Ultimo aggiornamento 22.06.2018 - 13:28

Legambiente presenta Ecosistema Urbano 2017 - Si riparte dalle città per dare virtuosità all'Italia

  • 30 Ott, 2017
Pubblicato in: Notizie
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Mantova, Bolzano e Trento, ecco le prime della classe sulle performance ambientali dei comuni capoluogo secondo i numeri di Legambiente nel Rapporto Ecosistema Urbano 2017 realizzato con il contributo scientifico dell’Istituto di Ricerche Ambiente Italia e la collaborazione editoriale de Il Sole 24 Ore.
Dopo le tre città citate la classifica prosegue con Bolzano, Parma e Belluno. Trentino Alto Adige ed Emilia Romagna sono quindi le Regioni sugli scudi.
Un rapporto, quello di Legambiente, che ci racconta come stanno vivendo i comuni una trasformazione virtuosa nel campo della sostenibilità e dell’innovazione come strumento di crescita e attrattiva economica.
Una trasformazione che vede la gestione dei rifiuti in una modalità che se la sognano anche le migliori realtà europee, dove la  depurazione degli scarichi, il contenimento dei consumi idrici sono oramai una consuetudine.
Oggi vi sono comuni che non hanno alcun timori di investire nelle rinnovabili e nella riqualificazione di spazi pubblici, di creare quel surplus di innovazione e crescita che fino a poco tempo era una conditio completamente assente nel panorama delle realtà comunali.
Oggi parlare di smartcity, di Agenda 2030 e di SDGs non è più qualcosa di sconosciuto, bensì sono degli standard valoriali di assoluta normalità. Oggi è importante credere nella crescita delle città, tanto che le sei prime in classifica di Legaambiente sono quelle che hanno superato in maniera decisa gli obiettivi di raccolta differenziata stabilito dal decreto Ronchi datato 1997.
Ecco alcuni evidenze del Rapporto: nella classifica delle città più alberate abbiamo Pordenone e Mantova con circa 30 alberi per 100 abitanti. Bolzano, e nuovamente Mantova, son i centri urbani più friendly per ciò che concerne la ciclabilità. Sempre Bolzano, questa volta assieme a Belluno, si mette in luce per aver ridotto del 40% le polveri sottili negli ultimi dieci anni.
Non solo città medie, ma anche i grandi centri urbani, come Milano, che è al 31 posto dopo che anni addietro era in posizioni di rincalzo. Ora grazie ad Expo, ma soprattutto al tpl e al car sharing la risalita. Bologna emerge grazie al fotovoltaico. Da menzionare Oristano che è tra le prime dieci città che ricicla di più.
Anche la Calabria, solitamente in posizioni di rincalzo, ha avuto un balzo enorme salendo al 13 posto della classifica per ciò che concerne la raccolta differenziata.
Il Presidente di Legambiente, Rossella Muroni, ha sottolineato come la questione urbana è di rilevanza nazionale. “Nelle città si gioca una partita importante, è qui che passa la sfida dell’innovazione e della sostenibilità ambientale, della coesione sociale e dell’integrazione, della rigenerazione urbana e una parte della lotta ai cambiamenti climatici. Per questo è fondamentale che a livello nazionale venga definito un piano per le città metropolitane che garantisca investimenti economici e politiche coerenti per sostenere i comuni virtuosi ma, anche e soprattutto, per colmare vuoti di competenze e di volontà politica che stanno condannando, ad esempio, il nostro Paese a soffocare nello smog. Milano, in occasione del network C40, è l’unica città italiana insieme ad altre 11 metropoli ad aver preso impegni concreti per città più verdi e sane, con "zone a zero emissioni, e libere dalle energie fossili entro il 2030. Ma è importante che anche le altre città italiane si mobilitino e che vengano replicate su tutto il territorio nazionale quelle esperienze virtuose, ben sintetizzate in Ecosistema Urbano 2017, capaci di coinvolgere i cittadini con scelte coraggiose, idee civili e civiche di sviluppo ed evoluzione urbana come è avvenuto per l’Area C di Milano e la Bicipolitana di Pesaro e come potrebbe accadere se venissero realizzate tante opere pubbliche di qualità e utili come il GRAB, il Grande Raccordo Anulare delle Bici di Roma, progetto partecipato ideato e disegnato da Legambiente e tante altre realtà associative”.

In allegato il rapporto di Legambiente

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