Ultimo aggiornamento 18.09.2020 - 10:47

Fase 3 e sistema sanitario nazionale. Castelli: discontinuità necessaria per una nuova strategia per le aree interne, territori più vicini ai cittadini

  • 08 Lug, 2020
Pubblicato in: Ifel Informa
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Talk on web della Fondazione su Investimenti nella “medicina territoriale” nel dopo Covid19: come implementare gli interventi nelle aree interne?

“La pandemia ha stimolato una riflessione molto ampia sulla rilevanza e la strategicità delle aree interne. Prima dell’irruzione del Covid nelle vostre vite la vulgata generale associava il destino dell’uomo alle grandi aree urbane. L’idea che la densità urbana fosse il destino ineluttabile dell’uomo sembra ormai definitamente archiviata. Ovviamente questa nuova consapevolezza impone uno sforzo programmatorio che sappia rafforzare alcuni presidi imprescindibili per garantire la valorizzazione delle aree interne. Connessione digitale, scuola e salute sono pagine fondamentali della nuova agenda per le aree interne da costruire per il futuro. In questa logica, la medicina territoriale può e deve essere un tema centrale della ripartenza del Paese. Finora le riflessioni sulla sanità erano fortemente condizionate dall’obbligo di contenere la spesa. Ora si tratta invece di definire un progetto organico e strutturato che presupponga l’individuazione delle attività assistenziali della medicina territoriale, le figure professionali competenti e le dotazioni strumentali e umane da garantire una piena esplicazione delle potenzialità della medicina territoriale. Un lavoro da fare subito ed in collaborazione tra Stato e Regioni.” E’ quanto ha dichiarato Guido Castelli, Presidente IFEL, nel Talk on web odierno della Fondazione dell’Anci sugli investimenti nella “medicina territoriale” nel post Covid19 con un occhio di riguardo per le aree interne.

Nel dopo Covid19 saranno sicuramente rilanciati gli investimenti nella medicina territoriale, mentre nelle 72 aree interne (circa 1066 Comuni) della sperimentazione SNAI già sono stati progettati interventi, ora in fase di attuazione, che hanno l’obiettivo di rafforzare questa componente dell’offerta sanitaria nazionale (rete degli operatori di medicina generale e pediatri, infermieri di comunità, ostetricia di comunità, farmacie di servizio, ecc.).

“IFEL lavora da tempo sul tema delle “aree interne” viste dal punto di vista dell’economia e della finanza locale. Il tema del rapporto tra aree interne e “medicina territoriale” ha conquistato una inedita “centralità” a causa dell’epidemia Covid – E’ quanto ha dichiarato nel suo intervento Pierciro Galeone, Direttore di IFEL - L’esperienza delle aree interne diventa “esemplare” nella ricerca di un nuovo equilibrio tra i servizi sanitari e quelli socio-sanitari. Non si tratta solo del rapporto tra ospedali e territorio. Occorre mettere punto una strategia complessiva ed individuare delle soluzioni realistiche. Solo così possiamo indirizzare correttamente le scelte di allocazione delle risorse. Alla tutela della salute, nei prossimi anni, saranno destinati rilevanti investimenti pubblici. E’ importante definire per tempo obiettivi, modelli organizzativi, sistemi di governo che coinvolgono stato, regioni e comuni. In questa direzione, dalle aree interne emergono non solo domande specifiche ma anche risposte utili per l’intero Paese”.

“Questa emergenza pandemica ha messo in crisi le negatività del vivere nelle aree metropolitane, molto valorizzate dall’Agenda europea negli ultimi e oggetto di molti investimenti pubblici. E’ emerso che vivere nei piccoli borghi, nonostante il gap infrastrutturale di cui lo Stato dovrà farsi carico, mostra dei pregi di cui avevamo perso memoria. Da qui la ripartenza per il paese e la tematica della salute ha un’importanza che si mostra uguale alle politiche sul lavoro, l’istruzione e le azioni contro lo spopolamento dei territori. Un buon welfare, una buona medicina, un buon sistema sanitario vanno a sommarsi agli elementi positivi introdotti con la Strategia per le aree interne che si sta attuando. Questo processo riguarda soprattutto la riorganizzazione della rete territoriale degli ospedali, la spesa per i quali copre ancora in Italia circa la metà della componente pubblica della spesa sanitaria. Prioritaria la sinergia tra gli Enti locali, tra i sindaci che meglio hanno chiare le esigenze dei territori e dei cittadini”. Così Matteo Luigi Bianchi, Delegato ANCI per le “Aree Interne”, nel suo intervento di chiusura.

Ai lavori del Talk on web della Fondazione hanno partecipato Micaela Fanelli, Consigliere Regione Molise e Casa della Salute di Riccia (CB), Donato Scolozzi, Associate Partner KPMG e Healthcare, Roberto Laneri per il Ministero della Salute. I lavori sono stati coordinati da Francesco Monaco, Responsabile Fondi UE e investimenti territoriali IFEL.

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