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Anagrafe tributaria, allarme della Privacy sullo spesometro- Sole 24ore

  • 08 Mar, 2016
Pubblicato in: Entrate e Riscossione
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Ancora troppe falle nel monitoraggio degli accessi all' Anagrafe tributaria. Ma anche un allarme sulla qualità dei dati presenti, come nel caso di quelli per lo spesometro, del redditometroe delle partite Iva.

Il Garante della privacy prende carta e penna e mette nero su bianco i problemi nella gestione della sicurezza della banca dati del fisco italiano. A stretto giro la replica di Entrate e Commissione parlamentare di vigilanza che, in una nota congiunta, sottolineano come molte criticità siano state «già risolte dall'Agenzia attraverso l'adozione di misure correttive introdotte seguendo una valutazione di priorità». L'elenco stilato dall'Authority guidata da Antonello Soro e inviato al ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, contiene una ventina di punti aperti su cui bisognerebbe intervenire per blindare il sistema dell'Anagrafe tributaria. Una delle maggiori preoccupazioni riguarda gli accessi indebiti ai dati fiscali dei contribuenti italiani. Ad esempio, il Garante sottolinea come manchi un meccanismo strutturato di alert in grado di segnalare se ci sono delle anomalie negli accessi da parte degli utenti autorizzati delle amministrazioni pubbliche (addirittura sono emersi migliaia di ingressia molteplici codici fiscali diversi senza portare al blocco dell'utenza). Problemi che vengono prospettati anche alla luce del regolamento europeo della privacy da adottare entro quest'annoe che entrerà in vigore nel 2018. Anche perché in quel contesto sarà prevista la comunicazione agli interessati e all'autorità preposte delle violazioni negli accessi alle banche dati. Come dire, se non si adottano le dovute cautele per tempo si rischia di arrivare in affanno con l'appuntamento. In realtà, le prime prescrizioni del Garante in materia risalgono al 2008. In prospettiva, poi, un altro fattore criticoè rappresentato dalla corretta gestione della consultazione da parte dell'Inps dei dati di sintesi sui rapporti finanziari utili per l'Isee. A questo si aggiunge la questione relativa alla qualità dei dati pre­ senti. Per lo spesometro, infatti, sono arrivate anche comunicazioni per cifre molto più basse (anche per poche decine di euro) rispetto alla soglia dei 3.600 euro prevista per le operazioni non documentate da fattura. C'è poi il fronte del redditometro, per cui vengono segnalati errori in relazione alle somme più elevate e sull'attribuzione delle medie Istat per le spese di mantenimento dei mezzi di trasporto senza tener conto dei beni posseduti. Altri problemi riguardano partite Iva, da cui sono emersi problemi di attribuzione a soggetti che risultavano deceduti ma non lo erano. Dal canto suo, l'Agenzia ha replicato di aver già attivato dei correttivie di aver «elaborato un insieme di osservazioni, misure e adeguamenti che sono stati già notificati alla competente autorità Garante entro fine febbraio 2016». Tra gli interventi c'è anche uno sulla precompilata perché «da quest'anno per accedere» sarà necessario «inserire sia la password che il Pin», pertanto i dati personali saranno visualizzabili solo con la «procedura di sicurezza rafforzata, analogamentea quanto già previsto per il cassetto fiscale». Mentre la commissione di vigilanza sull'Anagrafe tributaria «assicurerà come ha sempre fatto - ha spiegato il presidente Giacomo Portas ­ il presidio della sicurezza dei datie la tutela della loro riservatezza per garantire i cittadini e la funzionalità dei servizi erogati dall'Agenzia» coinvolgendo sempre di più la privacy. Garante che in un comunicato nella serata di ieri ha reso noto come le criticità non siano ancora risolte e che l'Agenzia «ha manifestato la volontà di provvedere in futuro alla rimozione».

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