Ultimo aggiornamento 26.02.2026 - 14:22
Amministratore IFEL2

Amministratore IFEL2

“IFEL segue il tema degli investimenti ormai da tanti anni e dopo la tendenza 2010-2015, che ha visto un calo di risorse sul tema del circa il 40 per cento, la ripresa c’era ed era evidente. Poi il Covid ha interrotto questo processo come altri processi di crescita del Paese. Però nell’ultimo semestre 2019 abbiamo registrato un aumento della spesa da destinare agli investimenti dell'11 per cento rispetto allo stesso periodo del 2018 e questo fa ben sperare per il futuro”. Con queste parole il direttore di IFEL, Pierciro Galeone, ha aperto il Talk on web “Investimenti per la ripresa: spendere di più e meglio. Si può?”, organizzato oggi 26 giugno in teleconferenza da IFEL e Anci. Un evento che ha fatto il punto sugli investimenti, all’indomani dell’emergenza Covid che ha bloccato una tendenza che prima della pandemia registrava segnali di ripresa incoraggianti.

Segnali ricordati per primo dal sindaco di Novara e delegato Anci alla finanza locale, Alessandro Canelli che però ha indicato quattro direttrici su cui i decisori locali, e soprattutto nazionali, devono muoversi per non sprecare la scia positiva di fine 2019. “La ripresa del trend c’è – ha detto Canelli – ma servono quattro azioni fondamentali: mettere i Comuni al centro delle politiche di investimento nazionali; lavorare per migliorare e trovare nuove competenze specifiche; manutenere, senza stravolgerle, le norme per sburocratizzare e infine attrarre investimenti privati da affiancare alle risorse pubbliche”. “E poi – ha continuato il delegato Anci alla finanza locale – progetti seri, pianificazione e visione territoriale, altrimenti saremmo costretti ricorrere sempre allo Stato centrale. L’anno scorso – ha infatti ricordato – con i 400 milioni messi a disposizione degli enti locali per c’è stata un’accelerata eccezionale, a cui si sono aggiunte altre operazioni minori nei piccoli enti ugualmente valide. Bisogna quindi andare avanti su questa linea – ha concluso il sindaco di Novara –, svecchiando il personale nei Comuni, spingendo sull’innovazione e avendo una prospettiva precisa, che coinvolga i privati in una azione unitaria per la crescita che, se passa dai territori, sarà più efficace e veloce”.

Il presidente di IFEL, Guido Castelli è partito dal 2011 “quando – ha ricordato – è cominciata una stagione, durata fino al 2017, in cui le regole del patto di stabilità e della finanza armonizzata premiavano chi non investiva. Gli strascichi e le tossine di questa impostazione sono ancora presenti. Ora le cose vanno meglio ma bisogna puntare sui Comuni e sulla loro autonomia”. Infatti per Castelli “l’idea stessa di rigenerazione urbana dello scorso anno aderiva al principio del bando statale mettendo da parte la programmazione. Questo approccio centralista – ha rimarcato il presidente Ifel – non ha stimolato al meglio le capacità tecniche dei territori, che restano fondamentali per attivare spesa efficace. Il superamento del patto di stabilità – ha aggiunto Castelli – ha reso i territori serventi a principi che non li hanno responsabilizzati”.

Infine la questione norme. Per il presidente IFEL “tutto il diritto amministrativo, complessivamente, ha perso qualità. I nostri Rup devono ogni giorno deambulare tra una selva di norme che non sempre sono scritte in maniera univoca. E questa fragilità del sedimento amministrativo – ha concluso– è un’evidente freno per chi, pubblico o privato, vuole mettere risorse per investire”.

IL VIDEO DELL'EVENTO

“Nella PA il cambiamento intercorso con lo “smart working” non è solo una questione di norme, tuttavia, ma anche di atteggiamento e predisposizione culturale ad una modalità di lavoro che richiederà del tempo per consolidarsi”. Così Guido Castelli, Presidente di IFEL a margine dell’evento odierno della fondazione sulla “Flessibilità nella gestione del personale: opportunità, vincoli, responsabilità”.

“È improprio qualificare in termini di “smart working” – ha tenuto a precisare l’ex Sindaco di Ascoli Piceno - il fenomeno di massivo distanziamento fisico che da marzo ha portato migliaia di dipendenti pubblici a svolgere le proprie mansioni da casa. Lo Smart working e il telelavoro rispondono, in effetti, a canoni organizzativi difficilmente rintracciabili nella situazione di fatto che si determinata con il lock down. Ciò nonostante si è trattato di una esperienza da cui trarre insegnamento proprio per profilare la possibilità di un utilizzo di questi modelli organizzativi nella PA”.

