Dal 20 al 24 maggio si svolgerà la XXI edizione del Festival dell’Economia di Trento, la manifestazione organizzata dal Gruppo Il Sole 24 ORE insieme a Trentino Marketing per conto della Provincia autonoma di Trento, con il contributo del Comune e dell’Università di Trento.
Il tema scelto per l’edizione 2026, “Dal mercato ai nuovi poteri. Le speranze dei giovani”, guiderà il confronto sui grandi cambiamenti economici e geopolitici in corso: dal ruolo crescente delle Big Tech e dell’intelligenza artificiale ai nuovi equilibri internazionali, fino alle prospettive e alle aspettative delle nuove generazioni.
Nel programma del Festival, che vedrà la partecipazione di oltre 700 relatori tra Premi Nobel, ministri, economisti, rappresentanti delle istituzioni e manager, sono previsti due momenti di approfondimento tecnico e istituzionale che vedono il coinvolgimento del Direttore IFEL Pierciro Galeone.
Il primo incontro si terrà venerdì 22 maggio alle ore 16.00 presso la Sala Conferenze della Fondazione Caritro, nell’ambito del panel “Il modello PNRR, tra presente e futuro”. Galeone interverrà insieme a Roberto Amore, Giorgio Centurelli e Salvatore De Vita in un confronto dedicato allo stato di attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e alle prospettive future delle politiche di investimento pubblico.
Il secondo appuntamento è in programma sabato 23 maggio alle ore 9.30 a Casa Europa, in Piazza Duomo, e sarà dedicato alla presentazione del volume “Il PNRR dell’Italia. Metodi e strumenti per politiche economiche possibili”, curato dallo stesso Pierciro Galeone. L’incontro offrirà l’occasione per approfondire strumenti, modelli e prospettive delle politiche economiche legate all’attuazione del Piano.
Il programma completo del Festival e le modalità di partecipazione sono disponibili sul sito ufficiale della manifestazione.
Il 17 luglio 2026 è il termine di scadenza per l’invio dei questionari FC100 (sessanta giorni dopo la pubblicazione, avvenuta in data 18 maggio 2026, del DM Mef-Ragioneria generale dello Stato di avvio della rilevazione).
L’anno di riferimento della rilevazione è il 2024.
Al fine di supportare i Comuni nella compilazione del nuovo questionario FC100 dei fabbisogni standard, IFEL ha organizzato, come per gli ultimi anni, un servizio di fornitura dei dati precompilati per l’intero questionario FC100.
I dati strutturali (Quadri A, B, C, E, F, M) sono stati precompilati utilizzando le informazioni del questionario FC90U relative all’anno 2023. Tali dati sono ovviamente modificabili, qualora necessario.
Il quadro delle spese è precompilato con i dati BDAP. Anche in questo caso, le singole voci sono editabili, mentre i totali vengono calcolati automaticamente all'interno del file Excel.
I questionari FC100 devono essere compilati sul sito www.opencivitas.it
IFEL ha attivato un servizio di assistenza dedicato, disponibile:
Di seguito le principali novità nella compilazione del questionario FC100.
Quadro M – Servizi svolti
Obiettivo
Assicurare che il Comune compilatore sia pienamente responsabile dei dati strutturali forniti, i quali saranno utilizzati per la stima dei fabbisogni standard.
Nel caso in cui funzioni o servizi siano gestiti mediante una forma di gestione associata (quali Unioni di Comuni, Comunità Montane, Consorzi, convenzioni con altri enti, ecc.), il Comune compilatore è tenuto a riportare sempre e solo i dati di propria esclusiva pertinenza.
In particolare, qualora il Comune compilatore rivesta il ruolo di capofila di una gestione associata, dovrà comunque limitarsi a inserire nel questionario esclusivamente i dati di propria pertinenza. Sarà inoltre sua cura trasmettere ai Comuni aderenti alla forma associata i dati di rispettiva competenza, affinché ciascun ente possa provvedere autonomamente alla compilazione del proprio questionario.
Novità di semplificazione questionario FC100
Le Unioni di comuni e le Comunità Montane non devono più compilare i dati dei servizi svolti.
Quadro N – Offerta sovracomunale del servizio di asilo nido
Obiettivo
Per garantire un’assegnazione coerente degli obiettivi del servizio di asilo nido, è fondamentale disporre di un monitoraggio accurato dell’offerta sovracomunale. Tale fenomeno coinvolge oltre 10.000 utenti, spesso serviti da enti che non operano nell’ambito di convenzioni formali.
Novità di semplificazione questionario FC100
Tale quadro è stato eliminato dai questionari dei fabbisogni standard ed è stato spostato all'interno delle relazioni di rendicontazione annuale degli obiettivi di servizio degli asili nido.
Quadro X – Entrate
Obiettivo
Monitorare le risorse finanziarie dei Comuni capofila di un Ambito Territoriale Sociale (ATS) provenienti direttamente dallo Stato o dalle Regioni, in relazione all’esercizio delle funzioni nel settore sociale, inclusi i servizi di asilo nido e gli avanzi vincolati di amministrazione per servizi sociali.
Novità di raccolta dati LEP questionario FC100
Per semplificare la compilazione da parte degli enti, vengono riportati in automatico nel rigo X01 gli importi delle entrate provenienti dagli obiettivi di servizio (sociale, asili nido e trasporto scolastico di studenti con disabilità).
