Tutte le ipotesi saranno passate in rassegna, ma è del tutto improbabile che dal vertice di maggioranza in programma per oggi esca una soluzione definitiva sull'Imu. Con l'approvazione definitiva da parte del Senato è stato appena convertito in legge il decreto che sospendeva la prima rata in pagamento a giugno; ora governo e partiti dovranno tentare di delineare lo scenario futuro, che per quanto riguarda il prelievo sugli immobili potrebbe prevedere a questo punto un assetto provvisorio per l'anno in corso e poi una riforma più organica da applicare a partire dal 2014.
Un vero e proprio dossier sull'Imu con un dettagliato ventaglio di proposte di riforma e di ipotesi per reperire le risorse necessarie. È quello che presenterà questa mattina al tavolo della cabina di regia il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, insieme a una nuova opzione di copertura per l'Iva da oltre 1 miliardo (più di 2 su base annua) per lo stop all'aumento, imperniata su tagli semi-lineari da concordare con i singoli ministeri.
Su Imu e Iva avanti tutta. Con i rinvii. Lasciate fuori dalla porta le tensioni sul caso Ablyazov il vertice di maggioranza a Palazzo Chigi ieri ha messo pace tra i partiti, per una volta uniti nel decidere che dopo le vacanze estive non dovremo pagare l'acconto Imu a settembre sulla prima casa e nemmeno temere l'aumento dell'Iva ad ottobre.
Iacp (Istituti autonomi case popolari), Ater (Aziende territoriali edilizia residenziale) e cooperative di edilizia residenziale pubblica non hanno diritto al trattamento agevolato che la legge ha riservato per l'Imu agli immobili adibiti a abitazione principale.
Enrico Letta sottolinea «l'unità d'intenti e il forte sostegno politico», Fabrizio Saccomanni l'«apertura e la collaborazione». I nodi dell'Imu e dell'Iva restano ancora lì sul tavolo, tutti da sciogliere, ma quanto meno il Pd e il Pdl, hanno deposto le armi, rinunciato ai proclami e, da ieri, dopo la riunione dei capigruppo parlamentari con il governo a Palazzo Chigi, hanno cominciato a lavorare insieme sulle soluzioni concrete. Ed un primo risultato, il rinvio degli aumenti Iva almeno a fine anno, è già all'orizzonte.