Ultimo aggiornamento 27.02.2026 - 20:25
Amministratore IFEL2

Amministratore IFEL2

L’Italia ha un immenso patrimonio culturale, ma esiste, senza dubbio, una difficoltà progettuale degli enti “proprietari” a coniugare cultura e sviluppo integrato del territorio, con ricadute negative anche sull’abilità di attrarre capitali privati e avviare fruttuose esperienze di partenariato pubblico-privato; oltre all’inadeguatezza delle amministrazioni di utilizzare i fondi comunitari. Lo studio, realizzato da Federculture e IFEL, evidenzia la necessità di riqualificare la capacità  d’intervento delle amministrazioni pubbliche nei processi di sviluppo locale centrati sulla cultura e affermare un nuovo modo di pensare “la progettualità integrata e partecipata”. A questo fine, si propone l’istituzione di un Fondo per la progettualità culturale, come strumento finanziario di supporto agli Enti Locali per facilitare la concertazione inter-istituzionale e favorire l’investimento dei privati.

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Le norme previste nella legge di stabilità per il 2014 all’articolo 16 hanno rappresentato l’atto finale di un travaglio normativo che ha riguardato l’utilizzo dei contratti derivati da parte degli enti pubblici e che ha occupato tutto il primo decennio del secolo. In estrema sintesi, la posizione finale assunta dalla politica può essere riassunta nel concetto che gli enti possono solo acquistare dalle banche garanzie contro il rialzo dei tassi. Ma a fianco di questo principio, che è assolutamente condivisibile, la norma lascia una vasta zona d’ombra, che da un lato riguarda la gestione del debito corrente delle amministrazioni pubbliche, e dall’altro espone gli enti pubblici a rischi per la sistemazione di situazioni pregresse di utilizzo dei contratti derivati. Scopo di questo studio è ripercorrere l’esperienza dell’utilizzo dei contratti derivati da parte degli enti pubblici, e sulla base di questa sollevare gli elementi di criticità che la normativa attuale pone alla gestione del loro debito e nella sistemazione di posizioni in derivati esistenti.

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Pur non connotandosi come un’esposizione esaustiva dei numeri della finanza locale, questo lavoro, costruito su dati di fonti diverse (certificati consuntivi, ISTAT, dati gestionali del Ministero dell’Economia e delle Finanze e del Ministero
dell’Interno) offre un quadro di sintesi utile per focalizzare ed interpretare i principali aspetti che contrassegnano
l’evoluzione strutturale, in atto, nel campo della finanza comunale.

 

Le partecipazioni di pubbliche amministrazioni al capitale di società è un fenomeno consolidato, ma dai contorni non ben definiti. Le società partecipate sono al centro dell’attenzione del Legislatore. Il trasferimento di funzioni all’esterno ha dato luogo a un complesso passaggio della produzione di servizi dalla sfera pubblica a soggetti distinti. Il volume analizza, in particolare, le crescenti limitazioni all’autonomia degli Enti Locali in materia di organizzazione e partecipazione in enti; e gli effetti prodotti dalla partecipazione pubblica sugli assetti finanziari e di gestione del personale dei due soggetti (ente locale e società da questo partecipata) in una relazione “circolare”, che non manca di produrre effetti incoerenti e contraddittori.

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È la guida, annuale, per la predisposizione dei bilanci 2013. Il volume, rivolto agli operatori finanziari dei Comuni, agli studiosi e agli amministratori, si pone in continuità con i precedenti dedicati all’approfondimento delle novità normative, che di anno in anno intervengono sui temi della finanza locale. In particolare, con l’entrata in vigore il I° gennaio della nuova disciplina della tassazione del ciclo integrato dei rifiuti, TARES, IFEL ha elaborato studi e  approfondimenti con lo scopo di dare ai Comuni utili informazioni sul nuovo sistema di riscossione.

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