Ultimo aggiornamento 07.08.2020 - 15:41

Castelli su Fabbisogni standard. Se cambiano le finalità dello strumento necessarie modifiche e aggiornamenti

  • 17 Dic, 2013

Audito il Presidente di IFEL Guido Castelli, Sindaco di Ascoli Piceno oggi in Commisione parlamentare per l'attuazione del federalismo fiscale

"Il decreto legislativo n. 216 del 2010 prevede che con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri siano adottate le note metodologiche e i fabbisogni standard delle singole funzioni fondamentali. La scelta assunta con il decreto aveva come finalità quella di rendere più equa la distribuzione delle risorse tra gli enti locali tramite un sistema maturo di perequazione”.

È quanto ha dichiarato Guido Castelli, Presidente Ifel e responsabile finanza locale dell'Anci, nell'intervento tenuto nell'ambito dell'audizione della Commissione parlamentare per l'attuazione del federalismo fiscale sull' "Adozione delle note metodologiche e del fabbisogno standard per ciascun comune e provincia relativi alle funzioni generali di amministrazione, gestione e controllo".

“Alla luce degli ultimi cambiamenti normativi – ha illustrato il Sindaco - fatto salvo il lavoro svolto da Sose ed Ifel, rispetto alle impostazioni iniziali, l'utilizzo dei fabbisogni standard è stato ritenuto dal legislatore utile per scopi che non erano previsti all’inizio del percorso. Per l'attuale legge di stabilità per il 2014 si prevede di ripartire il 10% dell'FSC secondo i fabbisogni standard, per la legge di stabilità precedente era prevista invece la suddivisione dei tagli per la spending review sempre attraverso i fabbisogni standard.

Chiediamo correzioni al percorso individuato dei fabbisogni standard ed un ripensamento dell'utilizzo dello strumento per fini non direttamente legati a tale strumento".

"Pur confermando - ha precisato Castelli - dal punto di vista tecnico la condivisione delle stime realizzate sul fronte delle funzioni generali si suggerisce di porre sin d'ora la questione dell'utilizzo di tali dati per finalità diverse da quella della costruzione di un efficiente ed equo modello di perequazione delle risorse dei Comuni. Si ricorda inoltre la necessità di correggere comunque le incongruenze tecniche riscontrate e di predisporre tutte le note metodologiche prima di adottare con apposito DPCM".

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