Il Vice Direttore di IFEL Andrea Ferri e Il Segretario generale dell’ANCI Veronica Nicotra sono intervenuti al convegno del Consiglio Nazionale dei Commercialisti organizzato, insieme ad ANCI e IFEL, per fare il punto sulla riforma della contabilità economico-patrimoniale.
“Di fronte a una riforma del sistema contabile ancora dai contorni incerti, con principi generali delineati ma contenuti di dettaglio non ancora definiti, l’ANCI ribadisce la necessità di aprire al più presto un tavolo di confronto con il ministero dell’Economia e delle Finanze e la Ragioneria Generale dello Stato, al fine di conoscere i reali effetti della riforma e di come questa impatterà sul comparto dei Comuni”. Lo ha detto il segretario generale dell’ANCI, Veronica Nicotra, intervenuta al convegno del Consiglio Nazionale dei Commercialisti organizzato, insieme ad ANCI e IFEL, per fare il punto sulla riforma della contabilità economico-patrimoniale.
“In questi anni – ha spiegato il segretario generale dell’ANCI – abbiamo formalmente richiesto un confronto di merito che, allo stato attuale, non si è ancora svolto. Come ANCI sentiamo il dovere di porre una domanda chiara: a che cosa serve questa riforma? Quale utilità concreta porterà al sistema finanziario e contabile dei Comuni, che rappresentano un comparto con una evidente e specifica natura istituzionale?”.
Secondo Nicotra, infatti “ogni innovazione deve produrre un reale efficientamento del sistema e un beneficio tangibile nella gestione, proporzionato all’impegno organizzativo richiesto. Non possiamo ignorare – ha rimarcato Nicotra – che molti Comuni, in particolare i più piccoli, operano in condizioni di fragilità sul piano del personale. Una riforma di tale portata necessita di tempi adeguati per essere compresa, assorbita e applicata in modo sostenibile”.
“Come ANCI – ha proseguito il segretario generale – chiediamo quindi che la riforma, una volta definita nei suoi contenuti, sia accompagnata da un percorso graduale, con attività di supporto e un impegno condiviso da tutte le istituzioni coinvolte. Siamo disponibili a collaborare, come abbiamo sempre fatto quando le innovazioni hanno perseguito un interesse generale e un miglioramento della gestione finanziaria e dei conti pubblici ma oggi manca una sede di confronto strutturata”.
Quanto all’ipotesi di adozione di un decreto ad hoc entro l’estate, Nicotra ha ribadito che questa eventualità “rende ancora più urgente una road map chiara e condivisa. Non conosciamo nemmeno i principi generali in modo compiuto. Serve un segnale concreto di coinvolgimento di una componente fondamentale del sistema finanziario del Paese come i Comuni”.
Secondo Nicotra, infatti “ogni innovazione deve produrre un reale efficientamento del sistema e un beneficio tangibile nella gestione, proporzionato all’impegno organizzativo richiesto. Non possiamo ignorare – ha rimarcato Nicotra – che molti Comuni, in particolare i più piccoli, operano in condizioni di fragilità sul piano del personale. Una riforma di tale portata necessita di tempi adeguati per essere compresa, assorbita e applicata in modo sostenibile”.
“Come ANCI – ha proseguito il segretario generale – chiediamo quindi che la riforma, una volta definita nei suoi contenuti, sia accompagnata da un percorso graduale, con attività di supporto e un impegno condiviso da tutte le istituzioni coinvolte. Siamo disponibili a collaborare, come abbiamo sempre fatto quando le innovazioni hanno perseguito un interesse generale e un miglioramento della gestione finanziaria e dei conti pubblici ma oggi manca una sede di confronto strutturata”.
Quanto all’ipotesi di adozione di un decreto ad hoc entro l’estate, Nicotra ha ribadito che questa eventualità “rende ancora più urgente una road map chiara e condivisa. Non conosciamo nemmeno i principi generali in modo compiuto. Serve un segnale concreto di coinvolgimento di una componente fondamentale del sistema finanziario del Paese come i Comuni”.
