Ultimo aggiornamento 15.07.2026 - 14:46

IIl Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha segnato una discontinuità storica per la nostra Pubblica Amministrazione, stanziando risorse senza precedenti che hanno finalmente invertito la rotta: il personale cresce, la qualificazione aumenta e l’età media scende. Ma cosa resterà davvero di questa stagione una volta conclusa la sua parabola? 

Dall'iniziativa di GenerazionePA, il network italiano dei dottorandi in Pubblica Amministrazione, il 22 giugno, presso il Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano, si cercherà di dare risposte a questa domanda cruciale. Insieme ai relatori e alle relatrici Deborah Agostino, Marzia Mortati, Walter Tortorella, Cristina Alessi, Nicola Lupo e Carlo Altomonte, si metteranno a confronto prospettive disciplinari e professionali diverse per capire se il PNRR ha davvero cambiato la PA, quali trasformazioni culturali ha innescato e quali modelli di governance serviranno in futuro. L'obiettivo? Capire come trasformare gli impulsi di oggi in cambiamenti strutturali e duraturi, capaci di migliorare l'efficienza e la qualità dei servizi ai cittadini.

Due le sessioni previste:

Dalle 11:00 alle 12:00
Il PNRR ha cambiato le amministrazioni pubbliche?

Intervengono:
Prof.ssa Deborah AGOSTINO, Docente di Management (Politecnico di Milano)
Prof.ssa Marzia MORTATI, Docente di Service Design (Politecnico di Milano)
Dott. Walter TORTORELLA, Capo dipartimento Economia Locale e Direttore Scuola IFEL

Dalle 12:00 alle 13:00
Oltre l’emergenza: verso un nuovo modello di governance pubblica

Intervengono:
Prof.ssa Cristina ALESSI, Docente di Diritto del Lavoro (Università di Brescia)
Prof. Carlo ALTOMONTE, Docente di Economics e Direttore del PNRR Lab (Università Bocconi)
Prof. Nicola LUPO, Docente di Diritto Pubblico (LUISS)

Nel pomeriggio, spazio alle nuove generazioni della Ricerca, con una poster session multidisciplinare dedicata a PhD Student ed Early Career Researcher.

Generazione PA nasce proprio per questo: creare connessioni tra chi studia, progetta e costruisce ogni giorno le amministrazioni pubbliche di domani.
Per iscriversi è necessario compilare il form dedicato.

Maggiori informazioni sulla pagina linkedin del Network. 

Il programma della giornata è disponibile in allegato.
Pubblicato in: Notizie

Con un emendamento approvato dalla Commissione finanze del Senato al ddl di conversione del decreto legge n.63/2026, cd. “dl Carburanti ter”, è stata disposta la proroga al 31 luglio dei termini per l’adesione alla “rottamazione quinquies da parte di tutti gli enti territoriali. Slittano anche le successive scadenze operative per AdE-R e per i debitori interessati. Si riporta di seguito il nuovo testo della legge di estensione agli enti territoriali della “rottamazione quinquies” con tutte le scadenze aggiornate.

La proroga riguarda la definizione agevolata prevista dal dl 38/2026, convertito lo scorso 22 maggio (legge 88/2026), per i debiti tributari e non tributari risultanti dai carichi affidati dalle Regioni e dagli enti locali, compresi i Comuni, all’Agenzia delle entrate-Riscossione nel periodo 1° gennaio 2000 - 31 dicembre 2023. Restano esclusi i debiti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti.

Per i Comuni, la modifica principale riguarda il termine per l’adozione e la comunicazione del provvedimento consiliare con cui l’ente decide di applicare la rottamazione quinquies alle proprie entrate. Il termine, inizialmente fissato al 30 giugno 2026, è prorogato al 31 luglio 2026. Come ampiamente osservato dall’Anci e da IFEL nelle scorse settimane, il termine del 30 giugno risultava troppo ravvicinato per la generalità degli enti e proibitivo per i numerosi Comuni coinvolti nelle tornate elettorali locali di maggio e giugno.

