Ultimo aggiornamento 27.02.2026 - 20:25
Amministratore IFEL2

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Pubblichiamo, in allegato, il Decreto 15 gennaio 2015, del Ministro dell’ Economia e delle Finanze, recante “Riduzione degli obiettivi del patto di stabilità interno per l'anno 2014 dei comuni, in attuazione dell'articolo 1, comma 122, della legge 13 dicembre 2010, n. 220”.

Il Decreto individua gli importi che vanno a ridurre l’obiettivo di patto di stabilità interno per un importo complessivo commisurato agli effetti finanziari determinati dall’applicazione della sanzione operata a valere sul Fondo di Solidarietà Comunale per il 2014, in caso di mancato rispetto del Patto di Stabilità Interno nel 2013.

L’importo degli effetti finanziari determinati dall’applicazione della sanzione ai comuni che non hanno raggiunto l’obiettivo del patto di stabilità interno, alla data del 27 novembre 2014, ammonta ad euro 27.667.934.

Di questi, il 50% è stato destinato all’alleggerimento del Patto 2014, attraverso l’esclusione delle spese connesse alla pressione migratoria sostenute dai Comuni di Agrigento, Augusta, Caltanissetta, Catania, Lampedusa, Mineo, Palermo, Porto Empedocle, Pozzallo, Ragusa, Siculiana, Siracusa e Trapani, come previsto dall’art. 7, del decreto legge n. 119 del 2014. Inoltre, ulteriori 3.573.967 euro sono distribuiti ai comuni siciliani rispettosi del patto di stabilità interno 2013, ripartito per ciascun comune, in proporzione alla taglia demografica, come indicato nella tabella B allegata al presente Decreto.

Infine, per la restante quota di 10.260.000 euro è stata raggiunta l’intesa in Conferenza Stato – città ed autonomie locali circa le modalità di riparto a favore dei Comuni associati, rispettosi del patto di stabilità interno 2013, che nel corso dell’anno, secondo quanto previsto dall’articolo 1, comma 534 lettera d) della Legge di Stabilità per il 2014, su base volontaria hanno innalzato il proprio obiettivo programmatico per alleviare di pari importo l’aggravio di manovra altrimenti in capo al proprio Ente capofila, dovuto alle duplicazioni contabili. L’ammontare indicato corrisponde all’erogazione di un beneficio pari all’aggravio che i comuni associati nella gestione si sono volontariamente accollati a favore del rispettivo capofila. L’elenco dei comuni associati beneficiari della riduzione degli obiettivi patto e il relativo importo è contenuto nella tabella A allegata al presente Decreto.

Allegato: Decreto del Ministro dell’ Economia e delle Finanze del 15 gennaio 2015

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Pubblichiamo, in allegato, il Decreto 23 gennaio 2015, del Ministro dell’ Economia e delle Finanze, recante “Modalità  e  termini  per  il  versamento  dell'imposta  sul  valore aggiunto da parte delle pubbliche amministrazioni”.

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Audizione presso la Commissione Finanze e Tesoro del Senato della Repubblica, nell'ambito dell'esame del disegno di legge n. 1749 (conversione in legge del d.l. n. 4 del 2015).

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‘’Rivedere la stima del maggior gettito derivante per i Comuni dalla nuova imponibilita’ Imu dei terreni agricoli montani che, anche alla luce dei gettiti sino ad oggi acquisiti, presenta evidenti incongruenze; ridefinire i criteri di esenzione e le modalita’ di ripartizione del taglio sul fondo di solidarieta’ comunale; promuovere una revisione organica dell’imponibilita’ dei terreni montani, attraverso un percorso di ampia concertazione con le parti sociali e con i Comuni, che sappia porre la giusta attenzione alle caratteristiche territoriali delle aree montane e tenga conto di fattori rilevanti quali il rischio idrogeologico e la redditivita’ dei fondi agricoli’’. Sono queste le principali richieste avanzate oggi dall’ANCI - rappresentata dal sindaco di Senigallia e presidente di ANCI Marche Maurizio Mangialardi - nel corso dell’audizione informale presso l'Ufficio di presidenza della commissione Finanze e Tesoro del Senato, riguardante il disegno di legge sulle ‘’misure urgenti di esenzione IMU’’.
Sempre in tema di esenzione dei terreni agricoli montani, l’ANCI ha osservato che ‘’non e’ stata fornita alcuna nota metodologica circa i parametri utilizzati, ne’ con riferimento alla stima complessiva, ne’ alla sua disaggregazione per ciascun Comune. Le stime ministeriali – afferma Mangialardi - devono pertanto essere riviste alla luce dei gettiti effettivi, al fine di evitare gravi criticita’ di tipo sia finanziario che gestionale e provvedere alle compensazioni che si renderanno necessarie’’.
Nel corso dell’audizione, infine, il rappresentante dell’ANCI ha posto nuovamente all’attenzione del Senato le richieste ancora inevase sulla finanza locale: ‘’Ripristino del trasferimento integrativo di 625 milioni, a fronte del congelamento della disciplina Imu-Tasi 2014; assicurare un avvio finanziariamente sostenibile per le Citta’ metropolitane, alle quali la legge assegna nuove funzioni non gestibili nelle attuali condizioni; riprendere la tematica della riscossione locale che richiede una riforma stabile e duratura, anche in attuazione della Delega fiscale; concertare il ruolo dei Comuni nella riforma del Catasto e nel decentramento delle funzioni catastali, che costituisce ad avviso dell’ANCI una condizione decisiva per il buon esito della riforma stessa’’.

Pubblichiamo il documento dell’Anci consegnato il 10 febbraio 2015 presso la Commissione Finanze e Tesoro del Senato della Repubblica, nell'ambito dell'esame del disegno di legge n. 1749 (conversione in legge del d.l. n. 4 del 2015).

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