Ultimo aggiornamento 02.09.2026 - 8:05
Mariangela Parenti

Mariangela Parenti

Quali sono le condizioni che consentono ai Comuni di adottare l'intelligenza artificiale in modo efficace, responsabile e sostenibile? Quali competenze servono agli enti locali? E quali modelli organizzativi possono accompagnare la trasformazione digitale delle amministrazioni?

A queste domande risponde il volume “Intelligenza artificiale nei Comuni italiani. Competenze, governance, territori. La roadmap di IFEL nel progetto AIPACT”, che raccoglie i risultati dell'esperienza sviluppata da IFEL nell'ambito del progetto AIPACT (Artificial Intelligence for Public Administration Connected), promosso all'interno della rete degli European Digital Innovation Hubs.

La pubblicazione restituisce un quadro articolato dello stato di diffusione dell'intelligenza artificiale nei Comuni italiani e delle principali sfide che gli enti locali si trovano ad affrontare. Il progetto ha coinvolto oltre 300 Comuni attraverso attività di assessment della maturità digitale, ricerca, formazione, laboratori territoriali e sperimentazioni applicative realizzate in Toscana, Liguria, Bergamo e Roma. Tra i risultati più significativi emerge l'indagine nazionale condotta da IFEL, che ha raccolto 664 questionari compilati da dirigenti e funzionari comunali.

La ricerca evidenzia un crescente interesse verso l'intelligenza artificiale, ma anche una distanza ancora marcata tra l'utilizzo individuale degli strumenti e la loro integrazione nei processi amministrativi. Se infatti oltre il 40% dei rispondenti dichiara di utilizzare strumenti di AI generativa nella propria attività quotidiana, solo il 14,5% ne segnala un impiego strutturato all'interno dell'ente. Un fenomeno che il volume definisce come “shadow AI”, ossia l'adozione spontanea di strumenti innovativi da parte del personale, spesso in assenza di linee guida e modelli di governance condivisi.

L'analisi mette inoltre in luce come i principali ostacoli all'adozione dell'AI non siano esclusivamente tecnologici. A pesare sono soprattutto la carenza di competenze specialistiche, le incertezze normative, la qualità dei dati disponibili e la necessità di rafforzare capacità organizzative e leadership del cambiamento. Allo stesso tempo emerge una forte domanda di formazione pratica, orientata alla sperimentazione e alla costruzione di casi d'uso concreti.

Il volume approfondisce anche alcune esperienze territoriali particolarmente significative. In Toscana, il percorso promosso con il supporto di Anci Toscana ha coinvolto 85 Comuni in un programma di formazione-azione che ha consentito ai partecipanti di sviluppare progetti e piani di adozione dell'AI applicabili ai propri contesti amministrativi. A Roma Capitale, la sperimentazione “AI-Visto” ha esplorato l'impiego dell'intelligenza artificiale per supportare i controlli amministrativo-contabili sui progetti PNRR e Giubileo. A Bergamo, invece, il lavoro si è concentrato sulla definizione di una roadmap strategica per la governance dell'AI, mentre l'esperienza della Città Metropolitana di Genova ha evidenziato il ruolo degli enti intermedi nel favorire la diffusione delle competenze e la collaborazione tra amministrazioni.

Dalle attività sviluppate nell'ambito di AIPACT emerge una indicazione chiara: l'intelligenza artificiale può rappresentare un'importante opportunità per migliorare l'efficienza amministrativa e la qualità dei servizi pubblici, ma il suo successo dipende dalla capacità degli enti di dotarsi di competenze adeguate, modelli di governance, regole e percorsi di accompagnamento in grado di trasformare la sperimentazione in innovazione stabile e diffusa.

Scarica il volume qui.

Il volume “Intelligenza artificiale nei Comuni italiani. Competenze, governance, territori" presenta i risultati del progetto AI-PACT (Artificial Intelligence for Public Administration Connected), promosso da IFEL nell’ambito degli European Digital Innovation Hubs per accompagnare i Comuni italiani nell’adozione consapevole e sostenibile dell’intelligenza artificiale. Attraverso attività di ricerca, assessment della maturità digitale, percorsi formativi e sperimentazioni territoriali, il progetto ha coinvolto oltre 300 Comuni, offrendo un quadro aggiornato delle opportunità e delle sfide poste dall’introduzione dell’AI nella Pubblica Amministrazione locale.

La pubblicazione restituisce gli esiti dell’indagine nazionale condotta da IFEL su 664 dirigenti e funzionari comunali e approfondisce alcune esperienze territoriali sviluppate in Toscana, Roma Capitale, Bergamo e nella Città Metropolitana di Genova.

Dall’analisi emerge un forte interesse verso l’intelligenza artificiale, accompagnato dalla necessità di rafforzare competenze, governance, qualità dei dati e capacità organizzative.

Il volume evidenzia come l’adozione efficace dell’AI richieda non solo strumenti tecnologici, ma anche leadership, formazione e modelli di accompagnamento capaci di trasformare la sperimentazione in innovazione amministrativa stabile, contribuendo al miglioramento dei processi interni e della qualità dei servizi pubblici. 

 

Il progetto del Mit realizzato in collaborazione con IFEL, ITACA e Invitalia. La digitalizzazione dei contratti pubblici non è più una prospettiva futura, ma una condizione ordinaria dell’azione amministrativa. Con il nuovo Codice, il ciclo di vita dell’appalto, dalla programmazione all’esecuzione, richiede competenze aggiornate, strumenti digitali, accesso rapido alle fonti e capacità organizzativa che non sempre le amministrazioni, soprattutto quelle di minori dimensioni, riescono a mettere in campo con la stessa intensità.

