Ultimo aggiornamento 27.02.2026 - 20:25
Amministratore IFEL2

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Il documento è composto da una selezione delle risposte fornite dal servizio "Anci Risponde" ai quesiti formulati dai Comuni. Si tratta, quindi, di uno strumento pratico di inquadramento e gestione delle problematiche di spiccata attualià che gli Enti locali si trovano quotidianamente a dover affrontare. L'indice interattivo consente di visualizzare l'area tematica di proprio interesse cliccando sulla sezione corrispondente.

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Un elemento fondamentale per la completa descrizione delle dinamiche occupazionali attiene l’istituto della mobilità, vale a dire l’iter per il trasferimento dei dipendenti pubblici all’interno dell’universo delle amministrazioni pubbliche.

Prima di addentrarsi nelle evidenze empiriche, ne va chiarito innanzitutto il significato. Sintetizzando i concetti chiave che ruotano attorno a tale strumento si ricorda che per mobilità volontaria si intende quella in cui è il dipendente a richiedere il trasferimento, mentre la mobilità obbligatoria interessa sia la cessione di personale in conseguenza del trasferimento di funzioni da una amministrazione ad un’altra, sia la riallocazione di dipendenti in eccedenza o in soprannumero (cosiddetta mobilità collettiva o d’ufficio). In ogni caso, si tratta di un trasferimento a carattere permanente, ovvero che prevede la cessione del rapporto di lavoro. Esiste poi anche la cosiddetta mobilità temporanea, che seppur non regolamentata nello stesso D. Lgs. 165/2001, si configura nell’assegnazione, per un periodo di tempo limitato, di un lavoratore a un’amministrazione diversa da quella di appartenenza, per determinate esigenze dell’una o dell’altra (comandi e distacchi). La mobilità sia permanente che temporanea può poi avvenire da/verso amministrazioni dello stesso comparto (mobilità intercompartimentale) o da/verso amministrazioni di altri comparti (mobilità extracompartimentale).

Nel passare alle evidenze empiriche sull’utilizzo di tale istituto è necessario precisare che, sebbene le statistiche disponibili distinguano tra mobilità temporanea e permanente, purtroppo per quest’ultima non è possibile conoscere il dettaglio tra volontaria e d’ufficio.

Le Tabelle 1 e 2 descrivono i fenomeni di mobilità nel mondo comunale, separando quelli permanenti da quelli temporanei e dividendo altresì la mobilità che avviene all’interno del comparto delle regioni ed autonomie locali da quella che interessa l’intera pubblica amministrazione. Anche in questo caso, i dati vengono presentati per due annualità, il 2008 e il 2014.

Tabella 1 - Mobilità permanente del personale comunale dirigente e non dirigente, 2008/2014

Scheda40 Tab1



Tabella 2 - Mobilità temporanea del personale dirigente e non dirigente, 2008/2014

Scheda40 Tab2


Risulta interessante notare come nel 2014, rispetto al 2008, sia cresciuto l’utilizzo della mobilità all’interno del comparto, con entrati e usciti che passano da poco più dello 0,5% delle consistenze nel 2008 all’1% nel 2014. Rimane invece stabile il dato sulla mobilità extracomparto, con il mondo comunale che risulta un cedente netto rispetto al resto della PA (con un numero di usciti rispetto agli entranti quasi doppio). Analogo comportamento interessa infine la mobilità temporanea, dove non si evidenziano particolari differenziazioni nel tempo, con una quota di usciti di tre volte superiore agli entrati in entrambe le annualità.

Va, infine, precisato che è del tutto probabile che l’intero processo di riorganizzazione che sta interessando gli enti di area vasta, porterà ad osservare nei prossimi anni un’ulteriore accentuazione del fenomeno osservato.

Nel 2016, nei comuni italiani, il tasso di mortalità sopravanza il tasso di natalità determinando, complessivamente, un tasso di incremento naturale medio negativo pari a -2,67 ogni 1.000 abitanti. Tale andamento è riscontrabile in quasi tutte le regioni con valori superiori nei comuni liguri (-7,84) dove appunto il tasso di natalità è del 6,46 e il tasso di mortalità del 14,30 per 1.000 abitanti.
A seguire il Molise dove la forbice è del 5,46. (Tabella 1)

Osserviamo quindi la quasi totalità di valori negativi ad eccezione del Trentino Alto Adige con un tasso di incremento naturale dello 0,72. Una minore soglia di decrescita si registra invece nei comuni della Regione Lombardia (-1,53), della Campania (-0,99) e della Sicilia (-1,93).

 

Scheda60 fig1


Da un punto di vista cartografico, il fenomeno emerge con maggior evidenza;  il tasso di incremento naturale risulta nullo o negativo in quasi la totalità del Paese con qualche eccezione nelle regioni del nord est, nelle coste laziali e campane, della Puglia e in alcune zone di Calabria, Sicilia e Sardegna.

Scheda60 fig2

 

Sabato 22 aprile IFEL sarà presente al XX Congresso Nazionale dell'Associazione Italiana di Valutazione (AIV).

IL PROGRAMMA

Il tema del XX Congresso, in programma a Padova dal 20 al 22 aprile 2017, è "Promuovere e valutare il benessere delle comunità: emergenza, resilienza, complessità". L'evento si terrà presso il Dipartimento di Scienze politiche, giuridiche e studi internazionali dell'Università di Padova, in Via del Santo 28.

Nell'ambito della sessione PA e performance, IFEL sarà presente con due contributi: l’esperienza nella valutazione delle attività formative rivolte al personale dei comuni e una prima valutazione esplorativa delle retribuzioni di risultato dei dirigenti comunali.

Il prossimo 12 maggio, presso la Sala Pistelli di Palazzo Medici Riccardi, l’IRPET e la Regione Toscana con il patrocinio della Città Metropolitana di Firenze, Anci Toscana, AISRe, SiPotra, Itaca organizzano il convegno “Investimenti pubblici e riforma della spesa”.

Il tema centrale della conferenza sarà la necessità di un rilancio degli investimenti da inserire nell'ambito delle riforme strutturali già avviate. La conferenza sarà, nella prima parte, rivolta ad approfondire le relazioni tra riforme della spesa pubblica e crescita economica, evidenziando le potenzialità di un rapido ed efficace avvio del cambiamento. Nella seconda parte si discuterà della riforma dei contratti pubblici e, in particolare, del riordino delle stazioni appaltanti, uno degli aspetti più urgenti per la ripresa degli investimenti. 

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