Il segretario generale ha quindi ribadito la disponibilità “a condividere contenuti e obiettivi, purché venga garantito un percorso partecipato. Se c’è la volontà di procedere, siamo pronti a rimboccarci le maniche. Ma una riforma che incide profondamente sul sistema contabile deve essere recepita in modo sostenibile dal comparto dei Comuni e orientata a un miglioramento reale della gestione della pubblica amministrazione, non solo al controllo delle dinamiche finanziarie”.
“I principi, per quanto ben scritti, non possono restare chiusi in una “Carta”: devono essere messi alla prova dell’applicazione concreta, contaminati dall’esperienza operativa e, se necessario, adattati nel tempo. Il rischio è che norme formalmente corrette non funzionino nel momento in cui vengono calate nella realtà degli enti”. Così il responsabile finanza locale dell’ANCI nonchè vice direttore di IFEL, Andrea Ferri, in un passaggio del suo intervento in cui ha spiegato che “in riforme delicate come questa diventano centrali sperimentazione, qualità e gradualità: elementi tipici di ogni riforma strutturale. L’esperienza dell’armonizzazione contabile introdotta con il decreto legislativo n. 118/2011 ha dimostrato che un cambiamento può diventare reale ed efficace quando entra nel senso comune degli operatori e degli amministratori”.
Proprio quella stagione, ha poi ricordato, “ha consentito di superare le rigidità del vecchio Patto di stabilità e di introdurre correttivi intelligenti nella contabilità finanziaria, capaci di riportare sotto controllo il sistema e di evitare squilibri strutturali tra entrate accertate e spese impegnate. Un percorso non privo di criticità, ma che ha prodotto risultati concreti e maggiore consapevolezza gestionale”.
Per Ferri “oggi l’opportunità è quella di non disperdere quell’esperienza. L’obiettivo dichiarato di rafforzare l’autonomia e la pari dignità della contabilità finanziaria rispetto a quella economico-patrimoniale può essere raggiunto solo valorizzando le sinergie metodologiche e operative”.
Proprio quella stagione, ha poi ricordato, “ha consentito di superare le rigidità del vecchio Patto di stabilità e di introdurre correttivi intelligenti nella contabilità finanziaria, capaci di riportare sotto controllo il sistema e di evitare squilibri strutturali tra entrate accertate e spese impegnate. Un percorso non privo di criticità, ma che ha prodotto risultati concreti e maggiore consapevolezza gestionale”.
Per Ferri “oggi l’opportunità è quella di non disperdere quell’esperienza. L’obiettivo dichiarato di rafforzare l’autonomia e la pari dignità della contabilità finanziaria rispetto a quella economico-patrimoniale può essere raggiunto solo valorizzando le sinergie metodologiche e operative”.
Per il responsabile finanza locale dell’ANCI due le direttrici fondamentali da perseguire: “Accompagnamento e strumenti adeguati, che non si esauriscono nella formazione – tanto meno esclusivamente online – ma prevedono supporto tecnico, modelli operativi e una fase di sperimentazione reale. E poi correlazione tra gli eventi della contabilità finanziaria e quelli della contabilità economico-patrimoniale, perché molti fatti gestionali sono comuni e possono essere letti in modo integrato, semplificando il lavoro degli operatori e rendendo più efficace il sistema dei controlli”.
Anche il tema dei costi non può essere ignorato. “L’introduzione di nuovi obblighi contabili – ha rimarcato il responsabile finanza locale dell’ANCI – comporta inevitabilmente oneri organizzativi, professionali e tecnologici. È necessario verificare con chiarezza l’impatto sulla finanza locale, soprattutto alla luce del principio di invarianza finanziaria previsto dalla normativa”. In conclusione “una riforma di questa portata non può limitarsi a un impianto teorico: deve dimostrare di funzionare nella pratica. Solo così potrà consolidarsi e produrre un miglioramento effettivo, duraturo e condiviso nel sistema della finanza locale”.












