Nell'ambito dell'Osservatorio Nazionale RUP, istituito all’interno del Piano Nazionale Formazione Appalti - PNRR Academy, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, IFEL, SNA, ITACA, in collaborazione con ANAC, CONSIP e la Rete degli Osservatori regionali dei contratti pubblici, invitano tutti i RUP a rispondere alla “Indagine RUP 2024”, volta a raccogliere suggerimenti e proposte da parte dei Responsabili Unici del Progetto italiani in merito alla gestione degli appalti e delle concessioni di lavori pubblici, forniture e servizi e all’attuazione degli interventi, anche alla luce delle novità introdotte dal nuovo Codice.
Un’attenzione particolare è dedicata alle principali criticità che vengono riscontrate per ciascuna fase del procedimento e alle competenze possedute e necessarie per lo svolgimento delle proprie attività.
Per partecipare alla rilevazione si può rispondere dal 4 al 2 aprile 2024 al questionario anonimo disponibile a questo link.
I risultati, trattati in forma aggregata, confluiranno nella seconda edizione del rapporto di ricerca “Osservatorio RUP” di cui verrà data ampia diffusione e contribuiranno alla definizione dei percorsi formativi, destinati al personale delle stazioni appaltanti e delle centrali di committenza, erogati dalla PNRR Academy in materia di contratti pubblici, anche in attuazione della strategia professionalizzante.
In caso di problemi o difficoltà nella compilazione del questionario è possibile scrivere ai seguenti indirizzi e-mail specificando sempre il nome del proprio ente di appartenenza:
Presentato il Rapporto Italia Generativa 2023: un blocco generazionale rischia di mettere a repentaglio il futuro dell'Italia
Un lavoro di ricerca che, in una fase di preoccupante arretratezza dell’Italia, intende contribuire al dibattito sulla questione giovanile, mobilitare disponibilità e promuovere convergenze tra le diverse forze del Paese e incoraggiare un cambio di prospettiva e di marcia, perché le nuove generazioni possano desiderare nuovamente di crescere, lavorare, investire, abitare l’Italia. Sono questi gli obiettivi del Rapporto Italia Generativa 2023, presentato oggi a Roma a Palazzo Wedekind con il patrocinio dell’INPS che ha visto il contributo scritto di Marina Elvira Calderone, Ministro del lavoro e delle politiche sociali della Repubblica Italiana.
Il lavoro di ricerca è curato dal Centre for the Anthropology of Religion and Generative Studies (ARC) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore con la collaborazione di IFEL e il sostegno di Fondazione Unipolis ed è promosso da Generatività Sociale.
“Più di classifiche che formalizzano le diversità e la distanza tra i territori, oggi le amministrazioni locali hanno bisogno di Rapporti che mettono insieme. Il Rapporto Italia Generativa 2023 va proprio in questa direzione – ha dichiarato il Direttore Pierciro Galeone - Le dinamiche sociali, demografiche, culturali, ambientali ed economiche sono talmente in evoluzione che l’offerta della pubblica amministrazione deve per forza adeguarsi. Ma non basta mettere più risorse, che oltretutto oggi non ci sono e in futuro saranno ancora meno. Occorre fare un passo avanti come risposta alle sollecitazioni che ci arrivano dalle nostre comunità e dalle conclusioni del Rapporto. Esattamente come è successo in passato in relazione alle grandi riforme che hanno coinvolto i bilanci e i modelli organizzativi. IFEL a supporto di questa ricerca di maggiore sostenibilità ha deciso di sviluppare internamente il progetto IMPATTI. Si tratta di un progetto che si colloca all’interno del tradizionale lavoro svolto della Fondazione IFEL orientato a migliorare la gestione del bilancio da parte degli EELL. Migliore gestione del bilancio non va inteso solo come un ricerca di “equilibrismo” economico ma come una ricerca di armonia, un equilibrio, tra gli asset strategici economico, sociale, ambientale e culturale”.
Il Rapporto Italia Generativa, consultabile nella sua versione integrale qui, è evidenziare le aree di opportunità e di blocco dello sviluppo all’interno della società italiana, lungo le direttrici relazionali di intergenerazionalità, complessità e contribuzione.
L’ultima edizione della ricerca si concentra sulla condizione giovanile in Italia e in Europa e propone una lettura sintetica di alcuni dei principali fenomeni che oggi caratterizzano il percorso verso l’età adulta. Gli esiti dell’ultima edizione della ricerca sono riassunti in un titolo emblematico, che ci restituisce l’immagine di una generazione imprigionata - di una “gabbia (semi)dorata”, appunto.
Via dalla “gabbia (semi)dorata”
I giovani di oggi - se vivono ancora, mediamente, in una condizione di benessere - faticano a raggiungere una vera autonomia di vita che passa necessariamente dalla scuola, dal lavoro, dalla condizione abitativa. In un contesto di bassa crescita, dove a prevalere sono le dinamiche conservative delle generazioni senior, i giovani rischiano di restare sempre più al palo, imprigionati nella rete di una agiatezza ricevuta e non conquistata che qualche volta disinnesca il desiderio e più spesso li relega ai margini dell’economia e della società.
Prigionieri di una “gabbia (semi)dorata”, molti ragazzi rischiano di perdere la spinta creativa e l’energia motivazionale, adagiandosi su una prospettiva del “giorno per giorno” di brevissimo termine e di basso profilo (benché non privo dei suoi piccoli piaceri e di micro sicurezze) che diventa strategia di vita.
