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Pagamenti alle imprese, 400 milioni in meno - Corriere della Sera del 5 giugno 2013

  • 05 Giu, 2013
Pubblicato in: Pagamenti
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Il governo dà una sforbiciata alle imprese: 400 milioni in meno nel decreto sul pagamento dei debiti della pubblica amministrazione e Confindustria non gradisce. «Abbiamo dato fiducia al governo Letta, speriamo di aver fatto bene, anche se tutti i giorni vediamo che si perde tempo in inutili polemiche». Così il presidente degli industriali Giorgio Squinzi ieri mattina si è espresso davanti all'assemblea generale di Assocalzaturifici, mettendo una zona d'ombra nei rapporti finora ottimi con l'esecutivo.

 

Viale Astronomia sfuma sulla polemica precisando che il presidente si riferiva alle continue incursioni della politica ma è difficile non pensare al taglio dei 400 milioni, sebbene siano appena l'1% di quello che sono riusciti ad ottenere, come una sorta di scorrettezza quando meno di due settimane fa all'assemblea generale di Confindustria Squinzi ebbe a dire che «se per qualche ragione il nostro credito venisse usato per altri fini, il governo sappia che il rapporto con gli imprenditori sarà compromesso irreparabilmente».

Lunedì sera il «colpo di mano». Dopo un incontro con i sindaci dell'Anci, il governo decide di stornare 400 milioni dal fondo imprese per consentire ai Comuni di non pagare l'Imu sugli immobili di loro proprietà nonché per finanziare la proroga di sei mesi a Equitalia per riscuotere i tributi degli Enti locali. Il taglio, secondo indiscrezioni, sarebbe stato organizzato dalla Commissione Bilancio ma uno dei relatori, Giorgio Santini (Pd), ieri ha precisato che «si tratta di una scelta del governo con l'impegno di ripristinare le risorse nel 2014».

Con questa novità ieri mattina il decreto per il pagamento dei 40 miliardi di debiti della pubblica amministrazione è passato al Senato con 247 sì e da oggi è alla Camera per il voto definitivo, che dovrebbe esserci venerdì. Il decreto chiude un lungo iter e dovrebbe rendere realmente disponibili alle imprese creditrici 40 miliardi di euro tra il 2013 e il 2014, oltre a ulteriori erogazioni che potranno essere effettuate da tutti gli operatori finanziari, compresa la Cassa depositi e prestiti.Il decreto prevede, tra l'altro, che le imprese, per ottenere i pagamenti, dovranno dimostrare di essere in regola con i contributi e potranno compensare crediti e debiti fino alla soglia di 700 mila euro. Così come sono state introdotte multe fino a 100 euro al giorno per i dirigenti della pubblica amministrazione che non rispettano la tabella di marcia per l'identificazione delle imprese che hanno diritto e per gli importi da pagare. Le imprese che lavorano in appalto per la pubblica amministrazione, fino al 2015, avranno la facoltà di sospendere i lavori nel caso in cui il mancato pagamento raggiunga il 15% dell'importo netto contrattuale. La possibilità di riscuotere crediti non pagati è stata estesa anche ai professionisti.Infine un capitolo riguarda i tributi locali. Per il solo 2013 i Comuni potranno modificare la scadenza, fissata a luglio, per il pagamento della Tares e il numero delle rate del tributo. I poteri di Equitalia, inoltre, verranno prorogati di altri sei mesi. I Comuni, infatti, hanno mezzo anno in più - fino al gennaio 2014, per organizzare in proprio la riscossione dei tributi.

Il decreto ha ammorbidito anche il patto di stabilità interno, escludendo dal conteggio, almeno per il 2013, i debiti di parte capitale. Le Regioni poi potranno modificare, ma a invarianza di contributo, gli spazi finanziari ceduti a Provincie e Comuni.

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