Ultimo aggiornamento 27.02.2026 - 9:42
Amministratore IFEL2

Amministratore IFEL2

È stata adottata il 14 febbraio la prima deliberazione del Parlamento UE sulle proposte della Commissione Europea su budget e nuovi regolamenti riferiti alla Politica di coesione post 2020; la decisione finale arriverà a conclusione del "trilogo" avviato fra Commissione europea, Parlamento e Consiglio.

I testi di "compromesso", approvati dalla plenaria del Parlamento europeo, apportano alcune importanti modifiche sia di budget sia nel quadro programmatico degli interventi territoriali. Tra le più rilevanti, la previsione di una riserva minima del 5% della dotazione FESR che ciascun Stato membro dovrà destinare ad interventi integrati nelle aree-non urbane con svantaggi territoriali e/o demografici (aree interne) e l’innalzamento dal 6% al 10% della riserva minima della dotazione FESR che gli Stati membri dovranno destinare ad interventi di sviluppo urbano sostenibile.

Il nuovo quadro programmatorio e finanziario che ne deriva è illustrato nella nota dell’Osservatorio politiche di coesione del Dipartimento fondi europei di IFEL, disponibile in allegato.

Nel 2018 si conferma la crescita sia del numero sia dell’importo dei bandi comunali per lavori pubblici, rilevata già nel 2017 rispetto al 2016. Si passa infatti da 8.527 bandi del 2017 a 11.404 bandi nell’ultima annualità rilevata (+33,7%), segnando un incremento superiore a quello dell’anno precedente (+7,9%).

Figura 1 Mercato OO.PP. dei comuni, contratti di lavori, 2016-2018
Fig1MercatoOOPP

Fonte: elaborazione IFEL e Cresme Europa Servizi su dati infoppp.it, anni vari


Il confronto tra i pagamenti per investimenti fissi lordi del quarto trimestre 2018 e 2017, con una variazione positiva del 16% a livello di comparto, testimonia finalmente anche sul versante della cassa l’avvio tanto atteso di un cambio di passo nelle amministrazioni comunali. Sotto questo aspetto, risulta ulteriormente confortante l’incremento del 22% nei pagamenti del primo bimestre 2019 rispetto ai primi due mesi dell’anno precedente, fornendo una conferma decisamente incoraggiante all’ipotesi non più aleatoria di un prossimo e duraturo rilancio degli investimenti comunali.

Figura 2 Variazione percentuale dei pagamenti per investimenti fissi lordi dei Comuni
Confronto per trimestri 2018-2017 e primo bimestre 2019-2018
Fig2PagamentoInvestimenti

Fonte: elaborazioni IFEL su dati SIOPE, anni vari


 

A livello territoriale si può notare come l’incremento dei pagamenti comunali per investimenti fissi lordi, in un confronto del quarto trimestre 2018 e 2017, coinvolga in misura maggiore il Nord (+24%), ma anche il dato del Mezzogiorno assume una certa importanza (+13%, dopo il crollo del biennio 2016-2017 successivo alla rendicontazione finale dei fondi comunitari 2007-2013), mentre il Centro – almeno in termini aggregati – registra i suoi primi segnali di ripresa solo con l’inizio dell’anno in corso (+29% rispetto al primo bimestre 2018).

Le grandi città sembrano essere le protagoniste di questa onda che pare montare tra i Comuni nel segno del rilancio degli investimenti locali, dopo lo stop causato prima dai vincoli del Patto di stabilità interno e successivamente dalle difficoltà connesse al “rodaggio” del nuovo codice dei contratti pubblici. Si osserva infatti un +72% nei pagamenti dell’ultimo trimestre 2018 rispetto al 2017, cui fa seguito un +123% nel primo bimestre 2019 rispetto al 2018. Variazioni comunque positive si rilevano nel periodo esaminato in tutte le classi demografiche, con l’unica eccezione nella fascia compresa tra 20mila e 60mila abitanti (-6%) limitatamente ai primi due mesi dell’anno in corso.

Figura 3 Variazione percentuale dei pagamenti per investimenti fissi lordi dei Comuni
Confronto quarto trimestre 2018-2017 e primo bimestre 2019-2018 per area geografica e classe demografica

Fig3 3

Fonte: elaborazioni IFEL su dati SIOPE, anni vari

 

Il 20 e 21 marzo a Milano, presso la Sede del Gruppo 24Ore in via Monterosa 91, è in programma “LEASE 2019 il Salone del Leasing e del Noleggio”.

La manifestazione ha ottenuto il patrocinio di IFEL e, dopo il successo dell'edizione 2018, quest’anno offrirà contenuti dedicati alle tematiche del settore ed alla sua evoluzione ma anche finestre aperte sulle novità di altri settori : servizi innovativi, piattaforme tecnologiche, blockchain, realtà cognitiva. 

Le parole chiave sono competenza, aggiornamento continuo, consapevolezza, tutti elementi che saranno trattati e individuati in LEASE 2019 che ha l’ambizione di confermare la sua unicità e la sua leadership ponendosi come punto di riferimento per un settore che contribuisce alla crescita delle imprese ed alla creazione di valore. Il programma della manifestazione è disponibile sul sito Lease 2019: GUARDA IL PROGRAMMA.

Nella seconda giornata di incontri, il Direttore di IFEL Pierciro Galeone modererà la sessione “Tecnologie e procedure per PPP nelle pubblica amministrazione”, in cui verranno analizzate le opportunità offerte dal leasing e dalle procedure di Partenariato Pubblico Privato per la PA.