Sono stati inseriti i nuovi righi X11 e X12 per monitorare gli avanzi vincolati di amministrazione per i servizi sociali al 31/12/2023 e al 31/12/2024.
La spinta del PNRR più intensa a Sud, dove ha generato un aumento di Pil e di occupazione doppio rispetto al Nord. Lo confermano le stime aggiornate dall'Ifel per Il Sole 24 Ore. L'effetto sul Pil è dell'1,5% nel Centro Nord e del 3,26% nel Sud.
I calcoli mostrano però anche una conferma, questa volta positiva, di una delle speranze iniziali: la spinta degli investimenti realizzati con i fondi del Next Generation Eu è stata decisamente più intensa a Sud, dove ha generato un aumento di Pil pro capite e di occupazione doppio rispetto al Nord nel confronto con uno scenario in assenza di Piano.
Leggi lo speciale del Il Sole 24 Ore in allegato.
Leggi la sintesi per la stampa in allegato.
Guarda il servizio del TG1.
I dati pubblicati dalla Ragioneria Generale dello Stato sui pagamenti delle fatture ricevute nel 2025 dalle pubbliche amministrazioni confermano il miglioramento registrato negli ultimi anni, frutto dello sforzo delle amministrazioni — e in particolare dei Comuni — che hanno adottato pratiche organizzative più efficienti in coerenza con gli interventi normativi del PNRR e grazie anche al rafforzamento delle attività di monitoraggio tramite la Piattaforma dei crediti commerciali-PCC. Tale miglioramento assume oggi un valore particolarmente rilevante perché ha consentito, lo scorso 29 aprile, l’archiviazione della procedura di infrazione n. 2014/2143 avviata a suo tempo dalla Commissione europea nei confronti dell’Italia per la violazione della direttiva 2011/7/UE sui ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali.
I dati pubblicati dalla RGS mostrano che nel 2025 le pubbliche amministrazioni hanno ricevuto circa 30,8 milioni di fatture commerciali, per un importo dovuto di quasi 216 miliardi di euro, a fronte dei quali risultano pagamenti registrati sulla PCC pari a circa 207,8 miliardi, corrispondenti al 96,2% del dovuto.
Il miglioramento degli indicatori sui tempi di pagamento è significativo. Per il complesso della PA il tempo medio ponderato di pagamento è passato:
Parallelamente, il tempo medio di ritardo — che misura lo scostamento rispetto alla scadenza della fattura — è progressivamente migliorato, passando da -12,5 giorni nel 2023 a -16,1 giorni nel 2025, evidenziando quindi pagamenti mediamente anticipati rispetto alla scadenza.
Il comparto degli enti locali evidenzia risultati particolarmente positivi. Il tempo medio ponderato di pagamento degli enti locali passa infatti:
Anche il tempo medio di ritardo migliora progressivamente, passando da -4,6 giorni nel 2023 a -8,2 giorni nel 2025.
Parallelamente cresce la quota di importi pagati nei termini:
Si tratta di risultati particolarmente rilevanti perché il comparto comunale rappresenta una delle componenti più numerose e frammentate della PA italiana, caratterizzata da forti differenze dimensionali, organizzative e finanziarie e, dopo il comparto sanitario, dal più elevato volume complessivo di debito commerciale.
Il miglioramento medio è tuttavia accompagnato da marcate differenze interne. Persistono, infatti, situazioni di forte divario: accanto alla maggior parte dei Comuni che oggi pagano stabilmente entro i termini, permane una quota significativa di enti con tempi di pagamento molto elevati.
Una prima analisi dei dati comunali evidenzia che i Comuni con tempo medio di pagamento superiore a 30 giorni sono oggi circa 1.800, comunque in netta diminuzione rispetto ai circa 2.500 riferiti alle fatture 2024. Di questi, più di 580 Comuni superano addirittura i 60 giorni.Anche sul fronte della percentuale del “pagato sul dovuto” permane una fascia di criticità. Sebbene la grande maggioranza dei Comuni abbia superato la soglia del 95% fissata dai target PNRR, risultano ancora circa 1.200 Comuni con una percentuale inferiore alla soglia, di cui circa 70 con rapporto inferiore al 60%.
Questi dati confermano che il percorso di miglioramento è stato ampio e diffuso, ma non pienamente consolidato né uniforme.
L’archiviazione della procedura UE non chiude il tema né può essere interpretata come il punto finale del percorso di normalizzazione dei tempi di pagamento dei Comuni.
I dati oggi consentono di individuare con chiarezza due direttrici lungo cui orientare le prossime azioni.
La prima riguarda la necessità di rendere permanenti i processi di miglioramento attivati negli ultimi anni, consolidando le innovazioni organizzative, i sistemi di monitoraggio e le buone pratiche amministrative che hanno permesso di recuperare il ritardo accumulato.
La seconda riguarda il nodo, ancora molto rilevante, della liquidità degli enti locali e in particolare della tempestività dei trasferimenti finanziari. L’incertezza sui tempi di erogazione delle risorse da parte delle amministrazioni statali e regionali continua, infatti, a rappresentare uno dei principali fattori che limitano la capacità dei Comuni di programmare i pagamenti.
Su questo terreno sarà necessario proseguire la collaborazione istituzionale e il lavoro operativo già avviato. I Comuni, come dimostrano i risultati raggiunti, continueranno a fare la propria parte.