Ultimo aggiornamento 27.02.2026 - 20:25
Amministratore IFEL2

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Solo l'11,3% dei comuni italiani è amministrato da una donna, ovvero 904 degli 8.019 sindaci del paese. Tale percentuale, che è ancora piuttosto contenuta e che rispecchia la più generale bassa incidenza femminile nel mondo delle istituzioni e nel mercato del lavoro italiano, non si discosta con quanto rilevato negli anni precedenti.
In generale, nei comuni delle regioni settentrionali si riscontra una partecipazione femminile superiore alla media nazionale.

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Nel 2011 le famiglie in Italia sono poco più di 25 milioni, di cui quasi il 50% risiede nei comuni distribuiti nelle sole otto regioni settentrionali del paese. Rispetto al 2004 si contano quindi 2,3 milioni in più di nuclei familiari con un incremento percentuale pari al 10%. Se però da una parte si registra una crescita nel numero delle famiglie, dall'altra queste subiscono delle modificazioni. La denatalità, l'invecchiamento della popolazione e l'aumento dell'instabilità matrimoniale, sono causa di strutture familiari più contenute: sono sempre più frequenti infatti nuclei monogenitoriali o coppie senza figli.

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Dei 6.412 sindaci che amministrano, a luglio 2012, i comuni italiani e per i quali è nota la data di nascita, solo 277 risultano avere un'età pari o inferiore a 35 anni, il 4,3% del totale.
Solo nei comuni del nord Italia si trovano percentuali superiori alla media. In particolare nelle amministrazioni comunali della Valle d'Aosta si registra la presenza più significativa di giovani sindaci, pari al 9,6%, più del doppio del valore medio. Seguono le amministrazioni comunali dell'Emilia - Romagna (7,1%) e del Friuli - Venezia Giulia (6,3%).

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Il rapporto tra la popolazione residente in età non attiva (da 0 a 14 anni e da 65 anni e oltre) e la popolazione in età lavorativa (da 15 a 64 anni) moltiplicato per cento calcola l'indice di dipendenza demografica, che misura il peso economico e sociale che la popolazione attiva deve sopportare al fine di garantire le esigenze dei più giovani o dei più anziani, che essendo in età non lavorativa non possono soddisfare autonomamente le proprie necessità. Il progressivo allungamento dell'età della popolazione residente nel nostro paese ha provocato uno squilibrio generazionale che ha determinato, a sua volta, una graduale crescita dell'indice di dipendenza demografica.

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I 4.570.317 stranieri residenti nei comuni italiani rappresentano il 7,5% della popolazione residente nel nostro paese; l’indice registra una significativa crescita rispetto al dato rilevato nel 2002 (2,4%). 

Dall’analisi dei dati, emerge una netta distinzione tra i comuni localizzati nelle regioni del sud ed in quelli nel centro e nel nord. Questi ultimi due gruppi di comuni, infatti, registrano, nel 2011, percentuali, generalmente, superiori al dato medio (con la sola eccezione dei comuni valdostani), con valori superiori al 10% nei comuni emiliano-romagnoli (11,3%), umbri (11%), lombardi (10,7%) e veneti (10,2%).

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