito della candidatura a Capitale Europea della Cultura 2033.
L’incontro si aprirà con l’introduzione e l’illustrazione dell’Atlante a cura di Emanuele Bossi, ricercatore Censis, e sarà moderato da un giornalista di Adnkronos. Sono previsti gli interventi di Andrea Toma, Responsabile Area Economia, Lavoro e Territorio del Censis, Giuliano Boccanera, Sindaco del Comune di Norcia, Luca Diotallevi, Università Roma Tre, Gian Mario Spacca, HAMU, Stefano Papetti, Fondazione Salimbeni e Fabio Renzi, Segretario generale di Symbola.
Per IFEL interverrà Pierciro Galeone, Direttore della Fondazione, che porterà il punto di vista dei Comuni nei processi di ricostruzione e di rilancio dei territori colpiti dal sisma, con particolare attenzione al ruolo delle amministrazioni locali nelle politiche di sviluppo e rigenerazione.
Le conclusioni saranno affidate a Guido Castelli, Commissario Straordinario per la ricostruzione del sisma 2016.
La legge di bilancio 2026 – legge 30 dicembre 2025, n. 199 (commi 102-110) – introduce la possibilità per gli enti territoriali (regioni, città metropolitane, province e comuni) di disciplinare autonomamente a regime forme di definizione agevolata delle proprie entrate, tributarie e patrimoniali. La norma, già inserita nel decreto legislativo di attuazione della Delega fiscale sulla fiscalità locale tuttora in corso di esame, diventa ora immediatamente operante.
La logica sottesa all’introduzione di questo strumento – che rispetto ai precedenti mostra dei margini di azione più contenuti, ma una più ampia autonomia nelle scelte di utilizzo – va ricondotta alle opportunità offerte da un nuovo strumento di gestione delle entrate locali, idoneo a stimolare la riscossione dei crediti di difficile esigibilità in coerenza con vincoli di bilancio, purché circoscritto a periodi temporali ben definiti, con l’obiettivo ultimo di agevolare il pagamento da parte degli utenti in difficoltà economica ed alleggerire il carico amministrativo, concentrando l’attività degli uffici sulla gestione corrente e sui controlli sostanziali.
Si tratta, quindi, di uno strumento che arricchisce le possibilità di intervento sulla gestione delle entrate locali, da utilizzare non in via ordinaria, ma, a determinate condizioni e nel rispetto dei vincoli di bilancio, in modo straordinario e coerente con la concreta situazione territoriale e senza limitazioni sostanziali in termini di tipologie di entrata ed annualità definibili.
Pubblichiamo una nota di approfondimento che affronta i temi salienti di questo nuovo strumento e uno schema di regolamento suddiviso in cinque blocchi, autonomamente mutuabili ed adattabili in base alle esigenze di ciascun ente.