I cittadini residenti nei 7.998 comuni italiani sono 60.665.551 (I dati relativi alla popolazione residente si riferiscono al 1° gennaio del 2016 si riferiscono ai 7.998 comuni italiani esistenti). La maggior presenza di amministrazioni comunali e di popolazione si concentra prevalentemente nelle regioni settentrionali. In particolare, la Lombardia è la regione con il maggior numero di amministrazioni comunali: sono 1.527, con una popolazione residente di 10.008.349 unità e una densità abitativa per Kmq di 419,4. Segue il Piemonte con 1.202 comuni con una popolazione residente di 4.404.246 unità e una densità abitativa per kmq di 173,5.
Alcune regioni sembrano essere intensamente popolate: in particolare nei comuni laziali, con un numero totale di residenti di 5.888.472 ed a seguire la Campania ( 5.850.850) e la Sicilia (5.074.261)
I dati più contenuti appartengono al Molise con una popolazione residente di 573.694 unità e una densità per kmq di 70,0 e la Basilicata (5753.694 unità e 57,0 densità abitativa per kmq.
Relativamente al numero delle amministrazioni comunali, il dati più bassi li troviamo in Umbria con solo 92 comuni sul territorio e a seguire la Basilicata (131) e il Molise (136).

Da un punto di vista cartografico, emerge chiaramente come prevalgano realtà demografiche di piccole e medie dimensioni. I comuni con oltre 60mila abitanti sono quasi assenti nelle regioni nord orientali, più diffusi lungo le coste romagnole e tra la Puglia centrale e la Sicilia sud-occidentale. I comuni con oltre 20mila abitanti sono pochi e localizzati prevalentemente lungo la via Emilia, la costa settentrionale della Toscana e delle Marche, nella Sardegna meridionale e in Puglia dove tali realtà sono particolarmente diffuse.

Gli Strumenti finanziari sono fondi revolving cofinanziati da Fondi strutturali UE che le Regioni possono decidere di attivare nell’ambito dei Programmi Operativi. Dal punto di vista delle regole di accesso e del circuito finanziario, gli Strumenti finanziari attivano risorse per investimenti territoriali, con la complessa formula del partenariato pubblico-privato.
Nello scorso ciclo di programmazione 2007-2013, il Fondo di sviluppo urbano (FSU) “JESSICA” ha finanziato ai Comuni interventi di rigenerazione urbana e di efficientamento energetico nelle aree urbane. In quell’esperienza, dal lato Comuni, sono emerse alcune difficoltà nell’adottare una programmazione e una conseguente progettazione delle opere pubbliche che fosse coerente con la programmazione degli Strumenti finanziari, sia dal punto di vista dei contenuti che dei cronoprogrammi di attuazione degli interventi. Inoltre sono emerse criticità sui tempi di attivazione del fondo e sulla governance della valutazione ex ante - ossia la valutazione dei fabbisogni dei territori e delle condizioni di contesto - che l’Autorità di Gestione deve effettuare per decidere se istituire un Fondo di Sviluppo Urbano nel proprio PO. In particolare, i tempi di attuazione dei progetti urbani nel nostro Paese si sono rilevati ancora troppo lunghi, rispetto ai cronoprogrammi di attuazione degli interventi cofinanziati dai Fondi strutturali e, a maggior ragione, degli interventi finanziati dai c.d. Fondi di sviluppo urbano.
Nel ciclo 2007-2013 le criticità riscontrate hanno riguardato non solo i tempi lunghi, appunto, per l’inserimento dei Fondi JESSICA nei Programmi Operativi (si è dovuto attendere la metà del ciclo di programmazione) ma in fase attuativa anche l’assenza di una programmazione di medio/lungo periodo, da parte delle Regioni, in grado di dare certezze ai Comuni (potenziali beneficiari) sui criteri di selezione dei progetti da finanziare, con numerosi cambi di procedure, o addirittura modifica delle priorità di investimento del Fondo stesso.
