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Monitoraggio riclassamento catastale. Collaborazione Comuni-Agenzia punto nevralgico anche per la riforma

  • 22 Giu, 2015
Pubblicato in: Entrate e Riscossione
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Presidenza del Consiglio dei Ministri, ANCI e Agenzia delle Entrate hanno presentato, nella seduta della Conferenza Stato-Città del 18 giugno, il documento conclusivo del Comitato di monitoraggio sul processo di revisione degli immobili previsto dalla legge 30 dicembre 2004, n. 311, articolo 1, commi 335 e 336 (ALLEGATO)

A  dieci anni dall'entrata in vigore dalle norme di "revisione parziale" dei classamenti, il bilancio è positivo. Infatti:
- la procedura di revisione territoriale del classamento, attivata complessivamente da 17 Comuni che hanno richiesto all’Agenzia di rivedere il classamento e la rendita degli immobili ubicati in zone con scostamento significativo fra valore di mercato e valore catastale (comma 335), ha permesso di rivedere le rendite catastali di aree urbane caratterizzate da classificazioni obsolete, portando ad un incremento di rendita catastale pari a circa 183 milioni di euro;
- la procedura di revisione puntuale del classamento, attivata complessivamente da 1.300 Comuni ha permesso, anche attraverso sollecitazioni alla regolarizzazione spontanea, l'aggiornamento catastale di unità immobiliari oggetto, nel tempo, di interventi di ristrutturazione non censiti (comma 336). L'incremento di rendita che ne è derivato è pari a circa 181 milioni di euro.

Il documento conclusivo del monitoraggio dà conto dell'esperienza svolta e sottolinea l'importanza della collaborazione tra Comuni e Agenzia, quale elemento essenziale anche per l'attuazione del processo di riforma del Catasto, delineato dalla legge 11 marzo 2014, n. 23, per il quale sono in corso di emanazione i decreti legislativi delegati.

Presidenza del Consiglio dei Ministri, ANCI e Agenzia delle Entrate hanno presentato, nella seduta della Conferenza Stato-Città del 18 giugno, il documento conclusivo del Comitato di monitoraggio sul processo di revisione degli immobili previsto dalla legge 30 dicembre 2004, n. 311, articolo 1, commi 335 e 336 (ALLEGATO)

A  dieci anni dall'entrata in vigore dalle norme di "revisione parziale" dei classamenti, il bilancio è positivo. Infatti:
- la procedura di revisione territoriale del classamento, attivata complessivamente da 17 Comuni che hanno richiesto all’Agenzia di rivedere il classamento e la rendita degli immobili ubicati in zone con scostamento significativo fra valore di mercato e valore catastale (comma 335), ha permesso di rivedere le rendite catastali di aree urbane caratterizzate da classificazioni obsolete, portando ad un incremento di rendita catastale pari a circa 183 milioni di euro;
- la procedura di revisione puntuale del classamento, attivata complessivamente da 1.300 Comuni ha permesso, anche attraverso sollecitazioni alla regolarizzazione spontanea, l'aggiornamento catastale di unità immobiliari oggetto, nel tempo, di interventi di ristrutturazione non censiti (comma 336). L'incremento di rendita che ne è derivato è pari a circa 181 milioni di euro.

Il documento conclusivo del monitoraggio dà conto dell'esperienza svolta e sottolinea l'importanza della collaborazione tra Comuni e Agenzia, quale elemento essenziale anche per l'attuazione del processo di riforma del Catasto, delineato dalla legge 11 marzo 2014, n. 23, per il quale sono in corso di emanazione i decreti legislativi delegati.

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