Ultimo aggiornamento 27.02.2026 - 20:25
Amministratore IFEL2

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Il Manuale contiene indicazioni sulle principali novità riguardanti gli Enti locali in relazione al Piano Nazionale Anticorruzione 2016. All'interno del quaderno sono presentate istruzioni tecniche, linee guida, note e modulistica.

Nel 2014, le unità di personale in servizio che nei comuni italiani hanno un rapporto di lavoro flessibile ammontano a 37.873 . Si tratta di personale comunale che ha un contratto a tempo determinato, interinale, di formazione lavoro o è un lavoratore socialmente utile.
Dalla tabella 1 emerge come la maggior parte del personale con rapporto di lavoro flessibile abbia un contratto a tempo determinato (il 56,8%) e che la flessibilità interessi soprattutto le donne. Infatti, queste ultime, costituiscono il 57,8% delle unità annue di personale con rapporto di lavoro flessibile. Nello specifico, tra i soli tempi determinati, più dei 2/3 è di genere femminile (68,3%).
La seconda tipologia di rapporto flessibile più frequente nelle amministrazioni comunali del Paese è quella dei lavoratori socialmente utili (LSU), il 39,3% delle unità annue. Da rilevare che questa tipologia contrattuale è la sola che presenta un’incidenza percentuale delle donne (42,7%) inferiore a quella degli uomini.

Tabella 1 - Il personale con rapporto di lavoro flessibile, per tipologia contrattuale e genere, 2014

Tabella1 Scheda36


Poco diffusi sono i contratti interinali, appena il 3,5%, e i contratti di formazione lavoro, lo 0,5% dei rapporti flessibili.
Occorre rilevare che il maggior numero di unità annue di personale comunale con contratto flessibile si trova nei comuni della Sicilia (Tabella 2): 12.728 unità, il 33,6% del totale.
Seguono i comuni di altre due regioni del sud, ovvero, quelli calabresi, con 3.820 unità annue di personale flessibile e quelli campani, con 3.689 unità, che rappresentano, rispettivamente, il 10,1% e il 9,7% del totale.
Tra i comuni del centro e del nord, i primi per unità di personale con rapporto di lavoro flessibile sono quelli laziali, 3.096 in valore assoluto, l’8,2% del totale, seguiti da quelli lombardi, 2.970, il 7,8% del totale.
All’opposto, da rilevare la bassa incidenza sul totale del personale con rapporto di lavoro flessibile nei comuni di Valle d’Aosta, Molise, Umbria e Liguria: ciascuno con meno dell’1%.
Nei comuni di tutte le regioni del nord, tranne che in quelli del Veneto e del Friuli-Venezia Giulia, del centro, ad eccezione di quelli delle Marche ed in quelli di Molise, Basilicata e Sicilia, le donne, sul totale delle unità annue flessibili, sono sempre la maggioranza.

Tabella 2 - Il personale con rapporto di lavoro flessibile, per genere e regione, 2014

Tabella2 Scheda36


Analizzando la distribuzione del personale con rapporto di lavoro flessibile per classi di ampiezza demografica comunale (Tabella 3), si rileva che il numero maggiore di unità annue si trova nei comuni con popolazione compresa tra i 2.000 ed i 4.999 abitanti (il 16,9% del totale), nonché in quelli con un numero di residenti compreso tra i 5 mila ed 9.999 individui (16,7%).
Al contrario, nei comuni con meno di 2.000 abitanti e in quelli nella fascia demografica “60.000-249.999” la flessibilità è meno diffusa: l’11,9% delle unità annue complessive nel primo caso e solo il 9,5% nel secondo.
Infine nei comuni più popolosi si rilevano le quote percentuali più elevate di unità di personale di genere femminile con rapporto di lavoro flessibile: il 63,8% per i comuni nella fascia “60.000-249.999” e il 79,3% per le amministrazioni con oltre 250.000 residenti. Le donne, per qualsiasi taglia demografica, ad eccezione dei comuni con meno di 2 mila residenti, rappresentano sempre la maggioranza del personale con contratti di tipo flessibile.

Tabella 3 - Il personale con rapporto di lavoro flessibile, per genere e classe demografica, 2014

Tabella3 Scheda36

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IFEL indice la Procedura ai sensi dell’art. 36 D. Lgs. 50/16 con invito ad offrire per l’affidamento del “Servizio di manutenzione ed assistenza dei portali web IFEL e dei servizi collegati”- CIG 686237964B -.

