Ultimo aggiornamento 21.06.2021 - 7:29

Pubblicati sul sito del Ministero dell’Interno il contributo di 29 milioni di euro, il differimento del termine del bilancio di previsione 2016 e il differimento del termine per l’approvazione del DUP

  • 28 Ott, 2015
Pubblicato in: Contabilità e Bilancio
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Con comunicato del 28 ottobre 2015, disponibile all’indirizzo internet http://finanzalocale.interno.it/docum/comunicati/com281015b.html, il Ministero dell’Interno informa i Comuni circa:

- il differimento, dal 31 ottobre al 31 dicembre 2015, del termine per l’approvazione del Documento unico di programmazione;

- il differimento del termine per la deliberazione del bilancio di previsione 2016 dal 31 dicembre 2015 al 31 marzo 2016;

- la riassegnazione delle disponibilità residue del Fondo di solidarietà comunale 2014, per un importo complessivo pari ad euro 29.286.158,00, che dovrà avvenire con il decreto di natura non regolamentare previsto dall’art.  3, comma 4-bis, del decreto legge 19 giugno 2015, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 125.

I provvedimenti rappresentano l’accoglimento delle richieste dell’Anci, formulate in occasione della Conferenza Stato-città dello scorso 22 ottobre.

Il Ministero informa anche che è in corso di adozione un provvedimento, d’intesa con il Ministro dell’economia e delle finanze, con cui verrà autorizzato per i Comuni l’esercizio provvisorio del bilancio, ai sensi dell’art. 163, comma 3, del T.U.E.L. , avvalendosi della nuova facoltà prevista dalle più recenti disposizioni in materia di armonizzazione dei bilanci (decreti legislativi 23 giugno 2011, n. 118 e 10 agosto 2014, n. 126), per consentire un margine di maggiore flessibilità rispetto alla gestione provvisoria degli stessi bilanci.

Con particolare riguardo all’assegnazione ai Comuni del contributo dei 29 mln di euro, si informa che gli importi per ciascun Comune sono riportati nell’allegato A del provvedimento, disponibile all’indirizzo internet sopra citato.

La metodologia adottata per il riparto del suddetto Fondo - oggetto di accordo intervenuto in Conferenza Stato-città del 1° ottobre scorso  - è stata elaborata con l’obiettivo  di diminuire l'incidenza negativa del riparto di cui al comma 380-quater dell'articolo 1 della legge 24 dicembre 2012, n. 228, e successive modificazioni, che ha disposto la redistribuzione del 20% del Fondo di solidarietà comunale 2015, sulla base della differenza tra le capacità fiscali ed i fabbisogni standard approvati dalla Commissione tecnica paritetica per l’attuazione del federalismo fiscale.

Il riparto, disposto una tantum dal dl 78 (ma non escluso dalle entrate di Patto) compensa parzialmente gli effetti più gravi determinati sui bilanci dallo schema perequativo adottato, con particolare riferimento ai Comuni con popolazione non superiore a 60.000 abitanti e limitatamente ai casi in cui tale incidenza negativa comporti una riduzione percentuale delle risorse, come definite al comma 4 dello stesso art. 3 del dl 78, di entità superiore all'1,3 per cento, in modo comunque coerente con l'andamento della riduzione determinata per effetto dell'applicazione del citato comma 380-quater.

Si segnala che, nell'ambito del confronto avviato sulla manovra 2016, l'Anci - con il supporto tecnico dell' Ifel - sta sostenendo l'esigenza di determinare un diverso schema di riequilibrio perequativo delle risorse, tale da abbattere l'eccesso di penalizzazione registrato per il 2015, in particolare per i Comuni di minore dimensione demografica.

Con comunicato del 28 ottobre 2015, disponibile all’indirizzo internet http://finanzalocale.interno.it/docum/comunicati/com281015b.html, il Ministero dell’Interno informa i Comuni circa:

- il differimento, dal 31 ottobre al 31 dicembre 2015, del termine per l’approvazione del Documento unico di programmazione;

- il differimento del termine per la deliberazione del bilancio di previsione 2016 dal 31 dicembre 2015 al 31 marzo 2016;

- la riassegnazione delle disponibilità residue del Fondo di solidarietà comunale 2014, per un importo complessivo pari ad euro 29.286.158,00, che dovrà avvenire con il decreto di natura non regolamentare previsto dall’art.  3, comma 4-bis, del decreto legge 19 giugno 2015, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 125.

I provvedimenti rappresentano l’accoglimento delle richieste dell’Anci, formulate in occasione della Conferenza Stato-città dello scorso 22 ottobre.

Il Ministero informa anche che è in corso di adozione un provvedimento, d’intesa con il Ministro dell’economia e delle finanze, con cui verrà autorizzato per i Comuni l’esercizio provvisorio del bilancio, ai sensi dell’art. 163, comma 3, del T.U.E.L. , avvalendosi della nuova facoltà prevista dalle più recenti disposizioni in materia di armonizzazione dei bilanci (decreti legislativi 23 giugno 2011, n. 118 e 10 agosto 2014, n. 126), per consentire un margine di maggiore flessibilità rispetto alla gestione provvisoria degli stessi bilanci.

Con particolare riguardo all’assegnazione ai Comuni del contributo dei 29 mln di euro, si informa che gli importi per ciascun Comune sono riportati nell’allegato A del provvedimento, disponibile all’indirizzo internet sopra citato.

La metodologia adottata per il riparto del suddetto Fondo - oggetto di accordo intervenuto in Conferenza Stato-città del 1° ottobre scorso  - è stata elaborata con l’obiettivo  di diminuire l'incidenza negativa del riparto di cui al comma 380-quater dell'articolo 1 della legge 24 dicembre 2012, n. 228, e successive modificazioni, che ha disposto la redistribuzione del 20% del Fondo di solidarietà comunale 2015, sulla base della differenza tra le capacità fiscali ed i fabbisogni standard approvati dalla Commissione tecnica paritetica per l’attuazione del federalismo fiscale.

Il riparto, disposto una tantum dal dl 78 (ma non escluso dalle entrate di Patto) compensa parzialmente gli effetti più gravi determinati sui bilanci dallo schema perequativo adottato, con particolare riferimento ai Comuni con popolazione non superiore a 60.000 abitanti e limitatamente ai casi in cui tale incidenza negativa comporti una riduzione percentuale delle risorse, come definite al comma 4 dello stesso art. 3 del dl 78, di entità superiore all'1,3 per cento, in modo comunque coerente con l'andamento della riduzione determinata per effetto dell'applicazione del citato comma 380-quater.

Si segnala che, nell'ambito del confronto avviato sulla manovra 2016, l'Anci - con il supporto tecnico dell' Ifel - sta sostenendo l'esigenza di determinare un diverso schema di riequilibrio perequativo delle risorse, tale da abbattere l'eccesso di penalizzazione registrato per il 2015, in particolare per i Comuni di minore dimensione demografica.

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