Troppe incertezze pesano sui bilanci dei Comuni italiani. E il governo deve fare presto a risolvere in particolare il nodo dell'Imu, la cui cancellazione totale (per le prime case e sembra - per i capannoni e gli edifici industriali) è stata appena confermata per l'autunno dal ministro Flavio Zanonato. Ma è al titolare dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, e al collega dell'Interno, Angelino Alfano, che si è rivolto ieri il presidente Anci Piero Fassino.
Dal vertice tecnico di ieri tra maggioranza e governo, nonostante sia stato un incontro ancora interlocutorio, è emersa l'ipotesi di assoggettare all'imposta solo le prime case che superano i 10 vani, almeno 150 metri quadrati. Nel mirino del governo ci sarebbero inoltre gli immobili dei centri storici, spesso costosissimi, accatastati come popolari e le ville classificate come rustici e case rurali, ma ristrutturate di tutto punto. Intanto, il Tesoro ha sbloccato 15,6 miliardi per pagare i debiti dello Stato alle imprese.
Il lastrico solare non si può considerare ai fini Imu come un'area edificabile. Queste le conclusioni cui sono giunti i tecnici del Ministero dell'economia e delle finanze (Mef) nella risoluzione n. 8/Df del 22 luglio 2013, analizzando una problematica che era già stata affrontata dai comuni ai tempi in cui era in vigore l'Ici con risultati puntualmente sconfessati dalla Corte di cassazione.
Trovare un'intesa all'inizio di agosto. E arrivare alla stesura della riforma subito dopo la pausa estiva. La tabella di marcia per giungere al riassetto della tassazione sugli immobili superando (o rimodulando) l'Imu è stata di fatto tracciata ieri nella riunione tecnica della cabina di regia che si è svolta a via XX settembre.
Non c'è ancora nessuna chiarezza sulla sorte dell'Imu. Sulla base degli incassi effettuati lo scorso anno è però possibile fare qualche considerazione sui vari scenari che si prefigurano.