Entro il nuovo termine del 31 luglio, il Comune deve avere pubblicato il provvedimento sul proprio sito internet istituzionale e deve averlo comunicato all’agente della riscossione, secondo le modalità rese disponibili da quest’ultimo. L’efficacia del provvedimento continua a decorrere dalla pubblicazione sul sito istituzionale dell’ente. Resta ferma la trasmissione al Ministero dell’economia e delle finanze - Dipartimento delle finanze entro il 30 settembre 2026, ai soli fini statistici.

La proroga produce effetti anche sulle attività dell’Agenzia delle entrate-Riscossione. I dati necessari a individuare i carichi definibili saranno resi disponibili ai debitori nell’area riservata del sito istituzionale dell’agente della riscossione a decorrere dal 15 ottobre 2026, e non più dal 15 settembre 2026.

Cambia anche il periodo entro il quale i debitori potranno presentare la dichiarazione di adesione. La finestra temporale viene spostata dal periodo 16 settembre-31 ottobre 2026 al periodo 16 ottobre-15 dicembre 2026. Entro il 15 dicembre 2026 sarà possibile anche integrare la dichiarazione già presentata.

È prorogato inoltre il termine per il pagamento delle somme dovute. Il pagamento potrà essere effettuato in unica soluzione entro il 31 marzo 2027, oppure in un massimo di cinquantaquattro rate bimestrali di pari importo. In caso di rateizzazione, le prime cinque rate scadranno il 31 marzo, il 31 maggio, il 31 luglio, il 30 settembre e il 30 novembre 2027. Le rate dalla sesta alla cinquantaquattresima scadranno il 31 gennaio, il 31 marzo, il 31 maggio, il 31 luglio, il 30 settembre e il 30 novembre di ciascun anno a decorrere dal 2028

In caso di pagamento rateale, gli interessi al tasso del 3 per cento annuo decorreranno dal 1° aprile 2027.

Slitta anche il termine entro cui l’agente della riscossione deve comunicare ai debitori l’ammontare complessivo delle somme dovute ai fini della definizione, l’importo delle singole rate e le relative scadenze. La comunicazione dovrà essere inviata entro il 28 febbraio 2027, anziché entro il 31 dicembre 2026.
La proroga interviene quindi sui principali termini operativi della procedura, ma non modifica l’impianto della disciplina, già analizzato con la nota Ifel del 18 maggio 2026 “L’adesione alla rottamazione quinquies. Restano ferme, salvo le nuove scadenze, le condizioni previste per l’accesso alla definizione agevolata e i limiti già stabiliti per i carichi degli enti territoriali.

Per i Comuni interessati, la nuova scadenza del 31 luglio 2026 rappresenta il termine operativo essenziale entro cui completare l’iter del provvedimento di adesione, pubblicarlo sul sito istituzionale e trasmetterlo all’agente della riscossione.

Decreto-legge 27 marzo 2026, n.38, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2026, n.88.
Art. 10-quinquies. Estensione della procedura di accesso e gestione della definizione agevolata di cui all'articolo 1, commi da 82 a 101, della legge 30 dicembre 2025, n. 199, ai carichi degli enti territoriali. (Modifiche approvate in evidenza)

1) Le disposizioni dell'articolo 1, commi da 82 a 101, della legge 30 dicembre 2025, n. 199, si applicano, con le seguenti deroghe, a tutti i debiti, tributari e non, con esclusione di quelli derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti, risultanti dai carichi affidati, dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023, agli agenti della riscossione dalle regioni e dagli enti locali che, nell'esercizio della propria e autonoma potestà impositiva, ne abbiano previsto, con le forme prescritte dalla legislazione vigente per l'adozione dei propri atti, l'applicazione alle proprie entrate:

a) a decorrere dal 15 ottobre 2026, l'agente della riscossione rende disponibili ai debitori, nell'area riservata del proprio sito internet istituzionale, i dati necessari a individuare i carichi definibili;

b) il debitore rende tra il 16 ottobre 2026 e il 15 dicembre 2026 la dichiarazione di cui all’articolo 1, comma 86, della legge n. 199 del 2025, con le modalità, esclusivamente telematiche, che lo stesso agente pubblica nel proprio sito internet istituzionale entro il 15 ottobre 2026. Tale dichiarazione può essere integrata entro la data del 15 dicembre 2026;

c) il pagamento delle somme dovute per la definizione è effettuato in unica soluzione entro il 31 marzo 2027 o nel numero massimo di cinquantaquattro rate bimestrali, di pari ammontare, con scadenza, rispettivamente, le prime cinque il 31 marzo, il 31 maggio, il 31 luglio, il 30 settembre e il 30 novembre dell’anno 2027 e quelle dalla sesta alla cinquantaquattresima il 31 gennaio, il 31 marzo, il 31 maggio, il 31 luglio, il 30 settembre e il 30 novembre di ciascun anno a decorrere dal 2028. In caso di pagamento rateale, si applicano gli interessi al tasso del 3 per cento annuo a decorrere dal primo aprile 2027.