Di questo abbiamo parlato con alcuni esperti nelle interviste realizzate in occasione della presentazione del volume “Strumenti finanziari per gli investimenti pubblici nella Politica di coesione 2014-2020 - Orientamenti all’uso dei fondi per progetti locali generatori di entrate”.
LE INTERVISTE
In particolare abbiamo chiesto a Piero Atella che effetto hanno i tempo dei progetti urbani sui processi di finanziamento con Strumenti finanziari e a Marco Ceritelli quali sono le criticità che i Comuni incontrano nella realizzazione di progetti che sviluppo che richiedono rigenerazione del patrimonio pubblico.
Le interviste fanno emergere come il sistema dei Comuni dovrebbe rafforzare competenze e know-how per fare programmazione e progettazione di qualità in grado di intercettare le risorse di strumenti complessi come, tra gli altri, i Fondi di sviluppo urbano. Al contempo, sarebbe auspicabile che le Autorità di gestione dei POR FESR 2014-2020, accelerassero i tempi per l’eventuale inserimento nei loro PO di FSU e provvedessero a coinvolgere i Comuni già a monte della programmazione degli interventi da finanziare col Fondo. Sotto il profilo dei tempi di attivazione, poiché ad oggi non sono ancora stati istituiti dei FSU nei PO 2014-2020, si rischia di nuovo, come nella programmazione 2007-2013, di avere un periodo ridotto di tempo per poter investire in progetti di qualità le risorse che saranno allocate nei Fondi.
A Gianni Carbonaro è stato chiesto, invece, che ruolo hanno i territori nella valutazione ex ante e dall’intervista emerge che, quanto al coinvolgimento dei Comuni già in fase di programmazione degli interventi (c.d. valutazione ex ante), sarebbe opportuno che gli Strumenti finanziari fossero fortemente mirati alle esigenze del territorio, ponendosi la finalità di colmare gli effettivi gap di mercato esistenti nelle opere e nei servizi pubblici. Ogni area territoriale ha le sue peculiarità e necessità, non solo da un punto di vista quantitativo (dimensione degli investimenti), ma anche e soprattutto da un punto di vista qualitativo (ad es., l’apertura del capitale di rischio non è facilmente accettata in alcune aree).
Le valutazioni ex-ante richieste per l’avvio di Strumenti finanziari nella nuova programmazione dovrebbero andare in questa direzione. Tutto ciò consentirebbe una programmazione degli SF e degli investimenti da finanziare più adeguata al contesto programmatico del territorio e rappresenterebbe un primo passo per il superamento di alcune criticità che, tra le altre, hanno condizionato la velocità e la qualità della spesa che nel ciclo 2007-2013 è stata co-finanziata con i Fondi di Sviluppo Urbano.
Infine l’intervista a Francesco Monaco focalizza l’attenzione sulle attività che IFEL sta svolgendo, insieme ad un gruppo di partner importanti come BEI, Cassa Depositi e Prestiti e altri esperti, a supporto del sistema dei Comuni.
IFEL indice la Procedura ai sensi dell’art. 36 D. Lgs. 50/16 con invito ad offrire per l’affidamento del “servizio di stampa, tipografia, rilegatura e litografia”- CIG 7034499C34 -.
Le domande per la partecipazione alla suddetta procedura dovranno pervenire entro il giorno 20 aprile 2017 alle ore 13:00 presso la sede di IFEL sita in Roma Piazza San Lorenzo in Lucina 26. La documentazione di Gara è disponibile nella sezione Bandi di gara e contratti.
Mercoledì 29 marzo a Milano IFEL partecipa alla presentazione del rapporto di ricerca L’innovazione sociale e i Comuni. Istruzioni per l’uso realizzato, insieme ad Anci e Cittalia, in collaborazione con Agenzia Nazionale Giovani.
La ricerca che verrà presentata è stata realizzata intorno ad una grande domanda: che ruolo hanno, o possono avere, i Comuni nei processi di innovazione sociale?