Per molti l’unica alternativa sembra quella di lasciare il Paese alla ricerca di possibilità che non riescono a trovare in Italia. Un adattamento negativo per loro e per l’intero Paese.
Le aree tematiche e il quadro complessivo
Assumendo il punto di vista dei giovani italiani, il Rapporto Italia Generativa 2023 individua 5 aree tematiche decisive nel passaggio all’adultità: l’educazione e la formazione; l’ingresso nel mondo del lavoro; l’accesso all’autonomia abitativa; il benessere; la fiducia e la partecipazione.
Il quadro complessivo restituisce un pesante e trasversale ritardo del nostro Paese. Sono molteplici le condizioni di penalità che i giovani italiani si trovano ad affrontare rispetto a molti dei loro coetanei europei, praticamente in tutte le transizioni analizzate.
Dall’analisi, emerge, inoltre, un preoccupante squilibrio generazionale – di cui beneficiano le coorti più anziane del nostro Paese a discapito delle più giovani - che aggrava ulteriormente le prospettive di sviluppo tanto a livello personale che collettivo dei giovani cittadini italiani.
Nel contesto di grandi transizioni planetarie – da quella ecologico-energetica a quella digitale, e nell’ottica delle grandi trasformazioni che stanno impattando sempre più significativamente sul nostro Paese (si pensi ai cambiamenti demografici e ai processi migratori, ad esempio), è evidente la necessità di un’azione integrale e strutturale che può porsi unicamente nella prospettiva di un grande Patto generazionale.
È questa la priorità che dovrebbe essere assunta come obiettivo unitario dalle diverse forze del Paese e che dovrebbe informare ogni iniziativa ed azione di policy nel prossimo futuro.
A questo riguardo, il Rapporto prova a suggerire possibili direzioni di lavoro che vanno anzitutto nella direzione di garantire nuova rilevanza sociale, economica, culturale, politica alle nuove generazioni, allargandone gli spazi della partecipazione e aumentandone concretamente il peso, anche a livello decisionale; non secondariamente, verso un convinto riorientamento degli investimenti pubblici e delle risorse private sulle nuove generazioni e su tutte le aree che ne supportano la crescita e il pieno sviluppo.
Il modello di analisi generativo
La Generatività Sociale offre una prospettiva inedita nel leggere l’economia e la società, le loro relazioni e i loro sviluppi.
Insistendo sulla necessità di adottare uno sguardo più largo, integrato e prospettico sulla realtà, essa permette di recuperare la dimensione processuale e intertemporale e di assumere una visione non lineare, cioè complessa della vita, affrontando i nodi che bloccano il dinamismo e l’iniziativa dei diversi attori sociali evitando, così, approcci settoriali e a breve termine.
A livello di metodo il Rapporto, nell’indicare alcune policy europee selezionate sulla base dello loro esemplarità generativa, desidera suggerire anche una via per ideare, progettare, realizzare e valutare le policy: rispetto agli obiettivi, è necessario investire su processi contributivi che siano effettivamente trasformativi nel tempo e generatori di multiforme valore, nel quadro di una visione di lungo periodo per il Paese.
PROGRAMMA
Nella Nota IFEL del 2 novembre 2021, avente ad oggetto “I termini di notifica degli atti di accertamento esecutivi e delle ingiunzioni fiscali alla luce della sospensione dei termini disposta dal dl n. 18 del 2020” è riportata una tabella relative ai termini di decadenza degli atti di accertamento per omesso/parziale versamento e per infedele/omessa dichiarazione, calcolati con la proroga di 85 giorni prevista dall’art. 67, dl 18/2000, pari al periodo di sospensione dell’attività di accertamento disposta per effetto della pandemia tra l’8 marzo e il 31 maggio 2020.
Nella tabella, con riferimento ai termini prorogati in scadenza nel 2024, è stata riportata per errore la data del 26 marzo 2024, che non tiene conto che l’anno 2024 è bisestile. Pertanto, come indicato nella tabella di seguito, il termine di decadenza corretto è il 25 marzo 2024.
Il 20 marzo alle ore 15:00 si terrà la presentazione del volume “Riprendiamoci la città - Manuale d’uso per la gestione della rigenerazione urbana” presso Palazzo Baldassini sede dell’Istituto Luigi Sturzo in Via delle Coppelle 35 a Roma, nella cornice della Sala Perin del Vaga.
Il volume è stato realizzato da IFEL con la supervisione di Paolo Urbani, presente al pomeriggio di lavori. Per il programma completo leggi qui.
Il volume nasce con due obiettivi principali. Il primo, fornire alla platea degli attori che sono convolti e governo delle città, un’analisi dei temi più attuali che coinvolgono la vivibilità e competitività delle aree urbane nello sviluppo economico e sociale dei propri territori. Il secondo, indicare lo strumentario politico, amministrativo e giuridico che permetta una nuova visione del rapporto tra funzione di governo delle amministrazioni locali e cura degli interessi della collettività rappresentata. Una vera e propria guida ai cambiamenti avvenuti nell’attività di pianificazione urbanistica con l’orizzonte del buongoverno della città pubblica attraverso la ricerca di un assetto ordinato dei diversi interessi, a volte convergenti altre volte in conflitto, sull’uso dello spazio urbano.
Il volume è disponibile per il download a questo link.