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L'Imu spinge le entrate: +3,1% - Il Sole24 ore del 6 agosto del 2013

  • 06 Ago, 2013
Pubblicato in: Entrate e Riscossione
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Un acconto Imu da 9 miliardi di euro. È quanto hanno pagato cittadini e imprese su seconde, terze case, immobili signorili, di lusso, su capannoni e opifici.

Un dato che ha contribuito sensibilmente al miglioramento delle entrate tributarie dei primi sei mesi dell'anno. Secondo il bollettino diramato ieri dal Mef le entrate sono state pari complessivamente a 197,029 miliardi, cioè il +3,1% (+5,89 miliardi) rispetto ai primi sei mesi del 2012. Positivo l'andamento delle imposte dirette con oltre 2 miliardi Irpef versati in autoliquidazione e pari a un +90,3% e a +1,093 miliardi rispetto all'anno precedente. Anche sul fronte Iva, nonostante una perdita complessiva del 5,7%, da via XX settembre registrano un inversione di tendenza con un rallentamento della flessione sugli scambi interni. Tra le imposte indirette continua la discesa delle entrate da tabacco che iniziano a pagare la concorrenza delle sigarette elettroniche e quelle da gioco con un -1,9%. Funziona, secondo il Mef, la lotta all'evasione: gli incassi da ruolo nei primi sei mesi hanno fatto registare un +9,9 per cento (si veda il servizio qui sotto). Ma andiamo con ordine. L'acconto Imu Mentre il Governo cerca ancora una soluzione per "superare" l'Imu sull'abitazione principale, i contribuenti entro il 17 giugno scorso hanno versato a Comuni ed Erario complessivamente 9 miliardi di acconto su tutti gli altri beni che non hanno beneficiato della sospensione dell'acconto disposta a inizio maggio dal Governo Letta. Di questi 9 miliardi, 7,2 sono quelli incassati direttamente dai Comuni su seconde e terze case, su immobili signorili, su botteghe, negozi, ville e castelli. Cui si aggiunge la maggiorazione dello 0,3% sugli immobili D disposta dai sindaci. Una stangata da 1,6 miliardi in più (pari a +28,9%) decisa dai comuni visto che il calcolo dell'acconto di giugno 2013 doveva essere effettuato sulla base delle aliquote deliberate dagli enti locali e non sulla base delle aliquota statale (0,76 per cento) come era accaduto nel 2012. I restanti 1,8 miliardi sono quelli pagati in acconto direttamente dalle imprese all'Erario su capannoni, alberghi e opicifi (immobili di categoria D) così come prevede la legge di stabilità per il 2013. L'Iva frena la perdita L'Iva perde ma sul fronte degli scambi interni inverte la tendenza. Le entrate Iva a fine giugno hanno toccato quota 47,272 miliardi e dunque con una perdita di oltre 2,8 miliardi rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. A perdere però sono soprattutto le importazioni che con 1,9 miliardi di minori incassi si attestano a meno 22%, mentre sugli scambi interni la "caduta" dell'Iva non supera il miliardo nei primi sei mesi e si attesta un -2,3 per cento. «Pur in presenza di un'evoluzione negativa, riconducibile principalmente al calo della domanda in quasi tutti i principali settori di attività economica - scrive il Mef - è da segnalare un rallentamento della flessione del gettito sugli scambi interni». Per la prima volta dal mese di dicembre 2012, gli scambi interni segnano nel mese di giugno una crescita del 4,5% (+291 milioni di euro). Dirette e autoliquidazione A giugno vanno bene sia Irpef sia Ires. Complessivamente le imposte dirette hanno fatto segnare un aumento complessivo dell'8,7% (+8.804 milioni di euro) con un gettito Irpef cresciuto del 2,5% (+2.002 milioni di euro) grazie soprattutto agli incrementi delle ritenute sui redditi dei dipendenti del settore pubblico (+3,9%) e dei versamenti in autoliquidazione (+90,3%). Per questi ultimi l'Economia ricorda che, ai fini di un confronto omogeneo dei risultati 2013 rispetto al 2012, che il gettito del primo semestre del 2012 non includeva i versamenti dei contribuenti persone fisiche nonché di coloro che aderiscono agli studi di settore che quest'anno hanno versato fino a all'8 luglio scorso o devono ancora farlo con la maggiorazione dello 0,40% entro il 20 agosto. I grandi contribuenti hanno invece tenuto alto il gettito Ires. L'imposta sul reddito delle società ha fatto incassare all'Erario nei primi sei mesi 13,270 miliardi di euro (+3,465 miliardi, pari a +35,3%) che, come scrive l'Economia, «per 5.214 milioni di euro (+1.779 milioni di euro, pari a +51,8%) sono da ricondurre al saldo e per 8.056 milioni di euro (+1.686 milioni di euro, pari a +26,5%) all'acconto. Dall'imposta sostitutiva delle imposte sui redditi nonché ritenute sugli interessi e altri redditi di capitale lo Stato ha portata a casa quasi 6 miliardi di euro (+1.106 milioni di euro, pari a +23,0%).

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