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Una Spa mista per la riscossione locale. Ilsole24ore

  • 31 Lug, 2013
Pubblicato in: Entrate e Riscossione
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Sarà una società mista il nuovo giocatore destinato a scendere in campo nella partita sempre più complicata della riscossione locale. Il nuovo soggetto, chiamato a sostituire Equitalia che uscirà a fine anno dall'orizzonte dei tributi dei sindaci, sarà presentato oggi pomeriggio a Frascati, in provincia di Roma, al termine dell'Ufficio di presidenza dell'Associazione dei Comuni italiani, sarà costretto a scaldare i motori in fretta, e dovrebbe dunque bandire prima dell'estate una gara a livello internazionale per la scelta del socio privato.


Il tema è quello del cambio della guardia nella riscossione dei tributi, che nel clima infiammato di queste settimane è stato travisato come "rivolta" dei sindaci contro Equitalia, ma che in realtà è figlio del decreto sviluppo di un anno fa (articolo 7 del decreto legge 70/2011), che ha sancito l'uscita di Equitalia dalle partnership strette negli anni con quasi 5mila enti locali, soprattutto sul versante della riscossione coattiva. 
Come annunciato nelle scorse settimane, l'Anci ha intenzione di scendere direttamente in campo, e l'attività che sarà illustrata oggi prevede un doppio terreno di gioco: quello più "istituzionale", fatto di supporto ai Comuni che devono gestire l'addio dell'agente nazionale della riscossione e di pressing per un assestamento del panorama normativo dopo i tanti (e spesso scoordinati) interventi degli ultimi mesi, e quello più operativo. Questo secondo fronte, però, dovrebbe appunto essere gestito da un soggetto misto pubblico-privato, che dovrà partecipare alle gare bandite nei prossimi mesi. I tempi sono molto stretti, perché l'uscita di scena di Equitalia, in calendario per il primo gennaio scorso, è stata rimandata di un anno dall'ultimo Milleproroghe (decreto legge 216/2011) e ora non dovrebbe essere più rimandata, se non con un rinvio in extremis di durata limitata e dettato da pure ragioni tecniche. 
Ai sindaci, a quel punto, si apriranno tre opzioni: la gestione diretta di tutta la riscossione, resa però ardua dai vincoli ad assunzioni e spese di personale e dalla difficoltà di ricostruire da zero competenze perse da molti anni, l'appoggio a una società pubblica locale (come accade a Torino con Soris e a Roma, per la riscossione spontanea, con Aequa Roma), o il ricorso al "mercato". Mercato in cui si candida a giocare un ruolo importante proprio il nuovo soggetto "targato" Anci, insieme alle società private di riscossione iscritte all'albo. Proprio queste ultime sono rientrate pienamente in gara dopo la legge di conversione all'ultimo decreto fiscale (legge 44/2012), che ha riconcesso loro l'ingiunzione con procedura esattoriale (il Dl sviluppo prevedeva nel loro caso l'applicazione solo della farraginosa procedura originale, disegnata nel 1910) e l'accesso alle banche dati.

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