Le domande per la partecipazione alla suddetta procedura dovranno pervenire entro il giorno 6 dicembre 2016 alle ore 13:00 presso la sede di IFEL sita in Roma Piazza San Lorenzo in Lucina 26. La documentazione di Gara è disponibile al seguente link: http://www.fondazioneifel.it/bandi-di-gara-e-contratti/avvisi-bandi-e-inviti

Le prospettive della finanza locale, la riforma della riscossione, i fabbisogni standard, le nuove regole di bilancio e gli spazi per gli investimenti territoriali anche alla luce delle politiche europee per la coesione. Questi i temi al centro della Conferenza organizzata da IFEL e ANCI che si è svolta il 10 novembre a Roma.

Dopo il saluto di apertura del Direttore di IFEL Pierciro Galeone, i lavori della sessione mattutina, dedicati ad approfondire le nuove regole di finanza pubblica, si sono aperti con la relazione introduttiva di Andrea Ferri e con gli interventi di Pasquale Mirto e Larysa Minzyuk. Nel corso della prima parte della mattina è intervenuto il presidente del Consiglio nazionale dell’ANCI,Enzo Bianco, che ha sottolineato la necessità di una “ricostruzione di un quadro di sistema nazionale e organico sulla finanza locale, che preveda i necessari vincoli ma lasci ai Comuni autonomia sulla loro realizzazione concreta”. I lavori della mattina si sono chiusi con la tavola rotonda e l’intervento di Guido Castelli presidente di IFEL, delegato Anci alla Finanza locale e sindaco di Ascoli Piceno, ha ribadito come “ogni politica di modernizzazione, sia la fatturazione elettronica o l’agenda digitale presuppone che ci siano dei Comuni vivi e non morti”.

La sessione del pomeriggio, incentrata sul tema degli investimenti territoriali, è stata aperta dalle relazioni di Alessandro Beltrami, Walter Tortorella e Francesco Monaco. Con la tavola rotonda del pomeriggio, che ha visto la partecipazione tra gli altri degli assessori al bilancio di Roma, Napoli e Milano si è chiusa la manifestazione che ha visto una grande affluenza di amministratori ed esperti.

Di seguito gli atti della Conferenza, scaricabili anche dalla sezione Documentazione del sito tematico, dove sono disponibili le registrazioni video e le foto dell'evento:

Sessione I – I Comuni e le nuove regole di finanza pubblica
A. Ferri La sfida dell’autonomia comunale
P. Mirto La riforma della riscossione locale
L. Minzyuk I Fabbisogni standard e il nodo della perequazione

Sessione II – Investire per crescere: il ruolo dei Comuni
A. Beltrami Vincoli e regole per gli investimenti nei Comuni
W. Tortorella Le dinamiche degli investimenti in Italia: prospettive
F. Monaco Risorse aggiuntive per gli investimenti territoriali

L'Università del Piemonte Orientale in collaborazione con il Polo Universitario Asti Studi Superiori, nell'ambito del programma INPS "VALORE PA" al quale la Regione Piemonte ha aderito, hanno organizzato un corso di formazione dedicato alla "Analisi e Valutazione delle Politiche Pubbliche Locali".

Il corso ha lo scopo di formare gli operatori di policy locali sulle più rilevanti novità che interessano il Paese, secondo un approccio di analisi delle politiche pubbliche (public policy analysis) anziché secondo il più tradizionale approccio istituzionale-formale del diritto amministrativo. I contenuti spaziano dall'inquadramento dell'approccio e della sua strumentazione (analisi-progettazione-valutazione) ai segmenti di policy più rilevanti: sviluppo locale, città metropolitane, utilities locali, coesione territoriale e finanza locale, occupazione e jobs act, reti di imprese, nuove tecnologie e smart cities (un programma dettagliato del corso è disponibile in allegato). Il corso integra contributi di più discipline: scienze politiche, economia, diritto, urbanistica, sociologia, con la partecipazione di docenti accademici e di docenti impegnati direttamente nella gestione di politiche a scala regionale e comunale.

Il corso si svolgerà nei mesi di gennaio-febbraio 2017 presso il Polo Universitario Asti Studi Superiori, e prevede 50 ore d'aula. Per informazioni sul corso e sulle modalità di partecipazione è possibile rivolgersi all'indirizzo e-mail .

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