Ultimo aggiornamento 26.05.2026 - 8:10
Amministratore IFEL2

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I dirigenti a tempo indeterminato1 nei comuni italiani sono, in valore assoluto, 3.422. Oltre un dirigente su tre, il 35,8%, è donna (Tabella 1).
A livello regionale, la maggiore incidenza della componente femminile si rileva nei comuni della Valle d’Aosta. In tali realtà amministrative, infatti, esse rappresentano il 55,6% del totale dei dirigenti comunali.

La dotazione organica1 complessiva nei comuni italiani è pari a 488.083 unità. Il personale comunale in servizio al 31 dicembre 2013, al netto delle unità di personale che non rientrano nella dotazione organica, è pari a 384.103 (Tabella 1).
Dal rapporto tra questi due valori, ossia dividendo il numero di unità di personale in servizio al netto del personale fuori dotazione organica rispetto alla dotazione, si ottiene la percentuale di copertura della dotazione organica.

Nel 2013, le unità di personale che nei comuni italiani hanno un rapporto di lavoro flessibile1 ammontano a 38.454 (Tabella 1). Questa categoria include il personale comunale che ha un rapporto di lavoro a tempo determinato, interinale, di formazione lavoro o è un lavoratore socialmente utile. Se si confronta tale valore con il numero di dipendenti comunali si rileva che circa 1 dipendente comunale su 11 è inquadrato con un contratto di lavoro flessibile (il 9,2%).

Il telelavoro1 è, per il personale comunale con un contratto a tempo indeterminato, una differente modalità di svolgimento dell’orario di servizio rispetto a quella ordinaria. Si tratta di uno strumento non ancora molto diffuso tra le amministrazioni comunali italiane. Le unità annue di personale comunale a tempo indeterminato che usufruiscono di questa possibilità sono 310. (Tabella 1). Da rilevare che nelle realtà comunali del Friuli-Venezia Giulia, dell’Umbria, dell’Abruzzo e del Molise tale tipologia contrattuale non è contemplata affatto.

Analizzando la ripartizione per genere del personale comunale, si osserva che oltre la metà, il 52,9%, è donna (Tabella 1). In generale, è nei comuni delle regioni del nord e del centro, tranne che in quelli di Umbria e Marche, che si rileva un’incidenza percentuale di personale di genere femminile superiore al dato medio.  Nei comuni dell’Emilia-Romagna oltre due terzi (67,8%) del personale sono donne, così come in quelli della Lombardia, del Lazio e del Piemonte il rapporto è di circa 6 su 10.  Al contrario, nelle amministrazioni comunali delle regioni del sud la proporzione tra i generi si ribalta in favore degli uomini. In particolare, nei comuni della Campania l’incidenza percentuale del personale comunale di genere femminile si riduce a meno di un terzo del totale (29,8%).

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