d) l'agente della riscossione invia la comunicazione di cui all'articolo 1, comma 92, della legge n. 199 del 2025 entro il 28 febbraio 2027;

e) gli effetti di cui all'articolo 1, comma 94, lettera a), della legge n. 199 del 2025, si determinano alla data del 31 marzo 2027;

f) per le sanzioni amministrative, comprese quelle per violazioni del codice della strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, diverse da quelle irrogate per violazioni tributarie, le disposizioni del presente articolo si applicano limitatamente agli interessi, comunque denominati, compresi quelli di cui all'articolo 27, sesto comma, della legge 24 novembre 1981, n. 689, e quelli di cui all'articolo 30 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, e alle somme maturate a titolo di aggio ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 13 aprile 1999, n. 112.

2. I provvedimenti adottati dagli enti creditori ai sensi del comma 1 sono pubblicati nel sito internet istituzionale degli stessi enti e comunicati, entro il 31 luglio 2026, all'agente della riscossione con le modalità che lo stesso agente rende disponibili nel proprio sito internet istituzionale entro il 15 giugno 2026. I provvedimenti degli enti locali, in deroga all'articolo 13, commi 15, 15-ter, 15-quater e 15-quinquies, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, all'articolo 1, comma 3, del decreto legislativo 28 settembre 1998, n. 360, all'articolo 14, comma 8, del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, e all'articolo 1, comma 767, della legge 27 dicembre 2019, n. 160, acquistano efficacia con la pubblicazione nel sito internet istituzionale dell'ente creditore e sono trasmessi al Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento delle finanze, entro il 30 settembre 2026, ai soli fini statistici.

Pubblicato in: Ifel Informa
Il volume “Intelligenza artificiale nei Comuni italiani. Competenze, governance, territori" presenta i risultati del progetto AI-PACT (Artificial Intelligence for Public…
Pubblicato in: Pubblicazioni e documenti

Quali sono le condizioni che consentono ai Comuni di adottare l'intelligenza artificiale in modo efficace, responsabile e sostenibile? Quali competenze servono agli enti locali? E quali modelli organizzativi possono accompagnare la trasformazione digitale delle amministrazioni?

A queste domande risponde il volume “Intelligenza artificiale nei Comuni italiani. Competenze, governance, territori. La roadmap di IFEL nel progetto AIPACT”, che raccoglie i risultati dell'esperienza sviluppata da IFEL nell'ambito del progetto AIPACT (Artificial Intelligence for Public Administration Connected), promosso all'interno della rete degli European Digital Innovation Hubs.

La pubblicazione restituisce un quadro articolato dello stato di diffusione dell'intelligenza artificiale nei Comuni italiani e delle principali sfide che gli enti locali si trovano ad affrontare. Il progetto ha coinvolto oltre 300 Comuni attraverso attività di assessment della maturità digitale, ricerca, formazione, laboratori territoriali e sperimentazioni applicative realizzate in Toscana, Liguria, Bergamo e Roma. Tra i risultati più significativi emerge l'indagine nazionale condotta da IFEL, che ha raccolto 664 questionari compilati da dirigenti e funzionari comunali.

La ricerca evidenzia un crescente interesse verso l'intelligenza artificiale, ma anche una distanza ancora marcata tra l'utilizzo individuale degli strumenti e la loro integrazione nei processi amministrativi. Se infatti oltre il 40% dei rispondenti dichiara di utilizzare strumenti di AI generativa nella propria attività quotidiana, solo il 14,5% ne segnala un impiego strutturato all'interno dell'ente. Un fenomeno che il volume definisce come “shadow AI”, ossia l'adozione spontanea di strumenti innovativi da parte del personale, spesso in assenza di linee guida e modelli di governance condivisi.

