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Pagamenti alle imprese, già finiti i soldi della Cassa depositi per i Comuni - Il Corriere della Sera del 9 maggio

  • 09 Mag, 2013
Pubblicato in: Pagamenti
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Le richieste sono troppe, i soldi non bastano, e i Comuni dovranno accontentarsi. Come i loro fornitori in attesa di essere saldati, che per il momento, nonostante la decisione dello Stato di sbloccare i pagamenti, riceveranno solo un rimborso parziale. A fronte di 4 miliardi disponibili per il 2013 ed il 2104, la Cassa depositi e prestiti ha ricevuto dai Comuni a corto di liquidità, che non possono far fronte ai debiti «certi, liquidi ed esigibili» maturati fino a fine 2012, oltre 1.500 richieste per un importo complessivo di 6 miliardi di euro.

 

Una nota della Cassa sottolinea che si andrà dunque al riparto proporzionale tra i richiedenti che riceveranno, così, i due terzi degli importi richiesti. A meno che la conferenza Stato-Città, come previsto dal decreto di marzo, non decida immediatamente un differente meccanismo di ripartizione delle somme. Nei prossimi giorni si completeranno anche le procedure per concedere le anticipazioni sugli altri due fondi creati dal Mef, oltre a quello per i pagamenti dei Comuni, quello relativo ai debiti del sistema sanitario e quello per le pendenze delle Regioni e delle Province. Per quest'ultimo, che ha un importo di 8 miliardi (3 nel 2013, 5 nel 2014), è atteso entro il 15 maggio il provvedimento di riparto delle somme. Entro la stessa data dovrebbe scattare anche l'altro fondo, quello per i debiti sanitari, che ha un importo di 14 miliardi di euro (5 quest'anno, 9 il prossimo).Nel complesso il piano di rimborso dei debiti della pubblica amministrazione varato dal governo Monti vale 40 miliardi in due anni: 19 riguardano i debiti di Comuni, Province e Regioni (non tutti hanno problemi di liquidità e devono chiedere le anticipazioni al Tesoro), 14 quelli del sistema sanitario e 7 l'amministrazione centrale dello Stato. Le anticipazioni concesse dal Tesoro agli enti locali attraverso la Cassa depositi e prestiti saranno rimborsabili in un periodo di 30 anni.

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