È disponibile il Rapporto IFEL “Ricomporre visioni di città. Uno sguardo retrospettivo sulle politiche urbane per le città medie e metropolitane – Edizione 2026”, nuovo volume della collana Trasformazioni Urbane, realizzato in collaborazione con l'Associazione Mecenate ‘90.
Il Rapporto analizza l’evoluzione delle politiche urbane negli ultimi quindici anni, osservando il rapporto tra programmazione europea, politiche nazionali, PNRR e capacità dei Comuni di tradurre risorse e strumenti in progetti coerenti di città.
Dopo i casi di Andria, Bari, Brescia, Crotone, Cuneo, Empoli, Firenze, Livorno, Messina, Novara, Perugia, Pistoia, Savona, Taranto, Trieste esaminati nel Rapporto 2025, al centro della nuova indagine vi sono nove esperienze urbane: Bologna, Parma, Modena, Firenze, Livorno, Pistoia, Napoli, Benevento e Salerno.
Dall’analisi emerge un tema chiave: i Comuni sono il luogo in cui politiche diverse si intrecciano e vengono ricomposte, ma questa centralità non sempre è accompagnata da strumenti, competenze e capacità adeguate. Il Rapporto propone quindi una riflessione sulla necessità di una Agenda urbana multilivello, capace di connettere strategie locali, obiettivi nazionali ed europei, risorse e bisogni dei territori.
Guardando ai prossimi anni, il Rapporto invita a leggere le politiche urbane non come un semplice insieme di programmi, bandi e finanziamenti, ma come uno spazio di decisione pubblica in cui si misurano visioni, priorità e trade-off destinati a incidere profondamente sul futuro delle città. Le scelte che saranno assunte non saranno neutrali: riguarderanno il modo in cui le amministrazioni sapranno tenere insieme tempi di attuazione e orizzonti di lungo periodo, integrazione degli interventi e frammentazione degli strumenti, capacità amministrativa e nuove responsabilità locali, uso della conoscenza e qualità democratica delle decisioni.
È dentro questi spazi di tensione e di scelta che si giocherà una parte rilevante del futuro delle politiche urbane. E proprio per questo, ricomporre visioni di città significa interrogarsi non solo su ciò che è stato fatto, ma su quale direzione dare alle trasformazioni che verranno.
Leggi e scarica il Rapporto completo.
Leggi l’anteprima di DIAC in allegato.
Il Presidente IFEL Alessandro Canelli: ”I Leps partano dai bisogni effettivi e non dalle risorse date”.
In media gli italiani vivono circa 25 anni con limitazioni, patologie croniche e disabilità. E’ quanto emerge daIla quarta edizione del volume “Salute e territorio. I servizi sociosanitari dei Comuni italiani”, rapporto realizzato da IFEL con la collaborazione di Federsanità e presentato in questi giorni con svariati appuntamenti sui territori. Secondo lo studio la spesa sociale in Italia, al netto delle pensioni, ammonta a poco più di 112,8 miliardi di euro, mentre quella socio-sanitaria raggiunge i 47,3 mld.
“Il rischio dei Leps - commenta il Presidente di IFEL Alessandro Canelli - è che questi siano fissati partendo dalle risorse date e non dai bisogni effettivi. Su questo si vedano le proposte Anci presentate qualche giorno fa. La tenuta del sistema nazionale richiede un riassetto della spesa non solo rispetto alle prestazioni ma anche nelle articolazioni della spesa stessa per livelli di governo e soprattutto negli spazi di innovazione e monitoraggio-valutazione dei risultati e degli impatti”.
Per approfondire: Salute e territorio. I servizi sociosanitari dei comuni italiani - Rapporto 2026.
Leggi gli articoli del 26 giugno 2026 in allegato