“Richiederà anche il superamento di alcuni stereotipi che da tempo affliggono la PA – ha concluso Castelli - Il passaggio dalla cultura dell’adempimento a quella del funzionamento, una maggiore autonomia complessiva da riconoscere ai comuni e il superamento di una stagione di vincoli formali e finanziari che ha depresso le energie dei comuni”.

IL VIDEO DEL TALK ON WEB

Ad integrazione delle linee guida e degli schemi illustrati nel Vademecum su “Regole e procedure di affidamento a privati di terre comunali” pubblicato di recente, “Tipologie di contratti per assegnazione a privati di terre comunali”, che ne rappresenta un Addendum, propone una serie di schemi di contratti di concessione e di affitto di terre comunali, da stipularsi eventualmente a valle della filiera amministrativa (bando/avviso pubblico) che ha portato all’individuazione di un soggetto assegnatario.

Con questo Addendum si arricchisce ulteriormente la “cassetta degli attrezzi” che il Progetto “SIBaTer – Supporto istituzionale alla Banca delle Terre”, a titolarità ANCI-IFEL e finanziato nell’ambito del Programma Complementare al PON Governance e Capacità istituzionale 2014-2020, sta progressivamente mettendo a disposizione (a titolo gratuito) dei Comuni delle 8 Regioni del Mezzogiorno destinatari degli interventi. Oltre al citato Vademecum dedicato a regole e procedure di affidamento, si segnalano:

Di imminente pubblicazione un quarto Vademecum che traccia le linee guida per la gestione in forma associata della funzione Catasto e del connesso Sistema Informativo Territoriale (SIT).

Al via il 15 giugno il nuovo corso e-learning gratuito “Smartworking - Sfide e opportunità” per i comuni italiani, frutto della collaborazione tra IFEL e Federica Web Learning, il Centro di Ateneo per l’innovazione, la sperimentazione e la diffusione della didattica multimediale dell’Università di Napoli Federico II.

Guarda il video di presentazione del corso (a cura di Guido Castelli - Presidente IFEL)

 

Il corso, strutturato come un MOOC - Massive Open Online Course - ha una durata complessiva di 5 settimane ed è fruibile interamente online attraverso la piattaforma eLearning Federica Web Learning, con completa autonomia nella scelta dei propri tempi/spazi per l'apprendimento.

Dall’inizio dell’anno IFEL-ANCI hanno ulteriormente affiancato i comuni italiani in questo momento difficile per tutte le istituzioni, i dipendenti comunali e, ovviamente, i loro cittadini. Sono stati realizzati 117 eventi formativi on line con circa 60.000 partecipanti, di cui 82 webinar e 44.670 partecipanti solo nel periodo dell’emergenza sanitaria. L’offerta formativa ha spaziato dall’aggiornamento del personale comunale sulle tematiche finanziarie e tributarie ad interventi specifici legati all’emergenza Coronavirus, come lo smartworking.

Forti di questi numeri, e con l’intento di integrare e qualificare ulteriormente la propria proposta formativa, IFEL, in collaborazione con Federica WebLearning, ha progettato un percorso formativo online pensato in una prospettiva anche comunale completamente in autoformazione sul tema dello smart working, finalizzato a rispondere ad un bisogno di conoscenza sul tema non solo di questo periodo, ma anche e soprattutto in un’ottica di futura rimodulazione dei contesti lavorativi.

IL CORSO

L’emergenza COVID ha determinato un’improvvisa riorganizzazione delle vite individuali e lavorative.
La maggioranza dei dipendenti del settore pubblico e privato ha sperimentato per la prima volta le difficoltà e i vantaggi del lavoro a distanza. Il bilancio di questa fase sperimentale è positivo. Cresce nel Paese la spinta per utilizzare queste modalità organizzative più agili per migliorare l’efficienza e la soddisfazione del sistema produttivo. 

Il percorso ha l’obiettivo di fornire anche ai dipendenti comunali gli strumenti conoscitivi e applicativi per un utilizzo consapevole dello smartworking. È articolato in 5 moduli distribuiti su 5 settimane e prevede videolezioni di inquadramento, analisi di best practices, test di autovalutazione, esercitazioni e spazi interattivi di confronto con la community per condividere le esperienze e le conoscenze acquisite.

Ogni settimana sarà disponibile un nuovo modulo, secondo questa articolazione:

1. Smart Education per Smartworking

2. Cosa significa Smartworking

3. Prepararsi allo Smartworking

4. Il mio lavoro

5. Team building e Team working

Approfondisci il programma del corso

 

Guarda il video di presentazione corso

 

DESTINATARI E MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE

Il corso si rivolge a dipendenti della PA, in particolare dei comuni, e a quelli del settore privato interessati alla innovazione ICT driven. La partecipazione è gratuita e il corpo docenti è per lo più formato da esperti di amministrazione pubblica, del mondo dei comuni e del management del settore privato con forte sensibilità verso i servizi per la cittadinanza.

