Ultimo aggiornamento 02.12.2020 - 18:26

Rivalsa “espropri”: la rateizzazione prevista dall’Accordo del 22 giugno 2016 è applicabile anche alle procedure esecutive già in corso

  • 20 Ott, 2016
Pubblicato in: Ifel Informa
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E’ stato approvato dalla Conferenza Stato città ed autonomie locali del 20 ottobre 2016 l’atto integrativo dell’Accordo sancito il 22 giugno 2016, relativo alla rateizzazione degli oneri da rivalsa esercitata dallo Stato per violazione della normativa comunitaria da parte di Enti locali. L’integrazione concerne la possibilità di estendere l’efficacia dell’Accordo del 22 giugno anche ai Comuni nei confronti dei quali l’azione di rivalsa sia già stata esercitata.

Nello specifico, l’azione di rivalsa è stata esercitata dallo Stato nei confronti degli enti locali a seguito di sentenze di condanna dell’Italia da parte della Corte europea dei diritti dell’uomo, che sono in massima parte collegate a vizi di procedimenti di espropri per pubblica utilità.

Con l’obiettivo di assicurare la sostenibilità finanziaria dell’azione di recupero delle somme dovute dagli enti territoriali a titolo di sanzione, l’ANCI aveva chiesto alle Amministrazioni interessate di condividere criteri e modalità certi e validi per tutti. L’Accordo sancito il 22 giugno 2016, infatti, disciplina gli aspetti procedurali, i criteri di rateizzazione e la durata del piano di rateizzazione, anche sulla base dell’incidenza delle somme richieste sulla dimensione economico-finanziaria di ciascun ente coinvolto.

Era tuttavia rimasto irrisolto il problema relativo all’applicabilità del medesimo accordo alle procedure di rivalsa già in corso ed oggetto del provvedimento esecutivo del Presidente del Consiglio dei Ministri, ora risolto positivamente con l’atto integrativo approvato in Conferenza stato-città.

Si ricorda comunque che l’applicazione dell’Accordo, anche per la parte parte relativa alle procedure già in esecuzione, è comunque subordinata ad una specifica richiesta dell’ente.

In allegato il testo dell’Accordo del 22 giugno 2016 e l’atto integrativo approvato in Conferenza il 20 ottobre.

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