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Comuni, taglio costi per i mutui-Sole 24ore

  • 06 Lug, 2016
Pubblicato in: Contabilità e Bilancio
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pUn taglio secco dei tassi pagati dai Comuni sui loro mutui con Cassa depositi e prestiti e delle penalità che scattano in caso di estinzione anticipata.

Lo promette il presidente della commissione Bilancio della Camera, Francesco Boccia, nel corso dell'esame del decreto enti locali che a Montecitorio sta entrando nel vivo. «Va superata senza tentennamenti ulteriori questa situazione cheche, in tempi di tassi vicini allo zero, vede i Comuni italiani subire penali anche superiori al 20% del capitale residuo per l'estinzione anticipata dei mutui con la Cdp». Queste condizioni sono scritte in contratti risalenti negli anni, e si sono via via disallineati dalle dinamiche attuali che dall'inizio della crisi hanno progressivamente limato i tassi di mercato. Proprio questi ultimi, secondo la norma allo studio che potrebbe essere inserita nella legge di conversione del decreto enti locali, potrebbero essere il parametro su cui misurare il cap, cioè il tasso massimo da applicare ai mutui comunali, in un intervento che fisserebbe un nuovo tetto anche alle penali e andrebbe accompagnato da una nuova finestra di rinegoziazione come quella aperta dal decreto enti locali dell'anno scorso. Questa prospettiva intreccia le richieste di molte città,a partire da Roma dove la sfida al debito ha rappresentato uno dei temi più caldi nella campagna elettorale. Una rinegoziazione "unilaterale" rimarrebbe una prospettiva complicata, anche perché una mossa avventata sul debito della Capitale rischierebbe di avere riflessi sul giudizio internazionale sul Paese in una fase di mercati già parecchio tesi, mentre la costruzione di un quadro normativo nazionale potrebbe offrire una prospettiva più concreta e aiutare anche altre grandi città, oggi gravate da tassi fra il 5 e il 6% mentre lo Stato si indebitaa costi parecchi più bassi. Proprio l'effetto sui conti pubblici, e sui bilanci della Cassa che garantiscono utili al bilancio statale, è però l'ostacolo più insidioso al progetto. Nel corso delle audizioni che si sono tenute ieri in commissione Bilancio, l'Anci è tornata a chiedere il correttivo che permetta di evitare il congelamento della spesa in conto capitale per i progetti rallentati dall'entrata in vigore del nuovo Codice appalti (si veda anche Il Sole 24 Ore di ieri)e l'avvio dei rimborsi delle spese di giustizia sostenute dai sindaci e mai coperte dallo Stato (l'ipotesi parla di una prima tranche da 200 milioni seguita da rate annuale da 30 milioni) oltre agli interventi su personale e sanzioni per chi ha sforato il Patto; le Province, dal canto loro, hanno ribadito che alla luce dei tagli 2016, appena distribuiti in Stato­Città, mancano 124 milioni per le sole spese fisse (personale e mutui in primis), senza contare i costi dei servizi.

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