La ricerca della Fondazione, svolta come lo stesso evento in collaborazione con ANCI Piemonte, è stata descritta durante i lavori odierni del seminario “Fuori dal Comune” organizzato anche con la Città Metropolitana e il Centro interuniversitario “Giorgio Lombardi”.
Secondo la teoria dell’organizzazione, le scelte di make or buy sono orientate alla ricerca di una maggiore efficacia ed efficienza e discendono da analisi comparative di natura economica, con particolare attenzione ai costi di transazione degli scambi interni ed esterni. La scelta di convenienza di una gestione interna rispetto al ricorso al mercato dipende anche dalla frequenza di erogazione dei servizi e dei prodotti considerati, dal livello di professionalità richiesto e dall’intensità delle interrelazioni operative con l’articolazione delle competenze e dei compiti dell’organizzazione.
Nell’analisi dei processi di esternalizzazione dei servizi “macchina” nei piccoli Comuni piemontesi, nessuna delle condizioni sopra richiamate sembra essere stata oggetto di una valutazione o abbia rappresentato un fattore dirimente a supporto di tale scelta, se non in modo marginale. La motivazione pressoché esclusiva di questa evoluzione è rappresentata dalla mancanza di personale e/o di professionalità adeguate interne alle tecnostrutture comunale e dall’impossibilità di reperirle. (Per maggiori dettagli si veda la sintesi dell’indagine o l’intero volume disponibile per il download qui).
“La ricerca di IFEL “Modelli di esternalizzazione nei piccoli comuni della Regione Piemonte” – ha spiegato il Presidente di IFEL e sindaco di Novara Alessandro Canelli - si è focalizzata proprio sulle modalità organizzative che reggono i servizi interni ai Comuni. Si è scelto di realizzare questa ricerca in Piemonte perché dei 5.521 Comuni italiani con meno di 5.000 abitanti, 1.046 si trovano in questa regione (il 19%). La rilevanza delle questioni è tale che la Fondazione IFEL ha intenzione di ampliare la ricerca, nel corso del 2026, attraverso un’indagine nazionale, per analizzare quali siano le modalità di gestione e di governo dei servizi interni dei piccoli e piccolissimi Comuni italiani. Sarà importante soprattutto per decidere quali soluzioni possono aiutare i Comuni (singoli o in forma aggregata) nell’acquisizione di saperi e supporti esterni senza rischiare, però, di avocare a terzi la capacità di decidere, controllare e programmare perché non si può completamente esternalizzare la responsabilità che i nostri enti hanno nei confronti dei cittadini e dei territori”.
"I dati diffusi oggi – ha commentato invece nel suo intervento Presidente di ANCI Piemonte Davide Gilardino - ci restituiscono l'immagine di una realtà fatta di frammentazione ma anche di straordinaria vitalità: è proprio nella quotidianità dei piccoli Comuni che si realizzano i principi costituzionali di sussidiarietà e solidarietà. Tuttavia, emerge con chiarezza come il ricorso al mercato sia sempre di più una via obbligata per garantire i servizi ai cittadini. Da questi numeri confidiamo scaturisca un dibattito istituzionale maturo e non ideologico, che ci porti a realizzare nuove architetture capaci di rafforzare le azioni dei nostri enti e di salvaguardarne l'autonomia, in modo che l'esternalizzazione dei servizi non si traduca mai in una perdita di controllo e programmazione da parte dell'ente pubblico".
Durante i lavori sono intervenuti oltre al Presidente IFEL e Sindaco di Novara Alessandro Canelli e al Presidente di ANCI Piemonte Davide Gilardino, il Presidente del Centro Studi “Giorgio Lombardi” Michele Rosboch e il Vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo, il Direttore IFEL Pierciro Galeone e Antonello Picucci, esperto di analisi delle politiche pubbliche. Presente anche il coordinatore Piccoli Comuni e Unioni di Comuni di ANCI Piemonte, Emanuele Ramella Pralungo.












