Ultimo aggiornamento 15.07.2026 - 14:46

Il sindaco di Novara e delegato alla Finanza locale dell’ANCI, in audizione davanti alla commissione Finanze nell’ambito dell’esame della proposta di legge in materia di applicabilità della quota fissa della tassa sui rifiuti alle aree produttive.

“La norma che prevede l’esclusione dalla superficie assoggettabile al prelievo sui rifiuti delle aree ove si formano rifiuti speciali non è condivisa da Anci così come formulata. Innanzitutto perché, producendo un’esenzione totale e retroattiva, potrebbe determinare un aumento del prelievo su famiglie e piccole attività economiche. Inoltre, i Comuni sarebbero esposti al rischio di richieste di rimborso per gli ultimi cinque anni aggravando le loro difficoltà sulla parte corrente. Chiediamo di ripartire dalla proposta Anci già emersa in fase di confronto tecnico sull’attuazione della delega fiscale che permetterebbe di calibrare meglio sulla platea dei contribuenti il costo dei servizi indivisibili”. Lo ha affermato Alessandro Canelli, sindaco di Novara e delegato alla Finanza locale dell’Anci, in audizione davanti alla commissione Finanze della Camera, nell’ambito dell’esame della proposta di legge in materia di applicabilità della quota fissa della tassa sui rifiuti alle aree produttive di rifiuti speciali. 

Canelli ha ricordato come in base alla normativa, “i Comuni devono coprire il costo del servizio interamente con la tariffazione. Quindi, quello che tiriamo via da una parte, dobbiamo andare a prenderlo da un’altra, in questo caso sulle utenze domestiche e sui piccoli esercizi commerciali. Una situazione – ha precisato – che ci preoccupa in maniera considerevole anche perché le dinamiche inflattive degli ultimi anni hanno già colpito il costo del servizio dei rifiuti”.

ANCI ha poi indicato un altro punto critico di ordine giuridico. “La giurisprudenza consolidata della Cassazione stabilisce che per le aziende che producono rifiuti speciali la parte variabile ovviamente può essere sgravata, ma la parte fissa – ha detto Canelli – deve essere mantenuta. Tale porzione va a coprire i costi generali del servizio, legati agli investimenti per la raccolta e lo smaltimento rifiuti ma anche di igiene urbana, a cui tutti devono partecipare”.

Il delegato alla Finanza locale ha sottolineato che “non siamo contrari a una revisione o comunque ad un ragionamento su come normare meglio questo aspetto della tariffazione. Ma chiediamo un intervento alternativo, che consenta di giungere ad una corretta e coerente tassazione anche delle superfici produttive di rifiuti speciali calibrando meglio sulla platea dei contribuenti il costo dei servizi indivisibili”. Tutto questo garantendo “uniformità di applicazione territoriale della disciplina, così da garantire regolarità e certezza al settore”.

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Pubblicato in: Ifel Informa
G, 02 Ottobre 2025 12:43

Rifiuti speciali - Audizione ANCI

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Documento di osservazioni alla Relazione della Commissione per l’analisi del "magazzino ruoli" dell'Agenzia delle entrate-Riscossione (AdeR) (art. 7 DLGS 110)…
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Nella Conferenza unificata di oggi l'Anci ha dato intesa sulla relazione della Commissione per l’analisi del "magazzino ruoli" dell'Agenzia delle entrate-Riscossione (AdeR), con osservazioni e raccomandazioni sintetizzate in un documento che sottolinea l'esigenza di un percorso di concertazione con i Comuni.

“Per trovare soluzioni di annullamento o discarico dei crediti in capo ai Comuni contenuti nel ‘magazzino’ in carico all’Agenzia delle entrate, auspichiamo un percorso di concertazione con i Comuni, per arrivare a una valutazione adeguata sia della metodologia adottata per l’analisi del magazzino, e conseguente stima di riscuotibilità, sia dei possibili impatti finanziari che si avranno sui bilanci degli enti”. Lo dichiara il vicepresidente dell’Anci, Roberto Pella, esprimendo in Conferenza Unificata l’intesa dell’Anci al decreto legislativo sulla relazione della commissione per l’analisi del magazzino dei crediti in carico all’Agenzia delle entrate.
Per una corretta valutazione delle ipotesi di intervento, Pella ha inoltre rimarcato che occorrono “integrazioni informative più puntuali, con specifico riferimento alla vetustà dei crediti affidati che vanno distinti per tipologia di ente creditore e, comunque, con specifico riferimento ai Comuni”.

Nel documento presentato in riunione l’Anci ha inoltre rimarcato che, come principio generale, dovrebbe stabilirsi che la decisione di annullamento-discarico, o altre eventuali forme di cessione anche a soggetti terzi di quote relative agli enti locali, deve essere in ogni caso rimessa alla decisione degli enti stessi, eventualmente a fronte di meccanismi che riportino in capo agli enti stessi le quote di cui a livello locale non siano ravvisati elementi per aderire al dispositivo nazionale.

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