Contrariamente a quanto accadeva nel 2010, complessivamente, a livello nazionale, il saldo tra le imprese iscritte e cessate, rapportato al numero di imprese attive, nel 2011, risulta essere negativo con un indice pari a -0,04%. Osservando i dati del tasso di incremento in relazione ai settori economici, emerge come solo nel settore terziario le imprese nate nei comuni italiani sopravanzano quelle cessate, registrando un tasso di incremento medio pari a +1,77%. Analogamente nei comuni di tutte le regioni italiane, il settore terziario è l'unico che evidenzia un valore medio positivo. Le imprese del settore primario presentano il tasso di incremento negativo più elevato pari a -3,09%, mentre quelle appartenenti al settore economico secondario registrano un indice pari a -2,21%.
È di fondamentale importanza che un comune individui ciò che lo rappresenta, che lo caratterizza e lo identifica verso l'esterno. La tipicità, infatti, non è solo lo strumento attraverso il quale un territorio salvaguarda e promuove il proprio patrimonio ambientale, culturale, turistico ed enogastronomico, ma consente alle realtà locali di definire ed affermare una propria identità e di differenziarsi le une dalle altre, creando uno stretto legame tra popolazione, luogo e peculiarità.
Le associazioni di identità che fanno parte di Res Tipica si inseriscono, così, in una politica nazionale di sviluppo locale attraverso la quale i comuni italiani hanno la possibilità di promuovere le proprie specificità territoriali .
Il tasso migratorio nei comuni italiani registrato nel 2012 è mediamente pari a +3,96 per mille abitanti, molto più elevato di quello rilevato nel 2002 (+0,71 per mille abitanti). Ciò sta a significare che il numero degli iscritti all'anagrafe supera, in media, il numero delle cancellazioni.
Nelle regioni dell'Italia centro settentrionale sono localizzati i comuni che risentono maggiormente del fenomeno migratorio, registrando valori generalmente superiori (o comunque di poco inferiori) al dato medio nazionale.
Sono 3.538 i comuni montani[1] nel nostro paese, ben il 43,7% del totale delle amministrazioni comunali. Sono distribuiti in tutte le regioni, con una prevalenza nei territori dell'Italia settentrionale.
In Lombardia e Piemonte si trova il maggior numero dei comuni montani (rispettivamente 527 e 503), anche se la maggior parte delle realtà comunali sono classificate come non montane (65,9% e 58,3%). Segue il Trentino – Alto Adige, dove, al contrario, tutte le 333 amministrazioni hanno carattere di montanità. Al sud registrano il dato più elevato Abruzzo, Calabria e Sardegna dove gli oltre 200 comuni montani rappresentano più della metà delle realtà amministrative presenti sul territorio.
La densità abitativa media nei comuni italiani, intesa come rapporto tra popolazione residente e superficie territoriale, è passata da 189 abitanti per kmq del 2002 a 202 abitanti del 2012, facendo registrare uno scarto di +13 abitanti per kmq.