A conferma del fatto che l’Italia presenta il tasso di natalità più basso d’Europa, nel corso del decennio 2004-2014 si registra un decremento di tale indice, passato da 9,40 a 8,46 nati per 1.000 abitanti (-0,94). Il calo, nel periodo analizzato, è riscontrabile in particolare nei comuni dell’Italia meridionale, dato che dimostra il sostanziale mutamento che subiscono negli anni le dinamiche demografiche nel nostro Paese.
Appena il 13,6% dei comuni italiani è amministrato da una donna. Tale percentuale, ancora piuttosto contenuta, rispecchia la più generale bassa incidenza femminile nel mondo delle istituzioni e nel mercato del lavoro italiano.
A livello regionale, quasi tutti i comuni del nord registrano una partecipazione femminile superiore alla media nazionale; infatti, sono i comuni dell’Emilia-Romagna a detenere la percentuale più elevata (il 20,9% dei sindaci è donna), seguono i comuni veneti (19%), quelli della Valle d’Aosta (17,6%) e del Piemonte (17,2%). Con una percentuale superiore al 16%, si individuano i comuni lombardi (16,4%).
A marzo 2016, dei 7.740 sindaci che amministrano i comuni italiani, per i quali è resa nota la data di nascita, solo 408 risultano avere un’età pari o inferiore a 35 anni, il 5,3% del totale.
Nel nord del Paese, le amministrazioni comunali lombarde contano, in valore assoluto, la più alta concentrazione di giovani sindaci (85 unità), seguono i comuni piemontesi con 52 giovani a capo dell’amministrazione comunale e quelli dell’Emilia-Romagna (29).
Oltre la metà della popolazione straniera residente nei comuni italiani (53,4%) proviene dall'Europa. Poco più di un quinto degli stranieri regolari (21,6%) giunge, invece, in Italia dal continente africano, il 16,8% dall'Asia e solo l'8,1% dei cittadini stranieri provengono dall'America settentrionale e centro-meridionale.
Dall'analisi delle variabili relative alla popolazione straniera, è emerso come quest'ultima abbia contribuito a modificare, almeno da un punto di vista demografico, la struttura della popolazione del nostro paese. Risulta interessante, quindi, confrontare i dati relativi alla struttura per età della popolazione italiana con quella straniera residente, nelle annualità 2003 e 2011.
Il reddito imponibile ai fini IRPEF può permettere di misurare la distribuzione della ricchezza economica nei comuni italiani. Nell'anno d'imposta 2010 l'ammontare di reddito imponibile medio per ciascun contribuente residente in un comune italiano è stato pari a 23,24 mila euro, in crescita rispetto al 2004 quando era pari a 20,91 mila euro (uno scarto quindi di +2,33 mila euro).