Via libera dalla Conferenza Stato Città al rinvio al 15 settembre, per Comuni ed enti locali, del termine di approvazione dei bilanci di previsione 2023-2025.
La nuova scadenza, inizialmente fissata al 31 luglio, arriva in seguito a una richiesta congiunta di Anci e Upi, resa necessaria per i ritardi degli insediamenti dei nuovi Consigli comunali, in seguito alle recenti elezioni, e gli straordinari eventi atmosferici che hanno colpito molti territori del Paese.
Avviare un confronto per poter approfondire le proposte normative dell’Anci da inserire nella legge di bilancio “per portare a compimento un percorso di efficienza e soprattutto di rafforzamento utile a dare le risposte ai bisogni crescenti dei nostri cittadini”. E’ questa la richiesta che il presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, ha fatto pervenire al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, al titolare del ministero dell’Interno Matteo Piantedosi e al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e al Ragioniere dello Stato Biagio Mazzotta.
Allegata alla richiesta di incontro, l’Anci ha inviato una nota riepilogativa sulle principali questioni di interesse per Comuni e Città metropolitane su cui si chiede al governo di “prestare la dovuta attenzione, in una prospettiva di analisi e soluzioni di medio periodo”.
“Come è a tutti noto – si legge nella lettera – il comparto dei Comuni è, fra i livelli di governo, il settore che ha contribuito maggiormente negli anni alle politiche di contenimento della spesa, che ha ridotto il proprio personale in un contesto di funzioni crescenti e che ha diligentemente attuato la normativa sul federalismo fiscale”.
“Tutto questo – nota il presidente dell’Anci – ha determinato effetti non sempre positivi per i Comuni”, che i sindaci ritengono debbano essere “corretti urgentemente, come ad esempio la perequazione orizzontale o il crescente numero di Comuni in crisi finanziaria”. E poi “le forti pressioni sui servizi sociali comunali rendono necessarie scelte urgenti sulle politiche abitative e sulla razionalizzazione dei finanziamenti per il welfare”.
Infine, “il forte impegno sugli investimenti che caratterizza questa fase anche in attuazione del PNRR rende ancor più necessario un quadro di certezze e serenità sul versante delle risorse correnti fortemente erose dall’inflazione”.
Il primo luglio 2023, a conclusione di un percorso avviato con l’adozione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e del programma Next Generation EU (NGEU), ha acquistato efficacia ed è diventato operativo il Decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36, "Nuovo codice dei contratti pubblici".
Con l’entrata in vigore del nuovo codice i Comuni, chiamati a gestire numerosi progetti PNRR, a realizzare investimenti in tempi stretti e a confrontarsi con nuove procedure, si trovano a dover affrontare una fase delicata.
In questo contesto IFEL propone un ciclo di 24 incontri formativi, suddivisi in 8 moduli, che si svolgeranno a partire dal 19 settembre fino al 21 dicembre 2023.
L’obiettivo del percorso è quello di accompagnare e assistere gli enti locali a dare attuazione in concreto alla riforma, fornendo loro tutti gli elementi necessari per conoscerla e interpretarla, facendo sì che il nuovo codice rappresenti uno strumento di lavoro più che un ostacolo da affrontare.
I corsi si focalizzeranno sulle novità e sugli snodi critici, anche attraverso esemplificazioni e indicazioni operative, ponendo particolare attenzione alla giurisprudenza.
Sul sito Easy è possibile conoscere il programma e consultare il calendario completo.