COME PARTECIPARE

L’accesso è gratuito previa compilazione della scheda di registrazione: ISCRIVITI
Per informazioni contattare la segreteria organizzativa dalle ore 09.00 alle ore 18.00 dal lunedì al venerdì.
Email: Telefono: 02 30304632
Per informazioni logistiche scrivere a:


È stato pubblicato sul sito del Ministero dell’interno (https://dait.interno.gov.it/finanza-locale/notizie/comunicato-del-08032019) il decreto interministeriale del 6 marzo 2019 di assegnazione dei 297,35 milioni di euro (rispetto ai 300 milioni originariamente previsti) di contributi per investimenti in opere pubbliche di messa in sicurezza degli edifici e del territorio, di cui al comma 853 della legge di bilancio 2018.

Le richieste di contributi pervenute entro il termine del 20 settembre 2018 ammontano a circa 5,6 miliardi di euro, distribuite su 7.156 interventi. Di questi, sulla base dei criteri previsti, 5.472 sono risultati ammissibili per un valore complessivo di 4,2 miliardi di euro. L’assegnazione è stata quindi effettuata sulla base della minore incidenza dell’avanzo di amministrazione, al netto della quota accantonata, rispetto alle entrate finali di competenza. Pertanto, risultano finanziati 286 interventi distribuiti su 83 Comuni beneficiari.

Si ricorda che i lavori per la realizzazione delle opere pubbliche devono essere affidati entro otto mesi decorrenti dalla data di emanazione del decreto, pena la revoca del contributo.

Gli enti beneficiari sono altresì tenuti al monitoraggio delle opere finanziate attraverso il sistema BDAP-MOP.

di 
Guido Castelli, Presidente IFEL e Walter Vitali, Direttore Urban@it

Passare dai bandi alla strategia per rigenerare le città a partire dalle loro periferie. È il tema centrale della Relazione conclusiva della Commissione della Camera della XVII Legislatura sulle periferie votata all’unanimità il 14 dicembre 2017. Da qui ha preso le mosse il Position paper di IFEL e Urban@it "Il finanziamento ordinario delle politiche per la rigenerazione urbana" (in allegato).

Il problema fondamentale è la cronica sotto dotazione infrastrutturale e di servizi delle città italiane, aggravata dalla caduta degli investimenti pubblici negli ultimi anni. L’opportunità è data dai temi di policy contenuti in quella Relazione ampiamente condivisa, che potrebbero essere portati all’attenzione delle diverse sedi istituzionali che si stanno occupando di questi argomenti (Commissioni Territorio e ambiente di Camera e Senato; Tavoli al ministero delle Infrastrutture sull’aggiornamento degli standard urbanistici e sulla revisione del Codice unico dell’edilizia; Tavolo al ministero dello Sviluppo economico sulla crisi del settore delle costruzioni).

Le indicazioni della Commissione hanno uno spettro molto ampio. Tra gli strumenti di finanza autonoma dei comuni, gli oneri di urbanizzazione e il contributo straordinario per gli interventi in variante urbanistica (legge Sblocca-Italia n. 162 del 2014) meritano una particolare attenzione per assicurare le risorse necessarie alle dotazioni pubbliche delle città interrompendo la tendenza negativa alla loro riduzione. Gli interventi di rinnovo edilizio e di trasformazione urbana, anche per sostenere la ripresa del settore edilizio contenendo il consumo di suolo, possono essere favoriti con incentivi sui tributi erariali come proposto nel Manifesto di Ance per le elezioni politiche del 2018.

Tra gli strumenti di finanza derivata il più interessante sarebbe un prelievo sulle plusvalenze immobiliari attribuito ai comuni che incorpori i tributi esistenti, esplicitamente finalizzato alla rigenerazione con effetti di controprestazione per i proprietari a cui verrebbe applicato.

Per quanto riguarda invece le norme urbanistiche andrebbe approvato almeno il nucleo essenziale della legge sul governo del territorio, per uniformare a livello nazionale i principi di perequazione e di compensazione contenuti in numerose leggi regionali. La definizione quantitativa minima degli standard urbanistici, così come stabilita dal decreto del 1968, rimane un riferimento ineludibile, ma va attualizzata tenendo conto che non siamo più nella fase dell’espansione urbana e che vi sono nuove domande sociali da soddisfare.

È essenziale anche una mobilitazione incentivata di risorse private. A questo fine si potrebbe prevedere una assicurazione obbligatoria sul patrimonio edilizio più datato e più esposto ai rischi sismici, idrogeologici e d’incidente industriale rilevante, con l’impiego di parte delle riserve così create per il finanziamento di opere pubbliche nelle città.

Infine, ci sono tre programmi nazionali sui quali vale la pena soffermarsi. Il primo è il Piano strategico per le città italiane di carattere poliennale (6-10 anni), proposto dalla Commissione come evoluzione dell’esperienza dei bandi, con l’individuazione dei quartieri periferici dove si manifestano i maggiori disagi e un meccanismo di finanziamento continuativo. Gli interventi sulla città fisica vanno necessariamente accompagnati da azioni di carattere sociale, culturale, economico e ambientale e di attivazione di processi a cui la cittadinanza sia chiamata a partecipare.

Il secondo è il Piano per l’edilizia residenziale pubblica e sociale con maggiori finanziamenti costanti nel tempo e una legge-quadro sulle aziende pubbliche per la casa.

Il terzo è una regia unitaria per il sostegno agli investimenti locali, in una fase nella quale si stanno ricreando spazi nei bilanci ma l’impoverimento degli apparati tecnici rende difficile far fronte a procedure sempre più complesse, oltre alla necessità di combinarli in modo coerente con gli investimenti regionali e nazionali che insistono sui medesimi territori.

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