Ultimo aggiornamento 27.02.2026 - 20:25
Amministratore IFEL2

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Le stazioni ferroviarie distribuite sul territorio nazionale sono 2.081 (Tab.1) e coinvolgono 1.551 comuni. Poco meno di un quarto delle stazioni ferroviarie è ubicato nei comuni di due sole regioni: Lombardia (296 stazioni) e Piemonte (197 stazioni).

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Regole e Risorse. Verso la Legge di Bilancio, questo è il titolo della V Conferenza sulla Finanza e l'Economia Locale, organizzata in collaborazione da ANCI e IFEL, in programma a Roma il 10 novembre 2016 presso il Centro Congressi "Roma Eventi" in Piazza della Pilotta 4.

Giunto alla sua V edizione, quest’appuntamento annuale rappresenta una concreta occasione di confronto e di analisi, per gli amministratori locali e per gli operatori del settore, sulla situazione economico finanziaria dei Comuni italiani. La giornata sarà articolata in due sessioni. Nel corso della sessione mattutina, “I Comuni e le nuove regole di finanza pubblica”, il focus sarà sullo stato dell’arte e le prospettive della finanza locale, la riforma della riscossione e i fabbisogni standard. La sessione pomeridiana, “Investire per crescere: il ruolo dei Comuni”, sarà interamente dedicata ad approfondire le dinamiche di sviluppo degli investimenti territoriali nel Paese alla luce delle nuove regole di bilancio e delle attuali politiche europee per la coesione.

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Gli atti della Conferenza sono scaricabili dalla sezione Documentazione del sito tematico, dove nei prossimi giorni pubblicheremo le registrazioni video e le foto dell'evento.

L’Italia è una delle zone più sismiche del Mediterraneo. La gran parte del territorio nazionale è stato, nel corso della storia, interessato da effetti sismici alquanto intensi. Fanno eccezione alcune zone delle Alpi centrali e della Pianura Padana, un largo tratto della costa toscana e gran parte della Sardegna e della Puglia. Al contrario, le Alpi orientali, l’Appennino settentrionale, il Gargano, l’Appennino Centro-meridionale, l’Arco calabro e la Sicilia orientale sono le aree, per numerosità e intensità, maggiormente colpite da sismi.

I comuni italiani vengono classificati in quattro classi di rischio in relazione al grado di sismicità: alta, media, bassa e molto bassa . La situazione che ne emerge è piuttosto eterogenea. Il 35,8% dei comuni si trova nella penultima classe, quella con grado di sismicità basso, il restante 28,1% è indicato "molto bassa", il 27,4% ha un grado di sismicità medio e l’8,8% è classificato ad alto grado di sismicità. Anche la distribuzione territoriale è tutt’altro che omogenea. Infatti, tutti i comuni della Calabria risultano a sismicità alta o media; mentre nessun comune della Valle d’Aosta, del Trentino-Alto Adige, della Liguria, Lombardia e della Sardegna appartiene a tali classi. Rischi di sismicità minori si rilevano soprattutto per i comuni delle regioni settentrionali: oltre l'80% delle realtà locali lombarde sono a rischio basso e molto basso ad esempio. L’eccezione più evidente è costituita dai comuni del Friuli-Venezia Giulia, con il 64,3% di rischio medio-alto.

Tabella1 Scheda55

È nei comuni centro meridionali che il rischio di sismicità aumenta fino al più alto grado. Oltre il 90% dei comuni di Basilicata, Marche, Sicilia e Molise presentano un rischio di sismicità medio o alto, sfiora o supera l’80% dei comuni della Campania, dell’Umbria, del Lazio e dell’Abruzzo. L’unica eccezione al sud, oltre ai già ricordati comuni sardi, è rappresentata dalle realtà territoriali pugliesi, solo un quarto delle quali si trova in una zona a media-alta sismicità.

In generale, da un punto di vista cartografico, è nella fascia appenninica centro-meridionale che si rileva il maggiore grado di sismicità e nel dettaglio in Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo, Campania, Molise, Basilicata, Sicilia e Calabria sono individuati i comuni a maggior rischio. Nella pianura padana, invece, mediamente, sono localizzati i comuni a minor rischio, così come in buona parte della Toscana, nelle regioni settentrionali, ad eccezione del Friuli-Venezia Giulia, in Puglia ed in Sardegna.

Figura1 Scheda55

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Il Sesto Rapporto realizzato da IFEL sulla dimensione territoriale nelle politiche di coesione aggiorna e contemporaneamente rinnova la precedente edizione del volume. Oltre alla Parte prima dedicata al nuovo ciclo di programmazione 2014-2020 e alla Parte seconda sul settennio 2007-2013 in fase di conclusione, l’edizione di quest’anno affronta il tema dell’addizionalità delle risorse UE in un Focus specifico relativo alla spesa pubblica e alle risorse per il Mezzogiorno.

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L’edizione aggiornata a settembre 2016 del volume presenta le principali caratteristiche territoriali, istituzionali, economico-finanziarie e socio-demografiche dei comuni italiani. I dati e gli indicatori derivati per ogni amministrazione comunale sono stati successivamente analizzati a livello regionale. Una descrizione cartografica dà conto dei fenomeni maggiormente rappresentabili in termini di georeferenziazione.

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