È in questo contesto in cui si colloca Hub Contratti Pubblici, il progetto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti realizzato in collaborazione con IFEL, ITACA e Invitalia, finanziato con risorse PNRR e pensato per sostenere le stazioni appaltanti nella gestione digitale del ciclo di vita dei contratti pubblici.

All’interno di questo episodio di IFEL Data trovate tutti i numeri chiave di Hub Contratti Pubblici, un articolo su AI4RUP, l’assistente digitale che aiuta il RUP a orientarsi e infine un commento di IFEL sugli strumenti innovativi e le responsabilità collegate a cura di Walter Tortorella, Capo Dipartimento Economia locale e Formazione della Fondazione.

Leggi gli articoli del 29 maggio 2026 in allegato.

Leggi gli altri episodi qui.

Presso l’Auditorium Ferrero di SDA Bocconi School of Management si è tenuto ieri l’evento “Il futuro dell’Intelligenza Artificiale nella Pubblica Amministrazione – Risultati, direzioni e prospettive”, iniziativa dedicata alla presentazione dei risultati del progetto europeo AI-PACT e al confronto tra istituzioni, amministrazioni pubbliche, università e imprese sulle prospettive di sviluppo dell’IA nella PA.

Il Progetto AIPACT e il ruolo di IFEL

AI-PACT – Artificial Intelligence for Public Administration Connected – rappresenta una delle prime esperienze strutturate di introduzione dell’Intelligenza Artificiale nella Pubblica Amministrazione locale italiana. Il progetto, promosso nell’ambito degli European Digital Innovation Hubs (EDIH), è stato sviluppato in collaborazione con SDA Bocconi School of Management, Università di Bologna, Università Milano Bicocca, Tempo e Gruppo Maggioli, con l’obiettivo di accompagnare le amministrazioni locali in un percorso di adozione consapevole, responsabile e sostenibile delle tecnologie di IA.

IFEL ha ricoperto un ruolo centrale nel progetto AI-PACT, accompagnando i Comuni italiani nel percorso di adozione dell’Intelligenza Artificiale attraverso attività di supporto organizzativo, formazione e governance. L’esperienza maturata ha contribuito allo sviluppo di un modello operativo finalizzato a promuovere un utilizzo consapevole, responsabile e sostenibile delle tecnologie di IA nella Pubblica Amministrazione locale.

La Fondazione ha, inoltre, contribuito alla realizzazione di un’indagine nazionale che ha raccolto 664 risposte da funzionari e dirigenti comunali, offrendo un quadro concreto sul livello di diffusione dell’IA, sulle competenze disponibili e sulle principali criticità organizzative presenti nei Comuni italiani.

Nel corso del progetto sono stati coinvolti oltre 300 Comuni appartenenti alla Community AI-PACT, attraverso attività di assessment della maturità digitale e organizzativa, programmi di formazione specialistica, laboratori pilota e percorsi di accompagnamento alla governance dell’Intelligenza Artificiale. Le attività hanno interessato cinque territori pilota – Roma, Bergamo, Parma, Toscana e Liguria – raggiungendo complessivamente 103 Comuni e oltre 350 partecipanti alle attività formative.
 

I principali risultati emersi

Nel corso della giornata sono stati presentati i risultati dell’indagine condotta su 123 Pubbliche Amministrazioni italiane, dalla quale emerge che circa due terzi degli enti hanno già avviato sperimentazioni sull’Intelligenza Artificiale. Lo studio evidenzia tuttavia come la principale sfida non sia più la sperimentazione tecnologica, bensì la capacità delle amministrazioni di trasformare i progetti pilota in servizi pubblici strutturati, scalabili e sostenibili.
Tra i principali elementi emersi dall’analisi:

  • solo il 12% delle amministrazioni raggiunge un elevato livello di maturità AI;
  • risultano ancora limitate le figure formalizzate dedicate alla governance dell’Intelligenza Artificiale, come AI Officer, Data Steward e AI Leadership;
  • nel 50% dei casi il procurement ICT mantiene un’impostazione generalista;
  • il 62% delle infrastrutture AI risulta affidato a fornitori esterni.
Il report sottolinea la necessità di rafforzare le capacità organizzative interne delle amministrazioni pubbliche attraverso investimenti in competenze, modelli di governance dedicati e strumenti di procurement specializzati, in grado di accompagnare nel lungo periodo l’adozione dell’Intelligenza Artificiale nella PA.

Le conclusioni della giornata hanno delineato le prospettive future del progetto AI-PACT e le possibili direttrici di sviluppo di un’agenda nazionale per l’Intelligenza Artificiale nella Pubblica Amministrazione.
Il Rapporto analizza le principali lezioni apprese dall’esperienza del PNRR, evidenziando punti di forza, criticità e trasformazioni introdotte utili per il futuro delle politiche pubbliche.

Inoltre, il volume fa il punto sullo stato di attuazione del Piano, con un focus dedicato ai comuni attuatori di progetti, ed esamina il quadro normativo e finanziario della fase conclusiva del PNRR, con particolare attenzione alle revisioni del Piano, agli strumenti finanziari e alle prospettive di spesa oltre il 2026. 

Un capitolo specifico è dedicato alle stime IFEL relative all'impatto del PNRR su PIL e occupazione, per regione e settore economico.
 
Il Rapporto si chiude con un aggiornamento dedicato al Piano Nazionale Complementare, analizzando rimodulazioni delle risorse, avanzamento finanziario e stato di attuazione degli interventi.

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