Le casse dei Comuni stanno raschiando il fondo del barile. È arrivata una boccata d'ossigeno dall'acconto Imu, ma restano i dubbi sulle interpretazioni che circolano in relazione ai limiti massimi delle anticipazioni di tesoreria: il Dl 35/13, convertito in legge, lo ha elevato ai 5/12; il Dl 54/13, non ancora convertito, lo incrementa ulteriormente per un ammontare pari al mancato gettito dell'Imu sospesa e rinviata, al momento, al 16 settembre. Il Viminale si impegna a rimborsare «gli oneri per interessi a carico dei Comuni per l'attivazione delle maggiori anticipazioni».
Nel braccio di ferro su come riscrivere le regole per l'Imu sulla prima casa, per il momento solo sospesa, spunta l'ipotesi del compromesso. E cioè l'idea di esentare dal pagamento della nuova tassa non chi ha un reddito basso, anche perché di mezzo ci sarebbe sempre il problema dell'evasione fiscale. E nemmeno chi ha una casa non di pregio, visto che i valori del catasto sono molto spesso lontani da quelli reali. No, fuori dalla nuova Imu potrebbe restare chi rimane al di sotto di un certa soglia nel calcolo del nuovo Isee, l'indicatore della situazione economica equivalente, il cosiddetto «riccometro», usato già oggi per decidere chi ha accesso ad una serie di servizi, come gli asili nido o le borse di studio.
Il rebus dell'Imu sarà sciolto quando gli italiani, crisi permettendo, saranno sotto l'ombrellone. Ad assicurarlo o forse ad augurarselo è stato ieri il ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni che ha precisato che «la questione Imu è stata lungamente dibattuta e se riusciamo a risolverla prima di Ferragosto saranno contenti tutti quanti, me per primo».
Non solo una palestra ospitata in casa, come l'ormai ex ministro Josefa Idem. Ma anche una stalla nel salone, per evitare pagare quanto dovuto sulla propria villa. Il dibattito sull'Imu in Italia dovrebbe arricchirsi di un paio di nuove domande: non più soltanto quando si paga, ma anche chi la paga e quanto? Dalle indagini compiute dall'Agenzia delle Entratee dalla Guardia di Finanza emerge un dato abbastanza allarmante: un contribuente su quattro nel 2012 ha fatto il furbo. Sono circa dieci milioni di persone.
L'Imu è nel programma di governo, così com'era non la troveremo più. L'impegno è a toglierla sulla prima casa, così com'era concepita». Da Ballarò il premier Enrico Letta ribadisce ancora una volta le intenzioni del governo di rivedere la tassazione sugli immobili, e lo stesso fa anche il ministro all'Economia, Fabrizio Saccomanni: «Nella cabina di regia domani e la prossima settimana troveremo su Iva e Imu le soluzioni migliori per il Paese».