L'analisi mette inoltre in luce come i principali ostacoli all'adozione dell'AI non siano esclusivamente tecnologici. A pesare sono soprattutto la carenza di competenze specialistiche, le incertezze normative, la qualità dei dati disponibili e la necessità di rafforzare capacità organizzative e leadership del cambiamento. Allo stesso tempo emerge una forte domanda di formazione pratica, orientata alla sperimentazione e alla costruzione di casi d'uso concreti.

Il volume approfondisce anche alcune esperienze territoriali particolarmente significative. In Toscana, il percorso promosso con il supporto di Anci Toscana ha coinvolto 85 Comuni in un programma di formazione-azione che ha consentito ai partecipanti di sviluppare progetti e piani di adozione dell'AI applicabili ai propri contesti amministrativi. A Roma Capitale, la sperimentazione “AI-Visto” ha esplorato l'impiego dell'intelligenza artificiale per supportare i controlli amministrativo-contabili sui progetti PNRR e Giubileo. A Bergamo, invece, il lavoro si è concentrato sulla definizione di una roadmap strategica per la governance dell'AI, mentre l'esperienza della Città Metropolitana di Genova ha evidenziato il ruolo degli enti intermedi nel favorire la diffusione delle competenze e la collaborazione tra amministrazioni.

Dalle attività sviluppate nell'ambito di AIPACT emerge una indicazione chiara: l'intelligenza artificiale può rappresentare un'importante opportunità per migliorare l'efficienza amministrativa e la qualità dei servizi pubblici, ma il suo successo dipende dalla capacità degli enti di dotarsi di competenze adeguate, modelli di governance, regole e percorsi di accompagnamento in grado di trasformare la sperimentazione in innovazione stabile e diffusa.

Scarica il volume qui.

Pubblicato in: Ifel Informa

Nei prossimi 7 anni a rischio 145 mila uscite. Il Direttore Galeone spiega le principali cause secondo l’indagine condotta dalla Fondazione.

Secondo l’ultimo Rapporto sul personale della Fondazione, nonostante siano riprese le assunzioni, il nodo critico resta l’attrattività del lavoro nelle amministrazioni comunali. Nonostante dal 2019 sia ripreso il reclutamento, il personale comunale rimane ad un livello di unità insufficiente: dal 2007 è sceso, infatti, del 28,4%, fenomeno riconducibile a un processo graduale e costante di ridimensionamento degli organici comunali. Il dato relativo al turnover positivo dell’ultimo biennio non basta ad allontanare il sospetto di una bassa attrattività del comparto comunale che è confermata dal trend delle unità di personale cessato per cause diverse dal pensionamento. Nel periodo 2017-2024 si sono dimessi dai comuni per cause diverse dal pensionamento circa 82mila persone, il 26% dell’attuale personale comunale in servizio a tempo indeterminato. La bassa attrattività del comparto è determinata principalmente da retribuzioni modeste.

IFEL ha condotto un’indagine attraverso la somministrazione di un questionario al personale comunale. Quali sono i motivi che hanno condotto alla scelta di entrare a lavorare in comune? Quali le cause che porterebbero ad un'eventuale scelta di lasciare il comune?

Negli articoli di questo episodio il Direttore Pierciro Galeone ci spiega quali sono i risultati dell’indagine condotta da IFEL.

 

Leggi gli articoli del 12 giugno 2026 in allegato

Per approfondire Il personale dei Comuni italiani - Edizione 2026

Pubblicato in: Ifel Informa

Documenti e Pubblicazioni

Ricerca Titolo

Categoria

Area tematica

Tipo di Documento

Anno

Focus

Avviso materiali didattici

Dal 1 marzo 2023 la sezione materiali non è più aggiornata con i materiali didattici relativi ai percorsi formativi.Tali contenuti sono disponibili:

- all'interno della piattaforma della Scuola IFEL, organizzati in corsi gratuiti aperti a tutti accessibili previa iscrizione
- in libera fruizione sul canale YouTube della Scuola IFEL
- in libera fruizione sui singoli siti di progetto, quando previsti.

Progetti

Podcast - Gazzetta IFEL


Webinar
e-Learning

In presenza

Seminari