Innovazione sociale è, di fondo, un nuovo paradigma nel quale cambiano i ruoli tradizionali giocati dagli attori sociali e istituzionali e a fare da collante è la condivisione di un traguardo, di un obiettivo di cambiamento positivo per tutti. Nella ricerca sono state raccolte pratiche di innovazione sociale con l’intento di mostrare come, per il sistema pubblico, siano un’occasione di cambiamento delle risposte ai bisogni e un’opportunità per leggere e analizzare la domanda sociale secondo prospettive che non sono quelle tradizionali. L’innovazione “dal basso” è la capacità di produrre soluzioni efficaci per il trattamento di problemi collettivi; è la cifra del cambiamento in atto nella produzione dei servizi pubblici, nelle forme del lavoro, nei modi di abitare, nella creazione di coesione sociale, nelle strategie quotidiane di cura del benessere individuale e collettivo, nelle pratiche culturali e della mobilità.
Per i Comuni si tratta, in particolare, di passare ad una logica di co-creazione, cedendo potere pur governando i processi, negoziando gli obiettivi di sviluppo e dismettendo procedure per innovare politiche. In questo senso, quando un’amministrazione pubblica cerca di intercettare l’innovazione sociale come opportunità di risposta alle sfide sociali, deve mettere in gioco la possibilità di negoziare gli obiettivi della propria azione.
Di questo ampio tema fanno parte anche le riflessioni in corso sul ruolo della finanza ad impatto sociale (anche IFEL ha aperto una discussione su questo). Perché insieme al ripensamento delle politiche locali per far fronte ai bisogni serve anche un processo di innovazione che investa gli attori e gli strumenti finanziari che supportano questi processi, valorizzandone i risultati e gli effetti prodotti.
Il rapporto di ricerca si chiude con delle Istruzioni per l’uso pensate per i Comuni affinché possano attori rilevanti e significativi nell’ecosistema dell’innovazione sociale.
Prende avvio il 29 marzo alle 9:30 il nuovo MOOC (Massive Open Online Course) organizzato dal Formez dedicato alla programmazione comunitaria 2014-2020. Il corso on line, gratuito e aperto ai dirigenti e funzionari delle PA italiane impegnati nella gestione dei Fondi SIE 2014 – 2020, offre un quadro di insieme del ciclo di programmazione comunitaria 2014-2020, approfondendo il contesto socio economico, normativo, europeo e italiano di riferimento. Il MOOC fornisce anche una panoramica degli strumenti di finanziamento diretto e indiretto, con particolare attenzione alla capacità istituzionale e al ruolo dei PRA (Piani di Rafforzamento Amministrativo).
VIDEO DI PRESENTAZIONE DEL CORSO
Modalità didattica
Il MOOC si svolge nell'arco di 5 settimane per 12 ore di formazione. L'erogazione del corso è interamente on line e prevede la fruizione di unità didattiche in apprendimento autonomo (lezioni multimediali, video lezioni, interviste, test di valutazione (4 ore), la partecipazione a 4 webinar (6 ore) ed esercitazione a distanza sottoposta a peer review (circa 2 ore).
L'iscrizione al MOOC richiede la registrazione su Eventi PA. La registrazione va fatta una volta soltanto, e consente di iscriversi a tutti i corsi Esperi@.
Il termine per le iscrizioni è fissato alle ore 18.00 del 27 marzo 2017. Il 29 marzo giorno di inizio del corso, verrà inviato agli iscritti un messaggio con le istruzioni per accedere alla piattaforma di e-learning.
Programma del corso
Modulo 1 - Il contesto e le strategie
Modulo 2 - I finanziamenti a gestione diretta e concorrente
Modulo 3 - I Fondi Strutturali e di investimento europei (SIE)
Modulo 4 - I Piani di Rafforzamento Amministrativo (PRA)
Per maggiori informazioni è disponibile la pagina dedicata al corso http://eventipa.formez.it/node/92978