A cura del Prof. Francesco Capalbo (Ordinario di Economia Aziendale della Università del Molise, IPSASB Member), il testo raccoglie gli atti del Convegno, tenutosi a maggio 2017, organizzato dall'Università del Molise e dall'Università degli Studi di Napoli Parthenope sul controllo di legittimità-regolarità esercitato dalla Corte dei Conti sulla gestione finanziaria e contabile degli enti territoriali.
Il lavoro, caratterizzato dagli spunti interdisciplinari derivanti dal confronto tra studiosi di ragioneria e di diritto, accoglie riflessioni accademiche e testimonianze dirette sugli effetti di una attività che già i suoi padri fondatori avevano concepito come fulcro delle prerogative della Corte dei Conti. La prospettiva così offerta si arricchisce del sapiente e completo inquadramento delle attività di controllo nel contesto della disciplina costituzionale.
Unitamente al Prof. Capalbo, alla stesura del testo hanno contribuito: Francesco Boccia (Associato di Economia Aziendale, Università del Molise, Presidente della Commissione Bilancio della Camera dei Deputati nella XVII Legislatura); Aldo Carosi (Vice Presidente della Corte Costituzionale); Carlo Chiappinelli (Presidente della Sezione di controllo della Corte dei Conti per la Regione Lazio); Giovanni Coppola (Presidente della Sezione di controllo della Corte dei Conti per la Regione Campania); Raffaele Fiume (Ordinario di Economia Aziendale, Università degli Studi di Napoli Parthenope); Loredana Mollica Poeta (Dottore di Ricerca in Giustizia Costituzionale e Tutela dei Diritti Fondamentali); Michele Oricchio (Procuratore Regionale presso la Sezione Giurisdizionale della Campania); Fabrizio Picotti (Magistrato della Corte dei Conti, Sezione di Controllo per la Regione Friuli Venezia Giulia); Vanessa Pinto (Magistrato della Corte dei Conti, Sezione di controllo per la Regione Basilicata); Mario Pischedda (Presidente della Sezione Giurisdizionale della Corte dei Conti per la Regione Liguria); Stefano Pozzoli (Ordinario di Economia Aziendale, Università degli Studi di Napoli Parthenope); Margherita Smarra (Dottore di ricerca ed assegnista presso l’Università degli Studi del Molise); Francesco Sucameli (Magistrati della Corte dei Conti, Sezione di Controllo per la Regione Campania); Giancarlo Verde (Direttore Centrale della Finanza Locale presso il Ministero dell’Interno); Patrizia Zitoli (Funzionario della Corte dei Conti).
È online e disponibile per il download il I Quaderno AGIDI, frutto della collaborazione tra IFEL, Fondazione Patrimonio Comune e AGIDI. Lo scopo principale di questa collaborazione, che prevedere la pubblicazione di altri approfondimenti dedicati alla gestione del patrimonio, è quello di stimolare il dibattito sui temi legati alla ottimizzazione della gestione dei patrimoni immobiliari pubblici, per rispondere all’esigenza di incrementare la cultura della valorizzazione.
Il primo Quaderno, accompagnato da un breve documento introduttivo dell’iniziativa, è dedicato al metodo di analisi immobiliare. Il testo presenta un’analisi del quadro normativo di riferimento e approfondisce gli strumenti a disposizione degli enti locali. Il metodo del censimento e l’analisi delle strategie di valorizzazione e dismissione costituiscono il fondamento di una gestione immobiliare efficiente e mirata, in quanto conoscere e ridurre il rischio delle procedure significa aumentare il valore dell’immobile ed allargare il mercato.
SCARICA IL DOCUMENTO INTRODUTTIVO
SCARICA IL QUADERNO “IL METODO DI ANALISI IMMOBILIARE. Quadro normativo e strumenti”
Su questo tema, lo scorso 28 giugno, si è svolto un webinar di approfondimento e confronto che potete rivedere sul nostro canale YouTube.
