Pubblicato il nuovo Rapporto IFEL che analizza, a partire dai dati del Conto Annuale della Ragioneria Generale dello Stato-IGOP, le dinamiche e le principali caratteristiche del personale comunale, con approfondimenti dedicati alle aree operative di appartenenza, alle retribuzioni medie, al turnover e alle spese sostenute dai comuni per la formazione dei propri dipendenti. Un capitolo, redatto dall’Ufficio Banche Dati e Ricerche di ANCI, riporta un approfondimento dedicato ai piccoli comuni.
L'edizione di quest'anno si arricchisce, inoltre, del commento di esperti in materia di pubblico impiego che si sono confrontati sulle principali evidenze contenute nel Rapporto. LEGGI IL RAPPORTO INTEGRALE
La ripresa del reclutamento ferma l’emorragia del personale comunale; 10.500 unità in pensione e 10.200 dimissioni annue; pesano le retribuzioni troppo basse anche rispetto alle Regioni; nei prossimi 7 anni uscirà circa la metà della forza lavoro a tempo indeterminato (145.000 unità). Ricordiamo però, in tema di retribuzione, l’apertura dei rinnovi dei contratti che sono in corso per il prossimo triennio dopo anni di blocchi. In sintesi, nel 2024 nei comuni italiani, al netto dei passaggi tra amministrazioni dello stesso comparto, sono state assunte 28.020 unità di personale mentre ne sono uscite 25.167: un saldo positivo che porta il complesso del personale comunale al numero di 343.200 unità. Rispetto al 2023, l’aumento è di poco più di 1.500 persone complessivamente. Nonostante dal 2019 sia ripreso il reclutamento, il personale comunale rimane ad un livello di unità insufficiente: dal 2007 è sceso del 28,4%.
La causa sono le cessazioni legate ai pensionamenti, ma non solo, perché nel 2024 le uscite per dimissioni superano quelle per pensionamento: nel periodo 2017-2024 sono state 82mila.
Si tratta anche di personale che dai comuni si traferisce ad altre amministrazioni pubbliche. Le retribuzioni comunali medie sono tra le più basse: ad esempio, in un confronto con le retribuzioni delle Regioni a statuto ordinario, il personale non dirigente nei comuni, inquadrato come istruttore, ha una retribuzione media lorda per unità di personale di 29.993 euro contro i 33.267 euro delle Regioni. Per gli operatori, la retribuzione media nei comuni scende a 23.216 euro contro i 28.270 euro delle Regioni.
Se le attuali tendenze saranno confermate, nei prossimi 7 anni il comparto comunale dovrebbe perdere circa 10.500 unità l’anno per pensionamenti e potrebbe perderne altre 10.200 per altre cause: in totale usciranno 145.000 unità, il 46% del personale attualmente in servizio a tempo indeterminato.
In allegato la sintesi per la stampa.
Leggi le anteprime stampa in allegato.
Come migliorare la capacità dei Comuni di trasformare i crediti in risorse effettivamente disponibili? È attorno a questa domanda che si sviluppa il convegno “La gestione dei crediti comunali”, in programma lunedì 27 aprile 2026 a Bologna, promosso da ANCI Emilia-Romagna.
L’iniziativa mette al centro uno dei nodi più rilevanti per la finanza locale: la gestione e la riscossione delle entrate, tra complessità normative, criticità operative e necessità di rafforzare l’efficacia delle azioni di recupero.
Dopo i saluti istituzionali di Marco Panieri, Presidente ANCI Emilia-Romagna, Vittorio Melchionda, Presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Bologna, e Paolo Cerverizzo, Presidente ANCREL Bologna, il programma prevede interventi di rappresentanti istituzionali ed esperti del settore.
Per IFEL interverranno Alessandro Canzoneri, con un contributo dedicato alle attività della Fondazione a supporto del rafforzamento della riscossione locale e Andrea Ferri, Responsabile finanza locale ANCI-IFEL e Vicedirettore IFEL, che approfondirà le prospettive evolutive della gestione delle entrate comunali.
Il confronto coinvolgerà anche rappresentanti della Corte dei conti, di ANCREL e dirigenti comunali, offrendo un inquadramento sia tecnico sia operativo sui principali aspetti legati alla gestione dei crediti, dalla corretta contabilizzazione alle strategie di recupero.
Per il programma completo per le modalità di iscrizione, leggi qui.
Il Rapporto propone una riflessione articolata sullo stato del sistema sanitario italiano, interrogandosi su come garantire universalità ed equità delle prestazioni, rafforzare la presa in carico dei pazienti e migliorare l’integrazione tra servizi sanitari e sociosanitari. Tra i nodi affrontati, anche la qualità delle cure e le possibili linee di riforma necessarie per rispondere alle trasformazioni demografiche e sociali in atto.
L’incontro, in programma dalle ore 10.00 alle 13.00 presso il Centro Congressi della Fondazione Cariplo, si aprirà con i saluti istituzionali del Sindaco di Milano Giuseppe Sala e del Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana.
A seguire, la presentazione del Rapporto sarà affidata a Giorgio Vittadini, Presidente della Fondazione per la Sussidiarietà, e a Gilberto Turati, Professore di Scienza delle Finanze presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore.
Il programma prevede poi una serie di focus tematici dedicati alle principali sfide del sistema sanitario: dalle disuguaglianze nell’accesso alle cure all’organizzazione del SSN intorno ai pazienti, fino all’impatto dell’invecchiamento della popolazione e alle prospettive dei servizi sociosanitari.
Tra i partecipanti, rappresentanti istituzionali, accademici ed esperti,interverrà anche Giorgia Marinuzzi, Responsabile Area Studi e Statistiche Territoriali di IFEL-Fondazione ANCI, con un contributo nel panel "Anziani e cronici: lo stress test del sistema".
Per partecipare all’evento è possibile registrarsi attraverso il link dedicato.
I temi del Rapporto
Il Rapporto “Sussidiarietà e… salute” della Fondazione per la Sussidiarietà propone una riflessione articolata sullo stato attuale del sistema sanitario italiano, mettendo al centro alcune dinamiche strutturali che ne mettono alla prova la sostenibilità e l’equità.
Tra i principali temi affrontati, l’aumento della popolazione anziana e dei pazienti cronici rappresenta un elemento di forte pressione sul sistema, insieme alla persistenza di disuguaglianze nell’accesso alle cure, sia a livello economico che territoriale.
Un’attenzione particolare è dedicata alla necessità di ripensare l’organizzazione dei servizi sociosanitari, rafforzando l’integrazione tra livelli di assistenza e orientando il sistema verso una presa in carico più efficace e continuativa dei pazienti.
Il Rapporto si interroga inoltre su come garantire qualità, universalità ed equità delle prestazioni, individuando possibili linee di riforma in grado di rispondere alle trasformazioni demografiche e sociali in atto.
Scopri il programma completo dell’evento qui.