Negli ultimi 7 anni il personale comunale ha subito una progressiva e sensibile riduzione (Grafico 1). Se, infatti, nel 2007 ammontava a 479.233 unità, nel 2013 il valore si riduce a 426.263, con una variazione percentuale di periodo che si attesta al -11,1%.
La riduzione percentuale più significativa, pari al -3,2%, è quella rilevata nel passaggio tra il 2011 ed il 2012: in tale intervallo, infatti, il personale comunale è diminuito, in valore assoluto, di oltre 14 mila unità.
I dipendenti comunali1 sono 424.214 unità, in media 7,12 ogni 1.000 abitanti. Con riferimento alla taglia demografica dei comuni si osserva che il numero di dipendenti ogni 1.000 abitanti supera quello medio nei comuni collocati alle estremità opposte delle classi dimensionali comunali (Tabella 1 e Grafico 1).
I dipendenti comunali a tempo indeterminato sono poco meno di 381mila unità. Di questi, 339.010, l’89,0%, ha una tipologia di rapporto di lavoro full time, 30.354, l’8,0% (in aumento rispetto al 2011), ha un part time con orario di lavoro superiore al 50% di quello ordinario e infine 11.523, il 3,0% (una percentuale leggermente inferiore rispetto al 2011) un part time con meno della metà delle ore ordinarie (Tabella 1).
Poco più della metà dei dipendenti comunali a tempo indeterminato, il 55,1%, è in possesso di un titolo di studio di scuola superiore. Il 27,1% ha terminato la scuola dell’obbligo, il 15,1% ha una laurea e l’1,7% una laurea breve (Tabelle 1 e 2). Residuali i dipendenti con dottorati o altri titoli post laurea, 0,2% e 0,7% rispettivamente.
Nel 2012, le unità di personale che nei comuni italiani hanno un rapporto di lavoro flessibile ammontano a 40.519[1].
Si tratta di personale comunale che ha un contratto a tempo determinato, interinale, di formazione lavoro o è un lavoratore socialmente utile. L’incidenza del personale con rapporto di lavoro flessibile sul totale dei dipendenti comunali è del 9,6% .Se si indaga la natura contrattuale del rapporto di lavoro flessibile si scopre che la maggioranza, oltre il 60,0% del personale, ha un contratto a tempo determinato e che la flessibilità interessa soprattutto le dipendenti donne (Tabella 1).