Pubblichiamo la lettera firmata dal Presidente IFEL, Guido Castelli, indirizzata al Direttore de "Il Foglio" e pubblicata lo scorso 27 luglio:
Nei giorni scorsi la Corte dei conti alla presentazione del Rapporto annuale sul coordinamento della finanza pubblica ha ribadito che, nonostante ci siano stati molteplici interventi in più anni accomunati dall' obiettivo di essere di stimolo a politiche di sviluppo e investimenti, questi non hanno prodotto i risultati sperati. Provando a fare un quadro di sintesi su quello che è accaduto alla finanza locale negli ultimi anni è anche di facile comprensione quello che lamenta la Corte. Noi sindaci l' abbiamo vissuto sulla nostra pelle e su quella dei cittadini che rappresentiamo.
La devastante crisi economica che è parzialmente alle nostre spalle ha fatto sì che su 25 miliardi di aggiustamento strutturale del deficit pubblico nel periodo 2010-2015 ben 9 miliardi siano stati forniti dal contributo dei comuni alla finanza pubblica, contributo che salvo proroghe dovrebbe terminare quest'anno e dare un respiro agli Enti locali pari a 560 mln di euro. I limiti della ripresa per gli Enti locali vanno ricercati non solo ai tagli di risorse senza precedenti, azzeramento dei trasferimenti correnti e drastica riduzione dei trasferimenti in conto capitale ma a fattori come il blocco del turn over (ricordo che l' età media del personale comunale è 52 anni) la maggiore complessità delle procedure nell' attuazione delle riforme intraprese e talune volte la totale assenza di coordinamento tra livelli centrali, regionali e locali di governo nelle fasi di programmazione e attuazione degli interventi di investimento. In questa fase sarebbero vitali, per i comuni, interventi mirati come ad esempio la riqualificazione del personale e la sua formazione (abbiamo ancora limiti di spesa al 50 per cento rispetto al 2009), o nuove regole sugli appalti che semplifichino e non quadruplichino le procedure amministrative a carico degli enti.
Mi appello ai nuovi interlocutori governativi che scriveranno le regole nella legge di Bilancio in autunno: diano certezze di risorse ai comuni e il giusto grado di autonomia per governare. La stragrande maggioranza dei comuni è in avanzo di amministrazione e non può usare le proprie risorse per investire in opere pubbliche e servizi. Questa situazione non è più tollerabile. Si riparta, con lo sblocco della leva fiscale che ha sacrificato per anni comuni che prima di questo blocco avevano lasciato bassa la pressione fiscale, si aboliscano tutti i tagli e si investa in un contributo maggiore al Fondo per gli investimenti per il prossimo biennio, nel 2018 è pari a soli 150 milioni di euro. Per scardinare definitivamente la crisi gli investimenti siano accompagnati da una seria progettazione partendo dalle buone esperienze che ci sono state in passato e creandone nuove ma con un serio coordinamento dei più livelli dello stato e nella piena autonomia comunale sancita dalla nostra Costituzione. Il paese non può più attendere.
Guido Castelli, presidente IFEL e delegato alla Finanza locale Anci
Il catalogo raccoglie tutte le pubblicazioni realizzate dalla Fondazione IFEL nel corso della sua storia e ha l'obiettivo di dare una rappresentazione del patrimonio di conoscenze che la Fondazione mette a disposizione dei Comuni, dei cittadini e delle istituzioni. Per agevolare la consultazione, le pubblicazioni sono ordinate per anno di uscita e sono suddivise in sezioni tematiche.
Questa edizione de “I Comuni italiani 2018 - Numeri in tasca” illustra le principali caratteristiche territoriali, istituzionali, economico-finanziarie e socio-demografiche dei 7.954 comuni italiani esistenti al 4 giugno 2018, utilizzando come fonti primarie i dati ufficiali più recenti e disponibili a livello di singolo comune.
L’obiettivo è quello di fornire un agile strumento di lavoro a quanti - politici, amministratori, studiosi dei fenomeni territoriali - si interrogano sui caratteri ed i cambiamenti in atto nel mondo eterogeneo dei comuni italiani. Un mondo in continua evoluzione che rappresenta saldamente l’elemento unificatore in cui gli italiani si trovano, il luogo dove vivono la propria quotidianità, l’istituzione più vicina alla quale si rivolgono per avere una risposta ai bisogni, alle difficoltà, alla voglia di partecipazione.