Per iscriversi al corso è sufficiente:

1) registrarsi sulla piattaforma Federica Web Learning, compilando tutti i campi del form di registrazione. Per confermare la registrazione basterà cliccare sul link presente all’interno dell’email di conferma che verrà inviata all'indirizzo mail scelto in fase di registrazione.
2) dopo la registrazione alla piattaforma Federica Web Learning, collegarsi alla pagina di presentazione del corso, cliccare su "Vai al corso" ed effettuare il login cliccando su "Accedi" in alto a destra della pagina e inserendo le proprie credenziali.
3) nella pagina che si aprirà, cliccare su "Iscrivimi" a fondo pagina.

In questi mesi centinaia di migliaia di persone si sono messe in moto con modelli e strumenti innovativi, alcuni destinati a durare nel tempo. Molte di queste iniziative hanno fatto la differenza. Fondazione Italia Sociale lancia una call for practices rivolta a singoli, organizzazioni, imprese di ogni settore, per dare luce alle azioni civiche che fanno bene alla società e all’economia italiana.


Da sempre le grandi crisi (guerre, catastrofi naturali, epidemie, carestie) costituiscono il terreno di nascita ideale di innovazioni che, in seguito, entrano a far parte della vita quotidiana. La fase di emergenza scatenata dal Covid-19 ha sfidato duramente il nostro Paese ma, al contempo, è stata un’occasione per mettere alla prova il nostro sistema sociale e ha rivelato un sentimento civico che sembrava sopito da tempo.
Centinaia di migliaia di persone si sono messe in moto, nutrendo l’intelligenza collettiva con esperienze ricche di significato e con modelli e strumenti innovativi, alcuni destinati a durare nel tempo. Molte di queste storie sono invisibili ai più, ma hanno fatto la differenza.

LA CALL

Da questa convinzione nasce Civic Action, l’iniziativa con cui Fondazione Italia Sociale, insieme ad Onde Alte e SkyTg24, in partnership con VITA si propone di individuare le esperienze che, indipendentemente dall’emergenza corona virus, dovrebbero durare e ampliarsi, per costituire la base di un nuovo e più robusto tessuto civico.

Civic Action è una grande iniziativa di mobilitazione nazionale online che vuole offrire a cittadini e organizzazioni l’occasione di farsi conoscere, per portare un contributo da protagonisti attivi alla fase di ripartenza a cui l’Italia si affaccia.

L’obiettivo è raccogliere e dare visibilità a esperienze e storie positive che sono avvenute in piccoli o grandi contesti, a livello locale o a livello nazionale, e che si prestano ad essere replicate e sviluppate.

Civic Action è una call for practices a cui possono partecipare tutti, cittadini singoli e organizzazioni, senza limiti anagrafici, geografici o di alcun genere. Pratiche civiche, dove civismo non è solo “aiuto al più vulnerabile”. Le segnalazioni di esperienze e pratiche, infatti, possono rientrare in una di queste track di interesse:

  • Arte e cultura
  • Formazione scolastica
  • Ambiente
  • Governance
  • Viaggi
  • Solidarietà in azione
  • Media e intrattenimento
  • Economia e Lavoro
  • Salute e benessere

I TEMPI DELL’INIZIATIVA

Civic Action è stata lanciata lo scorso 26 maggio 2020: chiunque voglia partecipare, potrà condividere la propria storia sulla piattaforma digitale entro le 23 del 16 giugno 2020. A conclusione dell’iniziativa, un e-book verrà reso disponibile a tutti online: racchiuderà tutto il percorso della Civic Action, inclusi i profili dei protagonisti e le storie e buone pratiche più interessanti. Tra queste, 5 verranno selezionate dal team di lavoro, per essere raccontate dai protagonisti in un incontro live su SkyTg24.

CIVIC ACTION È PARTE DI beCIVIC

beCivic è un progetto culturale multicanale promosso da Fondazione Italia Sociale, con lo scopo di dare un nuovo volto e entusiasmo all’impegno della società civile italiana per il bene comune.
Un insieme di iniziative su scala nazionale (una rivista, lezioni, festival, laboratori, blog…) a cui partecipano decine di realtà tra università, organizzazioni non profit, imprese e media.
Per saperne di più: www.becivic.it – instagram: @be_civic

FONDAZIONE ITALIA SOCIALE

Ha l’obiettivo di creare benessere sociale, raccogliendo risorse da destinare a progetti nazionali, di interesse sociale e pubblico, che creano occupazione, in particolare giovanile. Nasce con la legge di riforma del 2016, per agire come strumento a sostegno del Non Profit in Italia. Opera da marzo 2018 come persona giuridica di diritto privato con e risorse economiche prevalentemente private.

 

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